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giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 02:45

Scuola e caos precari, pubblicato un altro avviso: «A rischio nomine di sostegno già assegnate»

Anche chi ha già ottenuto l’incarico dovrà ricompilare il form: «È una situazione insostenibile. Un giorno qualcuno dovrà spiegare»

Alcuni dei precari in protesta (foto ©️U24)

di Dan.Bo.

Un altro avviso, per rispondere al quale ci sarà tempo fino alla mezzanotte di mercoledì. È ancora una situazione di caos quella che devono affrontare i precari della scuola. L’Ufficio scolastico regionale nella tarda serata di martedì ha pubblicato un nuovo avviso in cui si chiede «a tutti coloro che hanno fatto domanda per il sostegno – spiegano i precari – di ricompilare un nuovo form con il rischio che siano annullate anche tutte le nomine di sostegno che erano state già assegnate, con ripercussioni sulla continuità veramente pesanti e insostenibili soprattutto per i ragazzi. Per le nomine sulle classi comuni (le materie vere e proprie) stiamo aspettando in giornata una possibile assegnazione o un ulteriore rinvio».

IL TESTO DELL’AVVISO

Il nuovo avviso Per molti dunque, occorrerà ripetere la procedura. Nell’avviso pubblicato dall’Usr infatti è scritto che «dovranno ripresentare domanda anche i docenti che hanno già ottenuto una supplenza sul sostegno a seguito di convocazione da errate graduatorie incrociate, di prima e seconda fascia, precedentemente pubblicate». E quelli che hanno già ottenuto l’assegnazione della sede sulla base delle graduatorie vigenti (incarico che potrebbe essere comunque riconfermato sulla base delle nuove graduatorie rettificate) «devono rimanere in servizio sulle predette sedi in attesa del completamento definitivo delle nuove operazioni di conferimento degli incarichi e della relativa pubblicazione sul sito di quest’Ufficio». Chi parteciperà dovrà indicare obbligatoriamente uno dei posti liberi, fino a un massimo di dieci preferenze.

VIDEO: LA PROTESTA DEI PRECARI

Situazione insostenibile Martedì sotto la sede dell’Ufficio si è tenuta un’altra manifestazione dei precari («organizzata in modo autonomo e indipendente dai sindacati) e alcuni di loro sono stati ricevuti dalla dirigente Antonella Iunti: «È davvero una situazione insostenibile – dicono – per le persone e per il mondo della scuola già stremato dalle nuove norme covid. Serve fare presto, ma soprattutto serve fare bene per non ritornare costantemente sugli stessi passi. Serve anche che un giorno, a cose risolte, qualcuno ci dica di chi è stata la responsabilità di un tale disastro epocale». I precari non vogliono essere considerati «docenti usa e getta, gettati appunto in pasto a procedure, avvisi e convocazioni senza certezze e con gravi modalità di malfunzionamento generale del sistema». La lista delle disfunzioni è lunga e va dagli errori nei conteggi alla ripubblicazione delle graduatorie, dalle rettifiche alle convocazioni con poche ore di preavviso e così via.

ORGANICO COVID, LA RIPARTIZIONE IN UMBRIA

Procedure inadeguate Il risultato è che «le precarie e i precari, cioè quei docenti che negli ultimi anni hanno contribuito a mandare avanti la scuola, non lavorano, le studentesse e gli studenti non hanno ancora i loro docenti, le direzioni scolastiche non sanno con quali tempistiche inviare le convocazioni per supplenze brevi o “contratti Covid”. Ecco, tutto questo lo dobbiamo alle nuove procedure di incarichi di supplenze annuali che i provvedimenti del governo hanno scaricato sulla gestione centralizzata degli Uffici territoriali scolastici non fornendo tempistiche utili per un lavoro tanto impegnativo». Quanto al ruolo della dirigente Iunti, i precari le riconoscono attenzione e voglia di provare a risolvere i problemi: «La sensazione molto angosciante – dicono – è che avesse perfetta cognizione delle problematiche ma nessuna soluzione da proporre. Verifichiamo infatti che il caos generatosi è talmente dilagante che gli stessi auspici della dirigente sono state smentite dai fatti e dagli ultimi avvisi».

I sindacati Mercoledì a incontrare l’Usr sono stati anche i sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals Confsal, Gilda e Anief) che, sul tema delle graduatorie, hanno denunciato l’inadeguatezza di un sistema che «avrebbe avuto bisogno di una fase di sperimentazione ben più significativa per poter essere utilizzato nell’assegnazione degli incarichi». Questo però non è avvenuto e ciò «ha determinato per il personale precario la compilazione di domande in tempi estremamente ristretti con indicazioni sulla compilazione frettolose se non errate e per le scuole, il carico della validazione di una mole di pratiche in tempi brevi e senza il dovuto supporto da parte dell’amministrazione centrale». L’Ufficio si è impegnato a controllare la correttezza dei contratti dopo la validazione fatta dalle scuole e a valutare, «in tempi che dovranno garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico», tutti i reclami pervenuti.

Twitter @DanieleBovi

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