mercoledì 23 ottobre - Aggiornato alle 22:39

Spoleto, addio al polo scolastico: Farabollini chiede al Comune 300 mila euro

Sono le spese del progetto finito nel cestino, il commissario: «Erano consapevoli» e il sindaco: «Progetto di San Paolo viziato»

Il commissario Farabollini (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Spetta al Comune di Spoleto rimborsare il commissario delle spese già sostenute per il polo scolastico di San Paolo» che non si farà, ossia circa 300 mila euro. Due giorni dopo la revisione dell’ordinanza 14 del gennaio 2017, con cui sono stati revocati circa 10 milioni assegnati alla delocalizzazione a San Paolo delle scuole terremotate Dante Alighieri e Prato fiorito, il commissario Piero Farabollini interviene per ribadire che, come emerso, non ha eliminato di sua iniziativa i fondi al polo scolastico di San Paolo, bensì «ha preso atto della volontà, formalmente espressa da Comune di Spoleto e Ufficio speciale per la ricostruzione di voler recedere dalla programmata costruzione di nuovi edifici scolastici, che erano l’unica condizione per il finanziamento degli interventi con ordinanza 14 per scelta dei soggetti beneficiari».

Dalla struttura commissariale, dunque, confermano che i 10 milioni stanziati nel pieno dell’emergenza per delocalizzare a San Paolo le due scuole con inagibilità totale (di tipo E) non potevano essere destinati ad altri tipi di interventi, come l’adeguamento sismico cui ora guarda l’amministrazione comunale, che in questo senso apre la caccia ai fondi del ministero dell’Istruzione. Nella nota Farabollini, poi, ricorda sia «la volontà espressa dal Comune di Spoleto durante gli incontri dell’ 11 aprile e del 23 maggio scorso in merito al miglioramento dell’esistente anziché alla costruzione di nuovi edifici scolastici», che le note a protocollo in cui sempre il Comune di Spoleto «conferma di voler procedere al miglioramento sismico e adeguamento dei plessi scolastici esistenti».

Il commissario straordinario, infine, lascia cadere sulla giunta guidata dal sindaco Umberto De Augustinis la tegola dei costi finora sostenuti per il polo scolastico che non si farà, mettendo in chiaro che «il definanziamento dell’intervento è stato richiesto nella piena consapevolezza che spetta al Comune di Spoleto rimborsare al commissario le spese già sostenute per progettazione, interventi di bonifica di un dissesto idrogeologico, la realizzazione degli accessi all’area delle nuove scuole e altro». La quantificazione è in corso, mentre le modalità di recupero delle somme dovrebbero essere vagliate dalla Corte dei Conti, cui la struttura commissariale sembra intenzionata a richiedere un parere trattandosi di contabilità speciale. In ultima battuta emerge anche che i 10 milioni revocati al polo scolastico di San Paolo «tornano nella disponibilità del commissario» e sarà da capire se potranno essere riassegnati alla ricostruzione di opere pubbliche di Spoleto, dell’Umbria o di Comuni terremotati di fuori regione.

Contattato il sindaco Umberto De Augustinis ha spiegato che i costi di progettazioni «non ci sono ancora stati richiesti, sappiamo che li vogliono, ma dobbiamo discutere nel merito, perché – sono le parole di De Augustinis – il progetto di San Paolo è viziato sia per l’area in cui avrebbe dovuto essere realizzato che per la presenza dell’elettrodotto», mentre l’assessore Francesco Flavoni ha più volte definito «il polo scolastico sottodimensionato». Poco c’entra, invece, col presunto vizio amministrativo la volontà della giunta di mantenere nel centro cittadino le due scuole, archiviando la delocalizzazione a San Paolo. Sull’impraticabilità della riassegnazione dei fondi a causa della differente tipologia di interventi sulla Dante Alighieri e Prato fiorito il sindaco dice che «è sempre stata ritenuta percorribile proprio perché l’atto è viziato». Delocalizzazione fantasma e spettro da 300 mila euro.

@chilodice

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