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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 11:42

Scuola e trasporti, 15enne: «A Perugia bus stracolmo due volte, poi ho chiamato mamma»

Il racconto a Umbria24 di una studentessa del Giordano Bruno. Melasecche in aula: «Servizi decisi al tavolo della prefettura»

©Fabrizio Troccoli

di Chia.Fa.

«Bus stracolmo due volte e, alla fine, per tornare a casa ho dovuto chiamare mamma». Lo racconta Melissa, 15 anni, che frequenta il Giordano Bruno di Perugia e martedì ha scritto a Umbria24 per segnalare quelli che definisce «mega assembramenti che nemmeno in situazioni normali sarebbero accettabili».

«Bus stracolmo due volte, poi ho chiamato mamma» In particolare, Melissa spiega che per tornare a scuola dal Giordano Bruno di Madonna Alta «di solito prendo la linea A di Pila, ma oggi, per me e tutti gli altri studenti delle scuole superiori Giordano Bruno, Alessi e Pascal, è stato impossibile». La quindicenne con Umbria24 ricostruisce che «il primo bus, dopo essere arrivato con quindici minuti di ritardo, era anche stracolmo di ragazzi e noi che eravamo alla fermata – afferma – non abbiamo potuto fare altro che aspettare quello successivo». Col secondo pullman, però, «si è ripetuto il medesimo problema, perciò per tornare a casa ho dovuto farmi venire a prendere da mia madre, pur essendo al lavoro». Melissa giudica «intollerabile che al secondo giorno di scuola si abbiano già queste problematiche e spero – dice – che la mia denuncia venga letta da più persone possibili» con la speranza, naturalmente, che si assista a un ulteriore potenziamento affinché non sia più costretta, come altri studenti, a fare i conti con disagi, che in tempo di Covid-19 significa esporsi al rischio di contagio, come è inevitabile in un pullman «stracolmo».

Trasporto e scuole in consiglio regionale La segnalazione di Melissa arriva a poche ore dall’intervento dell’assessore regionale Enrico Melasecche che in consiglio ha parlato di una situazione «positiva» per i trasporti, anche alla luce della riapertura delle scuole di ieri, visto che «abbiamo fatto – ha detto – il nostro dovere e svolgiamo un’azione costante nella conferenza Stato-Regioni per ottenere risposte precise e ulteriori erogazioni statali che abbiamo ripetutamente sollecitato nei confronti del governo». Melasecche ha illustrato il quadro durante il question time, rispondendo a un’interrogazione della consigliera Donatella Porzi (Pd) sulle misure predisposte per uno dei servizi più importanti connessi alla pandemia e al rischio contagio, quello dei mezzi di trasporto scolastici. Come già emerso alla vigilia del rientro in classe sono 99 gli autobus aggiuntivi con il costo preventivato dalla Regione per il periodo 13 settembre-31 dicembre che gira intorno ai 3 milioni di euro, considerando il coefficiente di riempimento all’80 per cento.

 Melasecche: «Servizi attivati dopo tavolo in prefettura» Porzi, in particolare, ha chiesto all’assessore «i motivi che ostacolano l’attivazione del trasporto scolastico dedicato, richiesto anche dagli operatori della scuola, quali i motivi per i quali non sono state spese tutte le risorse messe a disposizione e quali gli elementi ostativi che impediscono di reclutare personale per i controlli, oltre ai 15 di cui si dispone». L’assessore ha ricordato che gli ultimi servizi sulla nuova riapertura delle scuole «sono stati attivati nel rispetto del documento operativo dei tavoli prefettizi e, anche se i consiglieri firmatari dell’atto continuano ad accusare la Regione, ricordo che – è stata la stoccata a Porzi – è cambiato il mondo da quando sono le prefetture a  organizzare confronti tra la scuola, sindacati, forze di polizia e Anci. È in quella sede che avviene l’organizzazione e la programmazione ed è inutile e strumentale accusare la Regione di comportamenti che vengono decisi con un confronto aperto fra tutti gli attori in campo».

@chilodice

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