giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 03:20

«Spazzatura d’oro», Comune di Perugia si costituisce parte civile: «Danni per milioni»

Il 4 dicembre ci sarà l’udienza preliminare per 15 persone e sette società. Nei prossimi giorni sarà scelto il legale che difenderà l’ente

di Daniele Bovi

«La rifusione dei danni tutti occorsi alla civica Amministrazione», quantificabili «in diversi milioni di euro nel loro complesso». La giunta comunale di Perugia nei giorni scorsi ha deciso di costituirsi parte civile nell’ambito del processo scaturito dall’inchiesta «Spazzatura d’oro», che ha coinvolto in particolare i vecchi vertici di Gesenu e Tsa. Il 4 dicembre ci sarà l’udienza preliminare per 15 persone e sette società, e con tutta probabilità la scelta del Comune di Perugia sarà fatta anche da altri Comuni e associazioni. Secondo l’ipotesi accusatoria il processo è «incardinato per i reati, anche associativi, inerenti traffico di
rifiuti, gestione illecita di rifiuti, inquinamento ambientale, falso in registri e in atto pubblico, frode in pubbliche forniture e truffa aggravata, con conseguente illecito arricchimento dei gestori locali del servizio e pari danno dei comuni partecipanti all’Ati 2 della Provincia di Perugia».

LE ACCUSE DEL PM

L’inchiesta Secondo la procura di Perugia Gesenu, Trasimeno servizi ambientali e Gest, cioè i «gestori totali», sotto il profilo del trasporto, recupero, smaltimento, nell’ambito dei rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi) e urbani prodotti nell’Ati 2, avrebbero conseguito «ingiusti profitti» attraverso attività illecite. In particolare sono 12 le persone che vengono accusate di associazione per delinquere. Stando alle indagini è emerso che Sassaroli, «organizzatore e promotore», si sarebbe associato insieme agli altri presunti compartecipi «al fine di commettere una serie indeterminata di reati».

Parte civile Oltre a Perugia, che detiene il 45% di Gesenu, nell’inchiesta compaiono, tra i presunti truffati, anche i Comuni di Bastia, Bettona, Cannara, Castiglione, Città della Pieve, Collazzone, Corciano, Deruta, Fratta Todina, Magione, Marsciano, Massa Martana, Montecastello di Vibio, Paciano, Panicale, Passignano, Piegaro, San Venanzo, Todi, Torgiano, Tuoro, Valfabbrica e Lisciano Niccone. Il 4 dicembre secondo la giunta c’è la «possibilità che uno o più imputati possano avvalersi in detta sede del cosiddetto rito abbreviato», motivo per cui Palazzo dei Priori ha deciso di dare il via libera quanto prima alle procedure al termine delle quali sarà individuato, con un decreto del sindaco che arriverà nei prossimi giorni, il legale che difenderà l’ente.

Twitter @DanieleBovi

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