lunedì 25 settembre - Aggiornato alle 06:27

Sanità, a Terni dibattito su riforme e nuovi modelli organizzativi

Stakeholder e istituzioni a confronto, il sindaco Di Girolamo: «Ottima qualità nel nostro sistema»

Medici lungo il corridoio di un ospedale umbro (foto F.Troccoli)

Esser curati allo stesso modo e con la stessa qualità ed efficienza in tutta Italia, questo il tema centrale del confronto sul sistema sanitario nazionale che ha avuto luogo nella Camera di commercio di Terni giovedì mattina alla presenza del sindaco Leopoldo Di Girolamo, di Fabio Paparelli vice presidente della giunta regionale dell’Umbria, Maurizio Dal Maso direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni, Massimo Rubechi Consigliere giuridico del Ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi, Luciano Fratini ad Bellco e Stefania Lovissati Gm service Southern Europe di Ge healthcare.

Palazzo Spada Il tavolo è stato introdotto dal Presidente dell’ente camerale di Terni, Giuseppe Flamini che ha fatto gli onori di casa poi Di Girolamo: «La sanità ternana, e parlo di entrambi i presidi sia quelli territoriali che ospedalieri sono indubbiamente di ottima qualità. C’è ancora purtroppo poca integrazione, la comunicazione, l’assistenza integrata va senz’altro migliorata. Questo porterebbe sicuramente risparmi e miglioramento della qualità dell’assistenza».

Ospedale Terni Maurizio Dal Maso, direttore generale dell’ospedale Santa Maria di Terni, ha poi ricordato che «è ormai necessario riorganizzare l’offerta dei servizi sanitari sui nuovi bisogni legati alla cronicità, efficientare le organizzazioni rivedendo il flusso dei pazienti al loro interno e fare quello che da almeno venti anni avremmo dovuto applicare per fare ‘appropriatezza, sostenibilità, sistema e innovazione’ e cioè: ridurre la variabilità clinica e organizzativa, incrementare la produttività, azzerare i costi della non-qualità, che non è altro che il fare bene cose inutili, e fare davvero e fino in fondo innovazione di prodotto e di servizio».

Sanità Nella stessa direzione l’intervento di Luciano Frattini Ad di Bellco: «Le aziende investono in ricerca e sviluppo diversi milioni di euro l’anno e sono costrette ad una corsa ad ostacoli per introdurre all’interno del Sistema sanitario nazionale nuove tecnologie. Una corsa che espone le aziende a 21 diversi ostacoli, Stato e Regioni, con barriere di accesso e criteri sempre diversi. È oramai improcrastinabile l’adozione di regole comuni, che pur assicurando l’autonomia regionale, possano garantire equità e dove serve maggior rigore». Stefania Lovisatti, (Ge healthcare): «Un sistema sanitario sostenibile è possibile, anche in condizioni economiche difficili e con risorse scarse ma serve il coraggio di sperimentare nuove forme di approvvigionamento e nuovi modelli organizzativi e di collaborazione tra enti regionali della sanità e aziende fornitrici, per creare rapporti a medio-lungo termine che favoriscano davvero l’innovazione, di cui ha tanto bisogno il nostro sistema sanitario, e che non appesantiscano le pubbliche amministrazioni».

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