lunedì 18 novembre - Aggiornato alle 23:31

Spoleto, addio al polo scolastico e tegola da 300 mila euro: «Paradossale, Farabollini immobile»

Flavoni difende la scelta del Comune sulla media Alighieri e l’asilo: «Progetto sbagliato, fatto l’interesse pubblico»

Farabollini, De Augustinis e Flavoni

di Chia.Fa.

«Paradossale che il commissario Piero Farabollini voglia addebitare al Comune di Spoleto i costi di progettazione sostenuti per il progetto sbagliato del polo scolastico di San Paolo, che abbiamo evitato venisse realizzato per esclusivo interesse della città». A parlare è l’assessore alla ricostruzione Francesco Flavoni dopo che Farabollini ha lasciato cadere la tegola da 300 mila euro sulla testa del municipio, che ha scelto di dire addio alla delocalizzazione a San Paolo delle scuole Dante Alighieri e Prato fiorito in favore dell’adeguamento sismico delle due sedi originarie, coi fondi che si conta di chiedere al Miur: «Il definanziamento dell’intervento – ha detto sabato il commissario – è stato richiesto nella piena consapevolezza che spetta al Comune di Spoleto rimborsare le spese già sostenute per il polo scolastico» che non si farà.

Sul punto l’ente con una nota assicura che «ulteriori approfondimenti della vicenda sono tuttora in corso in sede amministrativa», al pari di quanto peraltro sta avvenendo nella struttura commissariale, che sta quantificando la cifra che l’ente dovrà rinfondergli, mentre per le modalità di recupero chiederà un parere alla Corte dei Conti, trattandosi di contabilità speciale e del «primo caso di definanziamento di un’opera finanziata e da ricostruire». L’impressione, però, è che i 300 mila euro già spesi finiranno al centro di un contenzioso, considerando che l’assessore dice che una «simile richiesta riceverebbe in tutte le sedi la più ferma opposizione». In attesa degli sviluppi, comunque, Flavoni difende l’addio alla delocalizzazione a San Paolo «dove avremmo avuto – torna a dire – una struttura sottodimensionata, soprattutto rispetto alle potenzialità della “Dante Alighieri”, costruita in una zona assolutamente non ottimale e problematica: non possiamo avallare l’impiego di risorse pubbliche per progetti che non fanno l’interesse di Spoleto».

Perorata la causa,  l’assessore attacca ancora parlando di un «comportamento paradossale» da parte di Farabollini che «fin dall’inizio ha condiviso la scelta delle ricostruzione delle due scuole in loco con dichiarazione e rassicurazioni anche sulla riassegnazione dei fondi, dicendo che sarebbe stata sufficiente una circolare». Flavoni spiega che proprio «l’immobilismo della struttura commissariale ci ha obbligato a valutare anche altre possibilità insieme sia al capo della Protezione civile regionale Alfiero Moretti che all’assessore regionale Antonio Bartolini», che alla fine per Dante Alighieri e Prato fiorito hanno imboccato la strada dell’adeguamento sismico coi fondi del Miur da agguantare (120 milioni per quattro regioni). Dal dicembre scorso non si sono fatti passi in avanti fino a giovedì, quando il commissario ha modificato l’ordinanza 14 del gennaio 2017, accogliendo la richiesta di revoca dei 10 milioni circa per il polo scolastico, non riassegnando i fondi e annunciando il conto da 300 mila euro.

@chilodice

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