lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 04:05

Caso scuola Carbonesca, la Proloco respinge le accuse di discriminazione: «Si rischia la chiusura»

La risposta della Proloco alla mamma di Carbonesca che ha denunciato: «I nostri bambini lasciati a piedi dallo scuolabus»

La frazione di Carbonesca

Al caso della scuola di Carbonesca (Gubbio) si aggiunge un nuovo tassello. E’ la posizione di chi si sente leso dalle accuse di «discriminazione» che sono state sollevate su questo giornale dalla madre di una bambina di questa piccola località che, nei giorni scorsi, ha scritto alla redazione di Umbria 24. Un piccolo passo indietro per capire meglio. La mamma in questione ha scritto sollevando quella che a suo avviso è una «discriminazione» che si consumerebbe a scapito della sua bambina e anche di altri bambini che hanno scelto di andare a scuola in un altro comune. «Discriminazione» che si tradurrebbe nell’essere lasciati a piedi alla fermata del bus che conduce i ragazzi di questa frazione alle scuole di Casacastalda. Con sforzo di sintesi dalla lettera della mamma e dalla replica giunta alla redazione da parte del presidente della proloco emergono due fronti contrapposti: da un lato chi rivendica la libertà e l’autonomia di scegliere quella che a proprio avviso sarebbe la migliore istruzione per i propri figli senza per questo vedersi «discriminato», dall’altro chi rivendica il dovere di tutelare un interesse ed un «diritto» collettivo che si esprime nella difesa di una scuola primaria in una piccola frazione, ancorché fosse «per 19 bambini», questione considerata «prioritaria» rispetto alle rivendicazioni individuali. Tradotto se i bambini di Colpalombo che potrebbero andare alla scuola primaria di Carbonesca, decidessero invece di andare alla scuola primaria di Casacastalda, e quindi in un comune diverso da quello di provenienza, ovvero il comune di Gubbio, «mettendo così a repentaglio la stessa sopravvivenza del plesso», lo devono fare con mezzi propri, senza pretendere che il servizio di trasporto gravi sul Comune di provenienza. Questa sarebbe la posizione della Proloco, tirata in ballo dalla lettera della mamma di Colpalombo, perchè avrebbe contribuito – secondo la donna, come si può leggere dall’articolo pubblicato – alla decisione «di non fare salire i due bambini sull’autobus che porta gli studenti a Casacastalda». Poichè un servizio di trasporto intercomunale esiste, ma sarebbe a disposizione solo dei ragazzi delle scuole medie a causa dell’assenza della scuola media appunto, nella frazione di Carbonesca. Ma vediamo i dettagli della lettera a firma di Simone Paciotti, presidente della Proloco di Carbonesca.

 

La replica «Premesso che mi sorprende il veder pubblicata una lettera da parte di un privato cittadino senza che nessuno della testata giornalistica si sia minimamente preoccupato di sentire prima le controparti coinvolte e accusate, a fronte tra l’altro di nessun documento ufficiale a sostegno delle notizie riportate, vorrei precisare che l’articolo contiene delle falsità attribuite alle mia persona e all’associazione che, con profondo orgoglio, rappresento. Non ho mai minacciato, denunciato e scritto lettere o quant’altro alla dirigente della scuola di Casacastalda, che non conosco nemmeno di persona. Mi sia dimostrato il contrario da parte della diretta interessata! Per contro, ho invece ricevuto minacce telefoniche dalla mamma in questione. L’unica persona con cui ho avuto dei contatti telefonici, lo scorso settembre, è il titolare della ditta di trasporti per verificare la regolarità del suo operato nel momento in cui procedeva al trasposto dei bambini, mancando, a nostro avviso e in virtù di una comunicazione ufficiale avuta dall’amministrazione comunale di Gubbio, autorizzazione al trasporto intercomunale dei bambini della scuola dell’infanzia e primaria. Addirittura, nell’articolo viene scritto che nel 2011 ‘il presidente della pro-loco di Carbonesca vieta di far salire i 2 bambini sul pullman’. Come si fa a scrivere una cosa del genere? Mi auguro si tratti soltanto di un errore di italiano! In questo modo avremmo manifestato il razzismo di cui veniamo accusati? In che modo e a fronte di quale legittimazione avrei potuto procedere in tal senso? Il divieto poteva provenire soltanto dall’amministrazione comunale! Ciò che semplicemente abbiamo fatto è stato di indirizzare (protocollo comunale n.33722) al Sindaco del Comune di Gubbio Guerrini, all’Assessorato competente in materia, ai dirigenti scolastici, una nota per, letteralmente, ‘esprimere il nostro disappunto nel constatare la presenza di tre bambini di Colpalombo, frequentanti la Scuola Primaria di Casacastalda, che salgono sul pulmino del Comune di Valfabbrica, autorizzato dal Comune di Gubbio, a trasportare, esclusivamente, i ragazzi della Scuola Media. Visto il precedente impegno da Voi assunto nella gestione di tale situazione lo scorso anno, auspichiamo la stessa coerenza e fermezza nella risoluzione di tale problema, per tutelare la sopravvivenza della scuola’».

