mercoledì 5 agosto - Aggiornato alle 04:40

Siccità, governo delibera stato di emergenza per Umbria e Lazio. In arrivo sei milioni di euro

Il via libera del consiglio dei ministri per gli interventi più urgenti: «Problemi soprattutto nelle frazioni». Il dettaglio zona per zona

Il Tevere a Ponte San Giovanni

di Iv. Por.

Il governo riconosce lo stato di emergenza per la siccità all’Umbria, insieme al Lazio. Un provvedimento che fa seguito alla documentazione inoltrata dalla Regione. Lo stato di emergenza, va ricordato, è uno strumento che viene deliberato su proposta del Capo del dipartimento della protezione civile, e ha una durata massima di sei mesi rinnovabile una sola volta. Un provvedimento grazie al quale all’Umbria verranno assegnati sei milioni di euro (al Lazio 19) destinati unicamente all’approvvigionamento idropotabile.

SICCITA’: TUTTI GLI APPROFONDIMENTI

Poteri alla protezione civile «Il Consiglio dei ministri – si legge su una nota del governo – su proposta del presidente Paolo Gentiloni, ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle Regioni Lazio e Umbria, per consentire alla protezione civile di fronteggiare con mezzi e poteri straordinari l’emergenza che si è determinata a seguito della crisi di approvvigionamento idrico in atto». La procedura prevede che venga nominato un commissario all’emergenza, probabilmente la presidente Catiuscia Marini.

DOSSIER SICCITA’: FIUMISORGENTI E FALDE – ACQUEDOTTI

Sei milioni a disposizione La presidente della Regione, Catiuscia Marini, e l’assessore regionale all’Ambiente e Agricoltura, Fernanda Cecchini, esprimendo soddisfazione sottolineano come il finanziamento da sei miilioni «consentirà di attuare in tempi brevi il programma di interventi predisposto dalla Regione per potenziare l’approvvigionamento idropotabile nelle aree di maggiore criticità». Dei 6 milioni di euro concessi, circa 2,2 milioni di euro saranno destinati a interventi di soccorso tramite autobotte e 4 milioni per interventi strutturali da attuare in 90 giorni.

RUBINETTI CHIUSI DI NOTTE IN TRE COMUNI

Problemi nelle frazioni «Ad oggi – rilevano Marini e Cecchini – circa l’85 per cento della popolazione umbra, quella che risiede nelle città e agglomerati urbani, non ha problemi di approvvigionamento idropotabile, che potrebbero però presentarsi alla fine dell’estate se persisterà questa situazione di caldo anomalo e di siccità. I problemi maggiori si stanno verificando per il restante 15 per cento degli umbri: sono oltre 120 i centri abitati per i quali i gestori del servizio idrico garantiscono l’approvvigionamento di acqua rifornendo i serbatoi con autobotti. Una situazione pesante, ma che è stata limitata fortemente anche grazie agli investimenti per oltre 200 milioni degli ultimi anni per la tutela e l’utilizzo delle risorse idriche ad uso potabile. Di questi, 120 milioni sono stati investiti per il Piano regolatore degli acquedotti regionali che ha razionalizzato il sistema individuando otto schemi acquedottistici interconnessi, sei dei quali già ultimati e uno in fase di realizzazione, e che contiene inoltre stringenti disposizioni per il risparmio idrico. Un sistema acquedottistico – proseguono – con cui abbiamo fronteggiato le crisi idriche ricorrenti e ha mitigato gli impatti sugli utenti. Basti pensare che durante la crisi idrica del 2001 la situazione era capovolta rispetto a quella attuale: allora, a fronte di un deficit di piogge del 25%, era quasi l’85% della popolazione a subirne gli impatti mentre quest’anno, con un deficit pluviometrico vicino al 40%, gli effetti negativi riguardano fra il 10 e il 15 per cento degli umbri. La situazione più critica – evidenziano – si verifica attualmente nelle periferie, nelle zone montane e collinari servite da acquedotti rurali, con sorgenti dalla portata limitata, il cui collegamento ai sistemi acquedottistici principali richiede ingenti risorse».

