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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 23:44

Tk-Ast, Italia tagliata in due per 40 minuti dai lavoratori: bloccata la A1. Alta tensione a Terni

I manifestanti dell'Ast bloccano l'autostrada A1 (Foto Umbria24)

di M. To. e Fra. Tor.

Lo avevano detto: «Da giovedì nessuno potrà dire di non sapere». Giovedì è arrivato e, siccome gli operai mantengono le promesse, quello che sta succedendo a Terni lo sapranno in parecchi: bloccata per circa 40 minuti l’autostrada A1 a Orte. Poi la protesta si è spostata sotto la sede dell’Ast. Con segnali poco incoraggianti che provengono anche da Roma.

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Manifestazione sull’A1 La protesta è iniziata al casello dell’autostrada, con gli operai delle acciaierie che – di nuovo in sciopero contro il piano di ThyssenKrupp che potrebbe ‘bruciare’ un migliaio di posti di lavoro e trasformarsi nell’eutanasia dell’acciaieria in quanto tale – hanno deciso che era arrivato il momento di «mettersi i panni della festa», come si dice proprio a Terni. Insomma: di fare sul serio.

C’è anche il sindaco Alle 11.15 sono arrivati al casello di Orte i 12 pullman provenienti da Terni. Tra di loro c’è anche il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Gli operai si sono uniti ai manifestanti già presenti sul luogo. Per l’occasione avevano anche stampato un volantino in lingua inglese, da distribuire ai turisti stranieri in transito sulla A1, nel quale venivano spiegate le motivazioni della protesta.

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Prime trattative Intanto, tra il vice questore di Viterbo e i vertici sindacali regionali, sono iniziate delle febbrili trattative perché dal ministero degli Interni «ci è stato ordinato di non far manifestare i lavoratori. Noi non permetteremo loro di entrare». All’arrivo dei circa 600 operai al casello è cresciuta un po’ la tensione. I manifestanti si sono messi a contatto diretto con gli scudi delle forze dell’ordine posizionati a cordone per bloccare l’accesso al casello. A poco è servito. Alle 11.30 i manifestanti sono riusciti ad entrare  in autostrada.

LE IMMAGINI DELLO SFONDAMENTO DEL BLOCCO

Tutto bloccato Alle 12 l’autostrada è stata definitivamente bloccata. Si sono formate due code chilometriche sia in direzione nord, che sud. Il vice questore di Viterbo ha discusso a lungo con il sindaco di Terni. «La strada deve essere assolutamente liberata», ha detto il vice questore. Ma, ovviamente, i lavoratori hanno risposto di no. La situazione è rimasta comunque tranquilla, senza scontri.

Obiettivo raggiunto e A1 liberata Dopo la protesta , i manifestanti hanno infine lasciato lentamente l’autostrada dirigendosi verso il casello. Il loro obiettivo l’hanno raggiunto. Hanno lanciato il loro disperato grido oltre i confini della città. Il tutto in una manifestazione pacifica senza alcuno scontro. Dopo circa 40 minuti, infatti, il traffico è tornato a scorrere regolarmente su entrambe le carreggiate. Qualche intoppo in più al casello di Orte con le code causate dalla manifestazione ma il messaggio valeva qualche disagio.

Lo sciopero Le acciaierie si sono fermate, di nuovo, alle 10 di giovedì mattina e gli operai – i sindacati hanno organizzato una carovana di autobus – si sono immediatamente trasferiti ad Orte per ripetere, in proporzioni ovviamente maggiori, quanto già avvenuto lunedì, quando avevano bloccato la statale Flaminia.

La solidarietà Un bel gesto – e quando ci sono devono essere sottolineati e apprezzati – mercoledì è arrivato dai tifosi del Perugia che, in occasione della presentazione ufficiale della squadra, hanno esposto uno striscione nel quale si dicono «al fianco degli operai Ast». Certo, si dirà: il calcio, i tifosi, quella roba lì. Ma intanto c’è stata. C’è. E non si può far finta di niente.

LA STORIA DI AST

Le prese di posizione Se le istituzioni e i sindacati hanno deciso di fare fronte comune, per una pressione congiunta nei confronti del premier, Matteo Renzi, che prossimamente farà tappa proprio nella città dell’acciaio, i lavoratori hanno pensato bene di far capire come la pensano loro.

