mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 20:10

Severino: «I blog vanno regolamentati. Sulle intercettazioni filtro del magistrato»

Regolamentare i blog e pubblicare solo alcuni atti di indagine delle inchieste in corso. Sono questi i temi principali affrontati dal ministro della Giustizia Paola Severino a Perugia del Festival del Giornalismo durante l’incontro “ Etica e giornalismo”

Il ministro della giustizia Paola Severino


di F.M.

Regolamentare i blog e pubblicare solo alcuni atti di indagine delle inchieste in corso. Sono questi i temi principali affrontati dal ministro della Giustizia Paola Severino a Perugia del Festival del Giornalismo durante l’incontro “ Etica e giornalismo”.

Intercettazioni Per quanto riguarda l’annosa questione della pubblicazione delle intercettazioni, il ministro ha detto che «l’idea è quella di assegnare al magistrato il compito di filtrare le notizie, anche in quelle fasi nelle quali il provvedimento viene consegnato alle parti»  in modo da «escludere le notizie che non sono rilevanti e che attengono esclusivamente alla sfera personale». «Non è utile al provvedimento del giudice – ha aggiunto ancora il ministro – inserire degli elementi che non sono riconducibili alle indagini e che sono di interesse esclusivamente personale» . «Quindi in queste fasi interlocutorie, che poi sono quelle nelle quali più di frequente avviene la diffusione e la comunicazione della notizia, si deve affidare al magistrato, al pubblico ministero o al giudice, a seconda dei momenti e del tipo di provvedimento questo compito di selezione». Secondo il ministro si deve raggiungere un equilibrio tra necessità della  magistratura di portare avanti le indagini, diritto dell’indagato a vedere garantita la sua privacy, e quello dei giornalisti di informare su quanto avviene. Secondo questa ipotesi dunque il divieto sarebbe solo nella pubblicazione di quegli elementi che non attengono all’indagine. Elementi che dovrebbero essere tolti dai provvedimenti che segnano le indagini dai magistrati.

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Blog Ha detto di essere consapevole che questa sua intenzione non le porterà consensi, ma ha anche precisato di non esserne in cerca, ma di voler solo fare le cose nell’interesse della cittadinanza. E per questo, per il ministro della giustizia, «e’ necessario regolamentare i blog. Il cittadino ha il diritto di interloquire con un altro cittadino, ma lo deve fare anche lui seguendo le regole, credo che questo sia un dovere di tutti, anche di chi scrive su un blog». «Il fatto di scrivere su un blog – ha detto ancora – non ti autorizza a scrivere qualunque cosa, soprattutto se stai trattando di diritti di altri. Ricordiamoci – ha avvertito il ministro –  che i diritti di ciascuno di noi sono limitati dai diritti degli altri, io non posso intaccare il diritto di un’altra persona solo perché sono lasciato libero di esprimermi». «Il problema non è vederli con sfavore – ha aggiunto ancora il ministro  –  ma reprimere l’abuso anche se su internet è più difficile e meno controllabile. E può provocare danni più pesanti. Non c’è un preconcetto, ma questo mondo va regolamentato altrimenti si finisce nell’arbitrio».

Deontologia e disciplina Il ministro ha parlato anche di deontologia del giornalista sostenendo che «bisognerebbe fare un testo unico nel quale il giornalista si possa facilmente riconoscere» e di «miglioramento del sistema ordinistico che riguarda non solo l’ordine giornalistico ma tutti gli ordini». Secondo il ministro, ci sarebbe bisogno di una «costruzione della sezione disciplinare in maniera più adeguata. La giustizia fatta in casa funziona bene?-  ha chiesto – O rischia di soffocare l’autopercezione del fenomeno? Non sarebbe bene inserire qualche elemento esterno rispetto a chi ha la stessa mentalità? Dei soggetti estranei che portino la loro esperienza da fuori che potrebbe aiutare a comprendere il fenomeno dall’esterno».

 

 

 

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