La risposta del Comune «A questa nostra richiesta scrive ancora la Proloco di Carbonesca- riceviamo una risposta ufficiale del Comune di Gubbio, a firma dell’Assessore Palazzari, (protocollo comunale n. 36268) che ci comunica che ‘non è stato concesso alcun nulla osta al Comune di Valfabbrica per gli alunni delle scuole dell’infanzia e primarie’. Inoltre veniamo informati che ‘si comunicava al suddetto Comune che nulla era cambiato rispetto a quanto avvenuto e concordato nell’anno scolastico passato’. Quanto sopra trova conferma in una nota ufficiale del Comune di Gubbio del 25/11/2010 a firma dell’allora Sindaco Maria Cristina Ercoli e dell’Assessore Cacciamani nella quale viene espressa ufficialmente la posizione dell’amministrazione comunale. Riporto letteralmente e a beneficio di tutti – scrive ancora il presidente della Prooco – , la nota : ‘Leggiamo sulla cronaca locale di un quotidiano (che come al solito non si preoccupa di sentire la controparte ovvero l’amministrazione) la protesta di due genitori che non hanno mandato i propri bambini dalla scuola elementare di Carbonesca e li hanno iscritti in un altro Comune, mettendo così a repentaglio la stessa sopravvivenza del plesso, e pretendendo l’autorizzazione da parte della nostra amministrazione al trasporto intercomunale. Una pubblica amministrazione lavora e si impegna per garantire i diritti e risolvere le problematiche che rappresentano interessi diffusi della collettività, cercando di conciliare, ove possibile, questi con le esigenze di singoli soggetti».

La presa di posizione «Premesso questo principio di palese e inconfutabile democrazia dal quale nessuno può prescindere – ancora la lettera della proloco – , ribadiamo che l’impegno prioritario di questa amministrazione è quello di non disperdere esperienze scolastiche nelle zone più disagiate e di mantenere i plessi periferici, pure in una situazione drammatica, a seguito dei parametri stabiliti per numero di alunni per classe dalla legge Gelmini. Una domanda: vogliamo dimenticare che molte sedi in zone montane o comunque periferiche sono condannate alla chiusura o alla istituzione di una pluriclasse che va dalla prima alla quinta e che comunque è la porta per la soppressione definitiva? La situazione creatasi nelle zone di Colpalombo e Carbonesca è paradossale proprio per questa ragione. E’ chiaro che ognuno ha il diritto di fare scelte personali ma in questo caso deve sostenerle fino in fondo e non può pretendere che abbiano conseguenze sulla collettività. I genitori dei due bambini iscritti nella scuola elementare di Casacastalda nel Comune di Valfabbrica anziché in quella di Carbonesca dovrebbero spiegare le motivazioni di una scelta che rischia di determinare la chiusura della scuola della frazione. Sono i dati che contano, e visto che i parametri educativi del plesso scolastico eugubino sono ottimi, sia come sede di recente strutturata sia come professionalità delle insegnanti altamente qualificate, non si può avallare quella che rischia di essere una guerra tra poveri, penalizzando le intere frazioni del territorio di Colpalombo Carbonesca e le due pluriclassi (di prima seconda, terza, nonché quarta e quinta) esistenti attualmente. Crediamo che garantire il diritto allo studio di un intero bacino di utenza e di 19 bambini sia prioritario per questa amministrazione. Alla fine di questa vicenda, il rischio è che ci rimettano solo i bambini, sui quali ricadono le scelte degli adulti».

