sabato 19 gennaio - Aggiornato alle 03:32

Sanità umbra, Barberini: «Liste d’attesa e tecnologie le prossime sfide». Perugia, ricoveri in calo

L’assessore ha fatto il punto della situazione: «Centrali le risorse del Fondo nazionale e la formazione dei nuovi medici»

Il nuovo robot chirurgico dell'ospedale di Spoleto

Un’Umbria «pronta alle sfide future». Venerdì all’ospedale di Perugia l’assessore alla sanità Luca Barberini, a margine della presentazione del nuovo servizio unico regionale di trasporto emergenza neonatale, ha fatto il punto sullo stato di salute della sanità regionale e sulle sfide future. Tra queste ultime Barberini ha indicato in primis il mantenimento dell’attuale livello di servizi e le liste di attesa, problema «che va aggredito», oltre agli investimenti in tecnologia «visto che – ha detto – abbiamo risorse fino al 2019». Le altre parole chiave saranno «riorganizzazione», «razionalizzazione» e «integrazione» tra le aziende ospedaliere di Perugia e Terni con i rispettivi ospedali di territorio. «Bisogna intervenire – ha detto Barberini – per ridefinire meglio forme di collaborazione fra diversi presidi ospedalieri e in questo senso il nuovo servizio Sten presentato questa mattina va in questa direzione».

IL NUOVO SERVIZIO NEONATALE

Le sfide Per mantenere i servizi centrale saranno centrali due capitoli: «Bisogna capire – ha spiegato – che la sanità senza medici non può essere fatta e che quindi un tema vero è quello del percorso formativo e delle borse di specializzazione, e inoltre occorre prendere coscienza che le risorse del Fondo sanitario nazionale sono inadeguate». Per Barberini, infatti, «le sfide si reggono se il Fondo viene incrementato. Sul servizio sanitario non si deve scherzare. Quel miliardo in più promesso per il futuro era già stato concordato grazie ad accordi con il precedente governo». Nel complesso Barberini ha parlato di un un «quadro difficile» anche per il futuro ma con l’Umbria che «può essere orgogliosa di quanto fatto», visto anche il recente riconoscimento ottenuto da parte del Ministero della Salute. La regione infatti è stata inserita al secondo posto nella classifica, stilata dal Ministero della Salute, delle cinque ritenute idonee a essere benchmark, cioè di riferimento per il riparto del Fondo sanitario nazionale per l’anno in corso. «Un riconoscimento che toglie ogni forma di sospetto – ha sottolineato – perché dato anche da un ministero che non è certo dello stesso colore politico di questa Regione e che quindi si è basato sui numeri che abbiamo fornito».

I numeri dell’ospedale Venerdì all’ospedale è stato fatto il punto anche sui numeri 2018 dell’Azienda ospedaliera. Il calo progressivo dei numeri dei ricoveri e il costante, anche se leggero, aumento negli ultimi tre anni di interventi chirurgici stanno a significare, secondo il dg dell’Azienda Emilio Duca, che «la direzione intrapresa è quella giusta». Il trend dei ricoveri in riduzione (37.452 in totale, 31.787 quelli in degenza ordinaria) per Duca «è un dato positivo». Come «altro indicatore di appropriatezza» è il numero dei ricoveri di alta specialità (3.662, l’11% del totale) e quelli in Day Hospital (2.392) e in Day Surgery (3.273). La degenza media risulta invece stabile (7,60 nel 2017 e 7,78 nel 2018).

I commenti sono chiusi.