Dove si interverrà Gli interventi più urgenti, in particolare, riguardano il completamento dello schema acquedottistico Perugino-Trasimeno con il raddoppio del tratto di acquedotto tra Civitella Ranieri e il sollevamento Raggio che consentirà di immettere maggiori portate (115 litro al secondo) dall’acquedotto di Montedoglio nel sistema perugino, e un nuovo impianto di potabilizzazione in località Borghetto di Tuoro, in grado di trattare una portata di circa 50 litri al secondo prelevandola dalla condotta irrigua proveniente dalla diga di Montedoglio e l’interconnessione con l’acquedotto del lago Trasimeno. Altri investimenti riguardano acquedotti minori dove gli interventi di soccorso sono pressoché quotidiani ed è necessario cambiare radicalmente il sistema di approvvigionamento. Il piano regionale prevede interventi per l’approvvigionamento idrico dei sistemi Quadro-Casemasce-Torreluca e Pesciano-Montenero da Vasciano, un nuovo collegamento del serbatoio di Lisciano Niccone al serbatoio di Monte Castiglione-La Badia in località Gosparini e il rifacimento dell’adduzione dal serbatoio di Frecco al serbatoio di Farneto Casacastalda. Altri interventi sono legati alla qualità delle acque, in particolare in alcune aree del Ternano, dove non è ancora stato completato l’acquedotto Scheggino-Pentima. Verrà accelerata la conclusione degli interventi in corso, fra cui la messa in esercizio del potabilizzatore di Citerna, con una maggiore portata di acqua che potrà essere utilizzata per rifornire fin da subito, oltre che l’Alto Tevere, il sistema perugino attraverso la condotta che porta ai serbatoi di Monte Pacciano.

Uso consapevole La presidente Marini e l’assessore Cecchini ribadiscono l’invito a un «consumo consapevole dell’acqua, bene di tutti che va salvaguardato».

Stato di calamità Diverso è il discorso per la richiesta dello “stato di calamità” che, invece, è uno strumento che riguarda i danni subiti dalle imprese agricole. In questo caso, a richiederlo è la Regione – che sta raccogliendo le richieste danni delle aziende – e concesso dal governo. Finora sono state circa 300 le segnalazioni per 4 milioni di euro. «Gli uffici territoriali delle ex Comunità montane sono a disposizione per raccogliere le segnalazioni delle aziende», ricorda l’assessore Cecchini, che ha già avviato tutte le procedure per la richiesta dello stato di calamità in agricoltura.

Emergenza idrica in Valle Umbra In una nota la Valle umbra servizi riporta come «nella maggior parte del territorio si riesce ad assicurare la fornitura, alcune difficoltà in zone limitate. Il sistema di acquedotti gestito da Valle Umbra Servizi nel suo complesso sta fronteggiando la situazione, ma si stanno verificando cali dei livelli dei serbatoi in alcune zone. In particolare, nel comune di Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo, per consentire il riempimento notturno dei serbatoi e garantire la fornitura dell’acqua durante il giorno, sarà necessario chiudere i serbatoi di Bastardo e Collesecco. Conseguentemente in queste località l’erogazione dell’acqua sarà interrotta dalle 22 alle 6; situazione analoga con chiusure notturne a Castel Ritaldi. Nel Comune di Montefalco inoltre si stanno registrando aumenti importanti dei consumi di oltre 300/400 mc al giorno in più rispetto alla media del periodo. Per avere un’idea dell’aumentata richiesta, è come se a Montefalco in questo fine settimana fossero state presenti 12.500 persone contro i 5.700 abitanti normalmente residenti. Questi incrementi straordinari stanno svuotando il “fungo” e non si escludono quindi chiusure notturne anche in questo Comune, estese a tutto il territorio. Il Sindaco di Montefalco ha emanato un’ordinanza che vieta l’uso a fini non potabili (irrigazione di orti e giardini, riempimento di piscine, lavaggio di automezzi e di strade) e farà controlli per assicurarne il rispetto».

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