mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 22:55

Scuola al via, Cgil: «In troppe scuole manca personale e a Norcia ancora nei container»

Il sindacato denuncia la situazione: «Migliaia di nuovi Dgsa ancora da reclutare. In aree terremotate non si vedono i prefabbricati»

«Diversamente dal campionato di calcio l’avvio dell’anno scolastico nel nostro Paese avviene anche con squadre incomplete, anche senza portiere o centravanti o allenatore». La denuncia, a poche ore dalla prima campanella per migliaia di studenti umbri è la Flc Cgil regionale, il sindacato dei lavoratori della scuola e della conoscenza, che sottolinea come in Umbria saranno ben 49 su 140 (più di un terzo) le istituzioni scolastiche prive del Dsga, figura apicale insieme al dirigente scolastico, in pratica il responsabile del funzionamento amministrativo-contabile di ogni istituzione scolastica. «Una situazione aggravata – spiega il sindacato – dall’indisponibilità di personale amministrativo facente funzione, che mette a rischio l’ordinario funzionamento delle istituzioni scolastiche. Nonostante nel corso di quest’anno sia partita la procedura per un concorso che dovrà selezionare e reclutare migliaia di nuovi Dsga, a tutt’oggi si sono tenute solo le prove preselettive».

Amministrativi Preoccupante, per il sindacato della scuola, è, altresì, la situazione dei posti in deroga del personale Ata (amministrativo-tecnico-ausiliario), autorizzati in numero insufficiente rispetto all’effettivo fabbisogno delle scuole, con pericolose conseguenze per la sostenibilità dell’offerta formativa, la salute del personale in servizio e la sicurezza degli alunni. Nella scuola di primo e secondo grado sono poi centinaia i posti di insegnamento che non sono stati coperti con contratti a tempo indeterminato (ruolo) per mancanza di aspiranti e che andranno a supplenza.

Zone terremotate Ma nel nostro Paese l’anno scolastico può addirittura iniziare anche se manca il campo di gioco dove disputare la partita (della conoscenza). «In Umbria, ad esempio – continua la Flc regionale – gli studenti delle superiori di Norcia (comune nel cratere del terremoto) inizieranno l’anno scolastico in container collettivi, già impiegati dal comune per ospitare le famiglie dopo il sisma. Le strutture prefabbricate utilizzate dalle scuole dopo il sisma dal 2016, infatti, sono state smantellate a giugno per essere sostituite da manufatti, sempre provvisori, ritenuti più idonei allo svolgimento delle attività didattiche. Ma queste nuove strutture non hanno mai visto la luce».

Anno scolastico in container A Norcia, dunque, comune del cratere, non è dato conoscere neanche il progetto del Nuovo Polo Scolastico; diversamente da Foligno dove la nuova scuola media Carducci verrà inaugurata il giorno successivo all’avvio dell’anno scolastico e da Perugia dove la nuova scuola Carducci-Purgotti viene data per pronta entro fine anno. «Così – conclude la Flc Cgil – studenti e personale scolastico delle superiori, l’11 settembre 2019, a 3 anni dal terremoto, inizieranno l’anno scolastico in container riarrangiati e privi di laboratori e tecnologie fondamentali per le tipologie dei corsi presenti nell’istituzione scolastica (liceo scienze umane – liceo classico – corso Afm – corso Cat – corso Turismo). Una mortificazione grave e intollerabile del diritto allo studio di questi ragazzi che già quotidianamente vivono in un contesto di forte disagio».

Sgalla «In questi giorni, nei quali le nostre ragazze e i nostri ragazzi, tornano sui banchi di scuola, oltre ai notevoli problemi di carenza di personale scolastico, c’è una domanda che come Cgil vogliamo porre all’attenzione delle classi dirigenti che si candidano a governare l’Umbria: i sacrifici di questi ragazzi e delle loro famiglie avranno uno sbocco occupazionale al termine degli studi nella nostra regione? Ad oggi, lo testimoniano i dati, la risposta è no. Al massimo possono ambire ad un posto precario con diritti e salari ridotti». Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Cgil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla. «Allora – continua Sgalla – questo deve essere il tema al centro della prossima campagna elettorale per il governo dell’Umbria, perché solo dando una risposta in termini di lavoro di qualità ai giovani e alle famiglie umbre si può rilanciare la nostra regione, la sua economia e la sua storica coesione sociale. Questo è ciò che come Cgil chiediamo con forza a chi si candida a governare la nostra regione, perché la politica sia davvero al servizio delle persone», conclude Sgalla.

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