venerdì 18 gennaio - Aggiornato alle 22:55

Sanità umbra colma un vuoto, arriva servizio di trasporto emergenza neonatale: 8 casi in pochi giorni

Presentato venerdì a Perugia. La regione era rimasta una della quattro dove era assente. Ambulanza e autisti dedicati

La presentazione del servizio

Riduce al minimo la mortalità ed evita il trasferimento di bambini nati prematuri verso altre regioni: sono i principali elementi di salvaguardia del paziente neonato che caratterizzano il nuovo Servizio di trasporto emergenza neonatale in Umbria. La presentazione di questo servizio unico regionale si è tenuta venerdì all’Ospedale di Perugia nell’aula Levi Montalcini del Creo. Sono intervenuti il direttore generale del Santa Maria della Misericordia Emilio Duca, che per l’occasione ha illustrato anche cifre e indicatori relativi al 2018 dell’Azienda ospedaliera, e l’assessore regionale alla Sanità Luca Barberini: quest’ultimo nel suo intervento ha ricordato il secondo posto dell’Umbria nella classifica stilata dal Ministero della Salute che la posiziona quindi tra le migliori sanità italiane, e allo stesso tempo ha annunciato le sfide future della sanità regionale.

Il servizio A illustrare nei dettagli lo Sten (questo il nome abbreviato del servizio per il trasporto di emergenza neonatale) è stata Stefania Troiani, direttrice dell’Unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale perugino. Di «atto doveroso» e di «un servizio atteso da tempo da una intera regione e dai medici che si trovano ad affrontare il paziente critico nelle zone periferiche» ha parlato la dottoressa Troiani. L’Umbria, infatti, era rimasta una della quattro regioni dove era assente lo Sten. E a conferma della sua utilità sono stati evidenziati i primi dati: dal 20 dicembre, giorno in cui è stato attivato, sono stati già effettuati 8 trasferimenti. Per capire poi le potenzialità del servizio sono stati inoltre ricordati i 170 neonati accolti dai centri periferici di nascita umbri.

Un investimento «Lo Sten nasce per le emergenze neonatali non prevedibili e non sostituisce il trasporto in utero e non sostituisce le competenze dei centri periferici» ha poi commentato sempre la direttrice Troiani per poi spiegare il funzionamento. Il medico del centro nascita può attivare il trasporto tramite una chiamata telefonica e indicare l’emergenza. Il trasporto viene poi effettuato attraverso una ambulanza e autisti dedicati a questo servizio, così come gli operatori sanitari a bordo, tutti con esperienza. «Un servizio di emergenza e urgenza – ha commentato invece Duca – che è un investimento sulla tutela del paziente pediatrico». Ricordando la sanità umbra sul podio in riferimento alla sostenibilità finanziaria e all’efficacia delle prestazioni, l’assessore Barberini ha infine sottolineato che questo nuovo servizio «prosegue la direzione intrapresa e che è già partito bene». «Un elemento che ci contraddistingue – ha proseguito – è anche proprio il fatto che inauguriamo cose che sono già operative. E siamo contenti che questa prima iniziativa del 2019 venga presentata proprio all’interno dell’Azienda ospedaliera di Perugia che è un fiore all’occhiello del sistema sanitario regionale».

 

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