mercoledì 17 luglio - Aggiornato alle 06:32

Sanità, trasporti e partecipate: la Corte striglia la Regione. «Inchiesta, plurimi profili di illecito»

La magistratura contabile ‘promuove’ il bilancio di Palazzo Donini ma non risparmia critiche su molti settori

L'udienza di mercoledì (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Sanità, trasporti, partecipate e personale. Pur ‘promuovendo’ il rendiconto generale della Regione relativo al 2018, la Corte dei conti dell’Umbria nell’udienza di mercoledì dedicata al giudizio di parificazione ha riservato le critiche più dure proprio ai quattro settori citati in apertura; appunti peraltro non nuovi e sottolineati a più riprese negli anni scorsi. Partendo dal tema dei trasporti, caldissimo in queste ore, la Corte oltre a sottolineare che si tratta, dopo la sanità, della seconda voce di spesa per il bilancio regionale, ha messo in evidenza la riduzione (anche per colpa dei tagli del governo) delle risorse a disposizione e una serie di «aspetti critici» che riguardano, in sostanza, la mancanza di programmazione.

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Trasporti Nel mirino infatti finiscono i ritardi nella redazione del Programma unico di esercizio regionale, del Piano di bacino e, soprattutto, della gara unica; un «rallentato procedimento» che «desta preoccupazione» poiché la gara è il presupposto per garantire in primis il diritto alla mobilità. «Critica è altresì la gestione degli investimenti»: la Corte infatti fa notare che sono state impegnate poche risorse rispetto ai quasi 94 milioni della programmazione europea 2014-2020, dei quali 46 (arrivati dallo Stato nel 2017) sono serviti per onorare i debiti nei confronti di Busitalia. «Essendo fondi dello Stato – ha replicato il presidente della Regione Fabio Paparelli, presente all’udienza – non hanno inciso sulla riduzione degli investimenti». Preoccupazione c’è anche per le condizioni di Umbria mobilità, sia per i bilanci in perdita (-3,2 milioni nel 2017) che per la restituzione in ben 120 rate (l’ultima nel 2028) dell’anticipo da 17 milioni ottenuto dalla Regione nel 2013, nel pieno della crisi dell’ex azienda unica.

Sanità Molto vasto il capitolo sanità dove la Corte, pur prendendo atto dei «buoni risultati» su programmazione, performance gestionali, bilanci e acquisti centralizzati, fa notare la presenza di «importanti sacche di criticità». Quali? In primis lo sforamento della spesa farmaceutica per quanto riguarda gli acquisti diretti, che per Palazzo Donini è solo in parte ascrivibile alla Regione visto l’aumento dei prezzi di alcuni farmaci e, in generale, le «criticità di sistema». Nel mirino anche la «perdurante inadeguatezza del sistema di valutazione dei dirigenti» (non ancora conclusa per gli anni 2016, 2017 e 2018), i controlli sulla gestione sanitaria e il superamento dei limiti di spesa per i contratti a tempo determinato. In più la magistratura critica anche «la propensione a indugiare più sui profili organizzativi che sulla rappresentazione e analisi di proficuità dei relativi risultati». Infine, in tema di controlli andrebbe eliminata la sovrapposizione tra soggetti che si occupano di controlli esterni chiamati poi a controllare il loro stesso operato.

Personale Nella sua relazione il nuovo procuratore Rosa Francaviglia ha fatto anche riferimento all’inchiesta sui presunti concorsi truccati che ha decapitato i vertici di Pd e Regione, dalla quale emergono «notevoli criticità sul servizio sanitario umbro, involgenti plurimi profili di illecito erariale» dei quali si occuperà la Procura. Così come negli anni scorsi poi la magistratura contabile è tornata a battere sul tema del personale in forze a Palazzo Donini, e in particolare sulle Posizioni organizzative, troppe secondo la Corte nonostante la loro riduzione: al momento infatti sono il 27% dell’intero comparto e il 44% di tutto il personale di categoria D. «Tutte le criticità permangono» anche riguardo gli «eccessivi costi della politica» e in particolare dell’Ufficio di gabinetto del presidente, che però è stato azzerato dopo le dimissioni di Marini.

PARTECIPATE, LA MAPPA E LA STRIGLIATA DELLA CORTE

Partecipate Alle partecipate la Corte nei mesi scorsi aveva dedicato un dossier molto approfondito e mercoledì ha ribadito che il piano di razionalizzazione della giunta, varato tempo fa, rappresenta solo un punto di partenza: la magistratura ha dunque invitato a fare un «monitoraggio costante» che non si limiti agli aspetti di natura contabile: per la Corte infatti bisogna valutare se c’è o no l’interesse a mantenere la partecipazione, razionalizzare i costi e vigilare bene sulle liquidazioni in atto. Analizzando nel complesso l’intero bilancio la magistratura contabile ha nuovamente invitato a mantenere «un profilo prudenziale di contenimento, risparmio e rigore»; attenzione andrà posta anche alla notevole mole (1,2 miliardi nel 2018) di residui attivi, sui quali la Corte chiede un «monitoraggio costante» e verifiche sul fatto che siano davvero esigibili o no.

PARTECIPATE, LA MAPPA COMUNE PER COMUNE

Paparelli Per Paparelli l’udienza di mercoledì ha «confermato anche per il 2018 il rispetto degli equilibri di gestione, la solidità del bilancio regionale e la correttezza dell’operato dell’amministrazione». Rispondendo alle critiche sulle partecipate il presidente ha spiegato che «l’ampia e articolata documentazione trasmessa alla Corte ha dimostrando il corretto, completo e concreto esercizio dei poteri di controllo e le misure adottate per il contenimento dei costi», mentre sui trasporti ha parlato della prossima trasformazione di Umbria mobilità in Agenzia dei trasporti, che porterà a un risparmio di circa 8 milioni all’anno. Quanto alla sanità, Paparelli ricordando i risultati ha sostenuto che il fatto che l’Umbria sia tra le regioni benchmark è il segnale di «una gestione sana dal punto di vista economico, con l’erogazione di servizi essenziali di assistenza di qualità».

Squarta A commentare l’udienza è anche il portavoce del centrodestra Marco Squarta, ancora in corsa per strappare la candidatura alla presidenza della Regione: «Ogni anno – dice – la Corte suggerisce soluzioni che puntualmente la Giunta regionale disattende». Squarta auspica che «la prossima Giunta regionale, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, adotti una gestione dei conti pubblici più attenta e rigorosa, affinché possano essere liberate risorse per sostenere politiche attive su temi di prioritaria importanza per i cittadini, quali sociale, disabilità, lavoro, sviluppo economico e infrastrutture».

Twitter @DanieleBovi

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