Currently set to Index
Currently set to Follow
mercoledì 19 gennaio - Aggiornato alle 19:18

«Sei un ricchione di merda»: 18enne perugino insultato sui social

Il giovane: «Credevo non facesse più male, ma è una violenza e non è giusto». Il Comune esprime solidarietà

«Sei un ricchione di merda». Questo il commento che un 18enne perugino ha ricevuto a seguito della pubblicazione di una storia su Instagram, insieme a Tik Tok il maggior social network utilizzato dai giovani. Ma lui quell’insulto non lo ha voluto lasciar correre e lo ha ricondiviso, con un’altra storia, e un lungo testo, spiegando agli amici e alle persone che seguono il suo profilo che credeva che questi insulti «non facessero più male, ma in realtà restano una violenza». A rendere noto l’episodio di discriminazione è stata l’associazione Omphalos di Perugia, ricordando che gli episodi denunciati «sono solo una piccola percentuale: lui – dice Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos – ha dimostrato un coraggio esemplare, ma vorremmo non aver bisogno di esempi cui dar voce per proteggere ragazzi e ragazze da bullismo e violenza. Chiediamo – conclude – che il Parlamento torni subito a discutere del disegno di legge contro l’omolesbobitransfobia, affossato in Senato l’autunno scorso».

«Sei un ricchione di merda»: 18enne perugino insultato sui social L’episodio risale ad alcuni giorni fa quando il giovanissimo perugino ha, prima, incassato l’insulto e, poi, ha deciso di raccontarlo: «Ci ho pensato un po’ su prima di fare questo post credevo non facesse più male, credevo di averla superata dopo anni di discriminazione, odio gratuito e di sofferenza. Credevo di essere un ragazzo che aveva trasformato quei ricordi in cicatrici e che capisce che là fuori ci sono persone crudeli, bisogna solo resistere. Invece non è così. Ho fatto finta di nulla troppe volte ed ho pianto troppe volte senza avere nessuna colpa. Pubblico questo screenshot (uno dei tanti), senza vergogna, non importa se così mi rendo vulnerabile o ridicolo, perché ripeto che non è una questione di forza, di lotta o resistenza. Fa male e basta. È una violenza e non è giusto. E la pubblico affinché si capisca il dolore che possono causare certe parole, perché non si fermeranno certamente solo questo. Oggi è toccato a me, domani toccherà ad un altro, ma dove andremo a finire? Smettetela di fare del male gratuito a gente che non fa nulla di male nella vita se non amare ed essere se stessi senza dare fastidio a nessuno, vi prego».

«In seguito all’episodio dell’insulto omofobo, reso noto dal circolo Lgbti Omphalos del capoluogo umbro, l’amministrazione comunale esprime solidarietà e vicinanza al ragazzo che ha voluto dare voce alla sofferenza di chi viene ingiustamente attaccato e discriminato e condanna con fermezza ogni forma di aggressione, intolleranza e discriminazione», è quanto riporta una nota di palazzo dei Priori, nella giornata di sabato.

I commenti sono chiusi.