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lunedì 6 dicembre - Aggiornato alle 00:46

Sottopasso Cospea, pronta la variante ma non si vota: focus sull’atto unilaterale

Confronto della Prima commissione sulle opere di urbanizzazione, nodo fideiussione e parere dell’avvocatura

di M.G.P.

Fa discutere la variante parziale del piano attuativo denominato ‘Cospea alta’, in particolare la realizzazione del sottopasso e la conseguente eliminazione del passaggio a livello posto tra la rotonda di via Marzabotto e via Perillo. Il punto sul completamento delle opere di urbanizzazione, la fideiussione a garanzia e il passaggio, da una convenzione bilaterale scaduta a maggio 2019 a un atto unilaterale. Questi i punti principali trattati giovedì mattina in Prima commissione consiliare a Palazzo Spada alla presenza del dirigente al ramo Claudio Bedini e il responsabile unico del procedimento Antonino Cuzzucoli. Dopo il sopralluogo del 30 settembre della stessa commissione nell’ambito del quale sono stati ascoltati i residenti della zona e le relative obiezioni sollevate che riguardano il completamento dei lavori, si torna sul tema, ma ancora non si vota, «la commissione si è riunita – specifica il presidente Marco Cozza – per una seduta di interlocuzione».

Prima commissione Dopo il sopralluogo del 30 settembre con i tecnici della ditta appaltatrice (le ditte coinvolte sono la società Immobiliare Petrollini & Co. Srl, la Ital Ceia Srl. e la Gp Ideoplast Srl), gli architetti del Comune, i rappresentanti del comitato del quartiere e un delegato del professor Carlini, proprietario della parte di terreno che andrebbe espropriata per permettere la realizzazione del sottopasso, si torna a discutere sulla variante parziale. «Dopo il sopralluogo – spiega Federico Cini, assessore all’Urbanistica – ci sono state delle correzioni su alcune tavole per quanto riguarda l’esproprio. È stato modificato l’articolo 10 dello schema di convenzione dando priorità all’intervento per il sottopasso che è l’interesse pubblico primario, legando il rilascio dell’agibilità degli immobili al termine della realizzazione dell’opera». Ma la tesi non convince tutti. Valentina Pococacio (M5s) in particolare ammonisce: «L’atto è lo stesso di prima del sopralluogo, è una condotta scorretta come la modalità della riunione di oggi». Alla pentastellata replica allora il presidente di commissione: «Vorremo dare una risposta che coinvolga tutti quanti – spiega Marco Cozza – quindi abbiamo deciso di parlarne insieme prima di produrre un atto e di votarlo. Oggi non votiamo niente, decidiamo insieme quali sono le modifiche da apportare a questa convenzione. È una seduta di interlocuzione». Alessandro Gentiletti (Senso civico) non lascia correre: «I lavori della commissione non sono una riunione tra amici al bar, c’è la giunta che deve produrre degli atti e la commissione che li deve esaminare e dare un giudizio positivo o negativo. Non è questo il modo di lavorare, siamo qui per esaminare e produrre atti. Oggi se non votiamo e non c’è un emendamento è tempo sprecato. Stiamo parlando del niente per arrivare al niente». La parola allora a Patrizia Braghiroli (FdI): «Bisogna approfondire lo schema di convenzione che non è un atto da poco».

Cospea alta «I problemi sulla questione sono a monte, concentriamoci su quelli» interviene il consigliere Emanuele Fiorini (Forza centro). Focus dunque sul parere dell’avvocatura; la consigliera FdI riprende le parole dell’avvocato Francesco Silvi: «Gli impegni bilaterali non possono essere modificati da un atto unilaterale d’obbligo essendo imprescindibile il mutuo consenso delle parti». Il riferimento è alla convenzione scaduta nel maggio 2019 e reiterata con delibera 321 sempre del 2019. Inoltre la consigliera Braghiroli chiede chiarimenti rispetto alle richieste del comitato di quartiere, ascoltato il 30 settembre: «C’è una contraddizione, da un lato si dice che tutte le opere sono state completate, dall’altro ci sono una serie di opere che mancano e invece erano previste, come la pista ciclabile, la rete di irrigazioni e piantumazioni varie». Interviene la consigliera Pococacio sull’ordine dei lavori chiedendo accesso alla contabilità di cantiere per verificare quali interventi sono stati fatti e quali no. Emanuele Fiorini riporta l’attenzione sulla convenzione: «Una convenzione bilaterale non potrà poi essere ‘sostituita’ da un atto unilaterale datato poi 29.05.19 quindi data successiva alla scadenza della convenzione».

Fideiussione A prendere la parola è il consigliere Francesco Filipponi (Pd): «Quali sono gli importi residui della fideiussione a garanzia del Comune rispetto a quelli già svincolati? C’è una discordanza tra dichiarazioni dei residenti e relazione di Cuzzucoli dove dice che il 95% delle opere è stato concluso». Interviene allora il Responsabile unico del procedimento: «La percentuale nella nota che ho mandato è una stima del progettista dei lavori. Sostanzialmente sono opere del verde queste. Ma la proposta di variante riguarda il sottopasso, ma su questo non ci siamo soffermati per nulla». Fideiussione: «L’imporro della fideiussione circa 1 milione e 770 mila euro dei quali 1 milione e 200 mila sono per il sottovia e il rimanente per lo svincolo». Il consigliere Fiorini chiede di votare per sospendere la delibera 321, ma con tre contrari, due astenuti e un solo favorevole la richiesta dell’esponente di Forza centro viene respinta.

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