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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 00:44

Senzatetto nella palestra di Monteluce, la pallavolo protesta ma l’ordinanza ancora non c’è. Pastorelli contro

La struttura è già stata allestita. Le società sportive: «Siamo stati sfrattati, il sindaco ci ripensi». Cicchi: «Valutate alternative, ma nessuna era abbastanza grande»

Un senzatetto

di Daniele Bovi

Per il momento è stata allestita la struttura, in attesa di un’ordinanza che ancora non c’è. A Perugia ad alcuni mesi di distanza riesplode la polemica per l’uso della palestra di Sant’Erminio, nel quartiere di Monteluce, come rifugio per i senzatetto durante i mesi più freddi. La struttura, come accaduto in passato, dovrebbe ospitare a rotazione 25 persone a partire dai prossimi giorni, e ciò ha scatenato la protesta delle associazioni sportive del quartiere. La società dilettantistica di pallavolo tramite il presidente Stefano Vagnetti sostiene di essere stata «sfrattata» in un momento in cui è atteso un allentamento delle misure anti contagio, in particolare per quanto riguarda l’attività sportiva fino a 18 anni, a oggi vietata.

La pallavolo protesta A metà gennaio infatti riprenderanno i campionati federali, in vista dei quali la società stava programmando la ripresa: «È molto grave – sostiene il presidente – che si sia ancora una volta presa una decisione contro lo sport. La decisione dell’amministrazione comunale di utilizzare un impianto sportivo per altri scopi è veramente scandalosa e ha il sapore di un vero e proprio sopruso. Sorvolando sulle problematiche venutesi a creare durante la “prima occupazione” di marzo/maggio 2020, il fatto di lasciare le società sportive senza la possibilità di utilizzare un impianto sportivo nel momento in cui si intravede uno spiraglio di speranza per poter, seppure timidamente, affrontare la ripresa delle attività è, di fatto, la posa di una pietra tombale sull’attività sportiva giovanile».

Scelta inopportuna Vagnetti sostiene che «non si può risolvere una necessità di un nucleo di cittadini togliendo la stessa necessità a un’altra categoria; è veramente una aberrazione». Il prediente invita quindi i genitori a farsi sentire: «Ci sostengano dando voce insieme a noi all’appello che facciamo al sindaco affinché torni sulla propria decisione; al tempo stesso, in qualità di affiliati, auspico un intervento da parte della Fipav, della Fitet e del Cip rivendicando il diritto di fare sport». Renzo Mastroforti, presidente della Pallavolo Perugia, parla di una «decisione assolutamente inopportuna e presa senza ben valutare le effettive conseguenze della stessa». Mastroforti invita a valutare altri spazi liberi, come quelli dell’ex policlinico, e ricorda che la palestra è dedicata a diverse discipline, mentre al mattino a usarla sono i ragazzi della scuola elementare «Ignazio Silone»: «Sottrarre la possibilità di svolgere tali attività in un momento come questo – dice – rappresenta un grave danno sociale».

Pastorelli contro Perché è stata nuovamente individuata la struttura di Monteluce? Il Comune, sulla base delle indicazioni della Protezione civile, ha messo a disposizione gli operatori per organizzare il servizio, reso ancora più complicato dall’emergenza sanitaria. «Quel che è sicuro – spiega a Umbria24 l’assessore al Welfare Edi Cicchi – è che l’ordinanza non c’è, anche se la struttura è stata allestita. Qualcuno dentro l’amministrazione avrà pensato che fosse adeguata». A testimonianza della tensione sul caso anche la serie di post, tutti con lo stesso testo, pubblicati su Facebook dall’assessore allo Sport Clara Pastorelli: «Ovviamente – dice – mi sono opposta. Per me vengono prima i giovani e lo sport! Stiamo cercando un’alternativa con tante difficoltà». Il tema però non è fare classifiche ma trovare risposte adeguate alle esigenze di tutti, in particolare quando si parla di coloro che vivono ai margini della società.

Soluzione strutturale «In questa fase – continua Cicchi – c’è bisogno di un distanziamento importante. Abbiamo valutato strutture alternative come capannoni privati e il Cva di Madonna Alta, ma nessuno era abbastanza grande da ospitare 25 persone a rotazione. È una situazione molto complessa». Trovare un’altra sistemazione, aggiunge poi l’assessore Luca Merli, non è facile dati i requisiti particolari richiesti. Nel frattempo a chiedere soluzioni sono anche i gruppi di centrosinistra in consiglio comunale, che parlano di una «gestione certamente complicata, affrontata durante la prima ondata dell’epidemia in maniera frettolosa e con molte difficoltà, adottando scelte sbagliate, come quella di destinare la palestra e il cva di Sant’Erminio a centro di accoglienza temporaneo. Questa decisione ha evidenziato anche un altro aspetto critico, e cioè la mancanza di visione e di progettualità del Comune in questo ambito».

Il centrosinistra Per il Pd e gli altri gruppi, che chiedono alla giunta soluzioni di lungo periodo, utilizzare nuovamente le strutture del quartiere sarebbe una scelta sbagliata: «La mancanza di una struttura idonea e dedicata a gestire le varie emergenze che si registrano annualmente rappresenta il cuore del problema. Infatti, la palestra di Sant’Erminio non ha le caratteristiche idonee né per ospitare e sostenere queste persone né per agevolare il lavoro degli operatori e dei volontari, che, con forte dedizione, si impegnano quotidianamente in questo ambito. Né, tantomeno, si aiuta in questo modo il quartiere di Sant’Erminio, che sta soffrendo non poco per l’emergenza che ci ha travolto: la palestra sarebbe potuta essere nuovamente utilizzabile in tempi ragionevolmente brevi, riconsegnando uno spazio pubblico alla cittadinanza e, in particolare, ai più piccoli».

Twitter @DanieleBovi

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