Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 30 novembre - Aggiornato alle 11:38

Serie C, l’associazione calciatori conferma lo sciopero: salta la prima giornata

Aic: «Minutaggio dei giovani e liste: impossibile trovare un’intesa». Perugia, Ternana e Gubbio restano in stand by. Ghirelli: «Per me si gioca»

«Impossibile intesa su minutaggio giovani e abolizione liste: sciopero confermato». Nuova puntata per la telenovela relativa all’inizio del campionato di serie C, fissato al 27 settembre. Ad intervenire stavolta è l’Aic, l’Associazione Italiana Calciatori. L’Aic in una nota spiega che «preso atto dell’impossibilità di raggiungere un’intesa con la Lega Pro sul regolamento del minutaggio dei giovani e l’abolizione delle liste dei giocatori utilizzabili nel campionato di Serie C, conferma che i calciatori non scenderanno in campo nella prima giornata di campionato, sabato e domenica prossimi». L’azione di protesta nasce «dall’inspiegabile passo indietro della Lega Pro, rispetto al regolamento in vigore nella precedente stagione sportiva, relativo alla reintroduzione di limitazioni, sostanzialmente obbligatorie, dell’utilizzo di un numero massimo di calciatori professionisti».

Parla Ghirelli A stretto giro arriva la replica di Francesco Ghirelli, presidente Lega Pro. «Sarebbe davvero strano che non si giochi dopo così tanto tempo, sarebbe sbagliato. Per noi si gioca. Chiedo ai calciatori un atto di responsabilità per mantenere in vita il giocattolo. Non si può ragionare con gli occhi di un anno fa. Quando l’Aic scrive che vanno cambiate le norme, rispetto ad un anno fa, io ricordo che nel frattempo è cambiato il mondo – spiega Ghirelli a LaPresse – e non si può pensare di ragionare su giocatori, contratti e costi come se fossimo nella condizione pre Covid. Ci accusano di aver ridotto il numero dei calciatori, ma non è vero. A causa della pandemia, con i club senza introiti da botteghino e senza sponsor c’è un rischio di default, di un crack del calcio. Abbiamo presentato al Governo, unica Lega, una previsione sulla stagione 2020/21 spiegando che senza riaprire gli stadi, fonte principale di finanziamento, sempre nel rispetto della salute, si rischia il crack. Mi aspetto nel breve che domenica si giochi, prima di tutto, poi è vero che il calcio va riformato abbassando i costi e dando spazio ai giovani».

I commenti sono chiusi.