L’accusa a questo giornale «Ecco cosa fece veramente la Ercoli! Tra l’altro, già nella lettera della mamma – scrive la proloco –  di Colpalombo era molto chiaro che la decisione del Comune di Gubbio di non autorizzare il trasporto intercomunale per i bambini della scuola dell’infanzia e primaria, frutto di un vecchio accordo tra le due amministrazioni, fu confermata tanto dalla Ercoli nel 2010, quanto dall’attuale amministrazione Guerrini nel 2011! Ecco cosa fece la Ercoli e cosa fa Guerrini, non sarebbe forse stato un titolo più adeguato alla vicenda? Mi si perdoni, ma in quel grassetto nel titolo del giornale e nelle domande della mamma di Colpalombo ci leggiamo uno squallido tentativo di strumentalizzare le attuali vicende giudiziarie della signora Ercoli. A cosa si vuole alludere? Perché la mamma di Colpalombo non ha citato nei ringraziamenti, fatti con molto sarcasmo, anche il Sindaco Guerrini? E cosa avrebbe dovuto fare la Pro-Loco di Carbonesca se non difendere con le unghie la presenza della scuola nel proprio paese? Nella sopracitata nota del Comune di Gubbio troverete tutte le risposte alle domande che la mamma di Colpalombo pone alla fine della sua lettera e che sono i principi e i capisaldi per i quali, anche la pro-loco di Carbonesca, si è impegnata in questa questione che, purtroppo, penso abbia il solo merito di danneggiare i bambini, tutti e indistintamente: poiché il Comune di Gubbio offre a Carbonesca un servizio pubblico di istruzione scolastica in una struttura di sua proprietà, credo sia suo sacrosanto diritto quello di tutelare il servizio offerto, cercando di garantirne la sopravvivenza, nell’ambito dell’assoluta legalità (per quanto attiene alle strutture, alle iscrizioni, agli inserimenti anticipati nelle scuole dell’infanzia). La Pro-Loco di Carbonesca è chiaramente a favore della libertà di ciascuno di poter iscrivere i propri bambini presso qualsiasi struttura scolastica, senza imposizione alcuna; libertà di istruzione e di scelta da perseguire in modo autonomo quando la stessa non ricade sulle strutture pubbliche del proprio comune. Aggiungo, purtroppo e con profondo rammarico, che anche noi di Carbonesca siamo vittima di altri genitori che hanno fatto una scelta come la mamma di Colpalombo, portando i propri bambini a scuola presso altre strutture non del Comune di Gubbio, ma almeno non hanno avuto la pretesa di chiedere, a fronte di ciò, un trasporto pubblico! Intendo esprimere in questa sede, inoltre, il profondo rammarico per i brutti giudizi espressi nei confronti delle insegnati della scuola di Carbonesca, ingiustamente criticate nella loro professionalità, alle quali va la mia profonda solidarietà e stima per l’impegno e la competenza che mettono nel proprio lavoro. Si uniscono a me, il consiglio della ProLoco e le mamme di tutti i bambini. Resto fiducioso che la questione possa rientrare nei canoni della corretta e costruttiva dialettica, al fine di una soluzione alla spiacevole vicenda».

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