La protesta prosegue Nel pomeriggio i lavoratori hanno deciso di proseguire nella protesta: in programma c’è la riunione che deve avviare quella nuova organizzazione aziendale che – di fatto stabilendo la fine della vita ‘autonoma’ delle consociate – vuole sancire l’inizio del loro lento declino, trasformandole in mere appendici della casa-madre. E loro si sono piazzati lì: «Perché questo potrebbe essere l’inizio della fine». L’obiettivo è quello «di far sentire a Lucia Morselli la nostra pressione – spiegano gli operai – perché siamo sempre più convinti che il suo non sia un incarico da amministratore delegato, ma da commissario liquidatore. Ma qui non c’è niente da liquidare, anzi».

IL VIDEO DELL’IRRUZIONE

Irruzione Ma i manifestanti non si sono limitati a presidiare dall’esterno: hanno fatto irruzione nella palazzina degli uffici interrompendo la riunione. I segretari provinciali dei sindacati sono in attesa di un colloquio con Lucia Morselli che, al momento, è al telefono con il prefetto. I corridoi sono invasi dagli operai. La tensione cresce.

La tensione aumenta Alle 17.30 la Morselli è ancora nel suo ufficio e sta parlando con il sindaco Di Girolamo ed il questore Belfiore in attesa dell’arrivo del prefetto. Gli operai sono esasperati nel fare anticamera. Tra urla e cori la tensione aumenta con l’arrivo del prefetto.

Dialogo Nel frattempo il presidente della regione Catiuscia Marini, nei social network scrive: «Sarebbe opportuno che Thyssen Krupp assuma l’atteggiamento del dialogo e del confronto e non certo quello della chiusura arrogante».

Riunione al ministero Intanto arriva a Terni la notizia che ci sarebbe stata una convocazione da parte del ministero del Lavoro dei sindacati per il 6 agosto. Un segnale non certo positivo in pieno dibattito sul piano finanziario presentato da Thyssen. Significherebbe – secondo alcune interpretazioni – cominciare a ragionare di numeri per gli esuberi. Una scelta, se confermata, quantomeno discutibile anche per la tempistica.

Agente ferito Nelle prime ore del pomeriggio, quando gli operai hanno fatto irruzione negli uffici, un agente della Cesar gruop, la sorveglianza privata di Lucia Morselli, è stato spintonato ed ha riscontrato la lussazione di una spalla. Al momento i lavoratori hanno bloccato il traffico davanti alle acciaierie.

Ancora più a rischio La Morselli si rifiuta categoricamente di parlare con sindaco e prefetto e ha fatto sapere ai lavoratori che quello che stanno facendo li mette ulteriormente a rischio licenziamento. Evidenti le reazioni degli operai sempre più in tensione. La situazione è monitorata minuto per minuto dalla ‘Situation room’ del Ministero degli interni. Questo dimostra chiaramente la preoccupazione.

Di Girolamo Il sindaco di Terni uscendo dalla stanza dove attendeva un colloquio con la Morselli: «Non dobbiamo dare alibi a nessuno. Stanno mettendo in atto il tentativo di dividerci. La vertenza deve essere portata avanti in maniera unitaria». Intanto arrivano sul posto le camionette della polizia.

Un piccolo compromesso La Morselli ha fatto sapere agli operai che riceverà il prefetto solo quando avranno liberato completamente lo stabile, raggiungendo i colleghi nel cortile. I lavoratori sembrano aver accettato il compromesso.

Il Pd Su proposta di Leonelli, Marini e Castellani la direzione nazionale «ha assunto un ordine del giorno che chiede al Governo di attivarsi presso la Tk-Ast per il ripristino di una sana dialettica con lavoratori e istituzioni».

Il piano va avanti Sciopero per tutta la notte Alle 22 di quello che sembra un giovedì infinito, i segretari provinciali dei sindacati descrivono la situazione agli operai ormai esausti nel cortile. «Lucia Morselli ha ricevuto solamente il prefetto ed ha assicurato che andrà avanti con il piano, perché questo è l’incarico che le è stato assegnato».

Sciopero per tutta la notte La palazzina si è svuotata, all’interno sono rimasti solamente la Morselli, il sindaco, il prefetto e le forze dell’ordine. Lo sciopero dei lavoratori andrà avanti per tutta la notte perché di fatto hanno assediato la palazzina con lo scopo di non far uscire nessuno. Nella mattinata di venerdì ci saranno delle assemblee per decidere come andare avanti con le manifestazioni di protesta. Durante la prossima settimana dovrebbero avvenire degli incontri a livello governativo.

Consiglio di amministrazione Sono le 23.30 e Lucia Morselli sta tenendo una riunione del consiglio di amministrazione che deve sancire lo scioglimento di quelli delle consociate.
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