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venerdì 23 ottobre - Aggiornato alle 12:40

Sisma, altri 60 milioni per finire rimozione macerie. Legnini su ricostruzione: «Decreti firmati in due mesi»

Audizione del commissario in Seconda commissione: ipotesi poteri speciali per Sant’Eutizio, San Benedetto e Castelluccio

Legnini a Spoleto

di Chia.Fa.

Altri 60 milioni di euro per garantire la conclusione della maxi operazione di rimozione delle macerie pubbliche, che ha uno stato di avanzamento che gira, a seconda dei territori, tra il 70 e l’80 per cento. Lo ha assicurato venerdì mattina, durante l’audizione in Seconda commissione, il commissario per la ricostruzione post sisma, Giovanni Legnini, che ha anche parlato dei poteri speciali o in deroga attribuiti al commissario per opere particolarmente complesse al fine di accelerare, dicendo che «in Umbria si sta pensando di intervenire così sul complesso conventuale di Sant’Eutizio a Preci, sulla Basilica di San Benedetto a Norcia a seguito dell’annunciato contributo di Eni che si aggiunge a quello pubblico e Castelluccio».  Affrontato anche il tema delle misure di sostegno per il tessuto economico e produttivo del cratere del sisma, con Legnini che ha auspicato «l’utilizzo di una parte dei fondi del Recovery fund».

«Prassi conferma decreti in 60 giorni» I lavori dell’organismo presieduto da Valerio Mancini si sono aperti con una relazione del commissario del governo sullo stato dell’arte della ricostruzione e gli interventi di semplificazione previsti con l’ordinanza 100, quella che ha introdotto la certificazione da parte dei professionisti. Sul punto il commissario, affiancato dal direttore regionale Stefano Nodessi, ha spiegato che nell’intero cratere del sisma sono «circa 900 le pratiche presentate a seguito dell’ordinanza 100 con i decreti che vengono emanati in poco più di 60 giorni: anche in futuro, dunque, la stima di 60-100 giorni dovrebbe essere ampiamente confermata dalla prassi applicativa».

Danni lievi e pesanti Resta ancora aperta la partita delle domande di contributo per danni lievi prorogata anche recentemente, ma su che Legnini ritiene di poter chiudere «entro il prossimo 31 gennaio», mentre il prossimo 31 dicembre è fissata per legge la scadenza per la ricostruzione pesante: «La legge prevede quel termine, comunque da prorogare, e tra qualche settimana si rifletterà su uno scadenzario programmato, perché dobbiamo fare in modo che gradualmente possano essere individuati i tempi entro i quali bisogna conoscere l’intera domanda di ricostruzione anche ai fini del fabbisogno finanziario».

Macerie e Recovery fund Oltre ai 60 milioni per completare la rimozione delle macerie pubbliche, con gli ultimi fondi che dovrebbero essere stanziati nell’ordinanza delle opere pubbliche, il commissario ha riferito anche della «rimozione delle macerie private su cui abbiamo avviato una riflessione che riguarda la possibilità di costruire un minimo di struttura professionale poiché si tratta di un tema particolarmente impegnativo che riguarda l’intero ciclo dalla raccolta al riuso dei materiali». Affrontato anche il tema delle misure di sostegno per il tessuto economico e produttivo del cratere del sisma, con Legnini che ha riconosciuto come «molte siano la questioni aperte: gli incentivi fiscali sono stati prorogati per tutto il 2021-’22 e stiamo sollecitando il governo a varare misure più stabili e strutturali di sostegno alle imprese del cratere (investimenti, conto esercizio, ecc.), ma l’auspicio è che venga previsto l’utilizzo di una parte dei fondi del Recovery fund».

Futuro delle strutture provvisorie Infine, Nodessi ha informato il commissario della proposta di legge presentata dalla Lega per lasciare nella disponibilità delle aziende agricole le stalle realizzate in emergenza, ovviamente se rientranti nei parametri edilizi e paesaggistico-ambientali previsti dai Comuni. «Il costo della rimozione sarebbe maggiore rispetto a lasciarle all’allevatore» ha specificato Nodessi a Legnini. Sul punto il commissario ha allargato lo spettro anche alle sae e strutture provvissorie di altre realtà produttive e di servizio, precisando che «non si può avere il contributo per ricostruire e avere anche una struttura gratuita in proprietà», tanto che «per trovare soluzioni concrete occorre un intervento legislativo da parte del governo, poiché la proprietà è statale. Per il settore agricolo e zootecnico si è consentito agli assegnatari delle strutture provvisorie di renderle stabili con un contributo forfettario di 300euro al mq, ma c struttura promuoveremo un censimento della situazione ed insieme ai Comuni e alla Regione siamo disponibili a proporre una soluzione al legislatore».

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