mercoledì 22 novembre - Aggiornato alle 02:49

Siccità, ministero: «Criticità alta in Umbria». Sorgenti asciutte: perso fino al 25% in un mese

La decisione dell’Osservatorio fa da preludio alla proclamazione dello stato di emergenza. Numeri delle fonti: a S.Giovenale 100 litri al secondo in meno

Sorgente della Lupa

di Ivano Porfiri

Mentre si attende qualche goccia di pioggia dal cielo e si moltiplicano gli incendi, peggiora ancora lo stato delle sorgenti in Umbria. Con il procedere del periodo di siccità cala ulteriormente ovunque la portata, che si trova stabilmente sotto la media calcolata sulla serie storica e, in alcuni casi, rispetto a un mese fa è scesa fino al 20 per cento. Il monitoraggio settimanale dell’Arpa, restituisce una situazione che, in prospettiva, in dieci casi fa presagire un ulteriore peggioramento e solo in uno (a Boschetto di Gualdo Tadino) induce all’ottimismo. E intanto il ministero dell’Ambiente da una “severità idrica media” nelle regioni Lazio,Umbria e Marche (relativamente all’Ato1 di Pesaro-Urbino) si passa alla condizione di “severità idrica alta”.

Severità idrica alta La decisione presa nella terza riunione dell’Osservatorio permanente sugli usi idrici. Questa misura consentirà l’eventuale attivazione delle procedure a sostegno del settore agricolo previste dalla legge 102 del 2004, nonché l’eventuale concessione dello stato di emergenza, da parte della protezione civile, su richiesta regionale. Inoltre l’Osservatorio, in condizioni di severità idrica alta, potrà fornire il supporto informativo e operativo necessario a contribuire alla definizione delle decisioni per la gestione dell’eventuale emergenza da parte degli organi di protezione civile nazionale e delle altre autorità competenti. «Per la regione Umbria – si legge in una nota del ministero – cresce il deficit pluviometrico che oscilla dal 24 al 50%. L’area maggiormente sofferente è quella del bacino del lago Trasimeno: le ultime misurazioni attestavano un valore di -50 centimetri rispetto allo zero idrometrico. Anche qui sono state attivate le misure straordinarie necessarie per affrontare la criticità in corso e presentato il piano». La prossima riunione dell’Osservatorio si terrà il 27 luglio.

I dati: quelle che hanno tenuto Nella panoramica, partiamo dalle sorgenti che l’Arpa segnala in condizioni di salute migliore, ma che comunque nell’ultimo mese hanno perso tanto: Rasiglia Alzabove (Foligno) al 5 luglio ha una portata di 276 litri al secondo (al 7 giugno era di 292 litri a fronte di una media di 306 in periodi omologhi); per San Giovenale (Nocera Umbra) 365 (un mese fa era 467 l/s a fronte di una media di 533); Bagnara (Nocera Umbra) 80,2 (un mese fa era 104 l/s a fronte di una media di 133); Boschetto (Gualdo Tadino) 130 (era 139 a fronte di una media di 181) ed è l’unica prevista in risalita.

Quelle messe peggio Veniamo a quelle in condizioni peggiori. Capo d’Acqua di Nocera Umbra al 4 luglio era a 88,6 litri al secondo (al 7 giugno era a 104 l/s contro una media di 120); Lupa (Arrone) a 53,4 (era 61,1 l/s contro 152 di media); Acquabianca (Foligno) 33,7 (era 34,1 l/s contro 63 di media); Scirca (Sigillo) 140,2 (era 179,9 l/s contro 222 di media); Vaccara (Gualdo Tadino) 71,5 (era 89,2 contro 128 di media); Rumore (Gualdo Tadino) 19,7 (a giugno era 21,6 l/s contro 27 di media). Va male anche Vene del Tempio (Campello) 45,6 che è sì superiore ai 45,5 l/s di inizio giugno (contro una media di 74) ma ora la previsione indica una tendenza in discesa.

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