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sabato 13 agosto - Aggiornato alle 02:27

Sanità, su spese e controlli il richiamo della Corte dei conti alla Regione. Faro anche sui ‘mini dirigenti’

La magistratura contabile ha dato il via libera al rendiconto 2020. Terremoto, «mancata ricostruzione genera estreme difficoltà»

La sede della Corte dei conti (©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Dal bilancio alle partecipate, dalla sanità alla ricostruzione post terremoto fino alle spese per il personale, trasporti e altro ancora. Sono stati questi i temi al centro delle relazioni al termine delle quale, martedì, la Sezione di controllo della Corte dei conti dell’Umbria ha «parificato» il rendiconto generale 2020 della Regione. Un giudizio con il quale, ogni anno, la magistratura contabile formula una serie di osservazioni sulla legittimità e regolarità della gestione, proponendo correttivi e interventi per assicurare l’equilibrio di bilancio e una spesa efficace ed efficiente.

Sanità La quasi totalità di quest’ultima (80% circa), come noto, riguarda la sanità, travolta nel 2020 dal nuovo coronavirus. Nella sua relazione la procuratrice Rosa Francaviglia ha sottolineato, per quanto riguarda gli acquisti, l’importanza delle procedure centralizzate al fine di contenere le spese, notando che nel 2020 sono state pari al 67% del totale, in leggero calo rispetto all’anno prima (-4%); da qui la raccomandazione a incrementare questa percentuale e a evitare le «ingiustificate» proroghe dei contratti. Altro appunto ricorrente nel corso degli anni è quello che riguarda la spesa farmaceutica.

Farmaci e controlli Se questa, nel complesso, è stata superiore anche nel 2020 ai livelli programmati, il tetto è stato rispettato per la farmaceutica convenzionata, ma non per gli acquisti diretti. E le «medesime motivazioni» riproposte da Palazzo Donini anche quest’anno «non sembrano giustificare – è detto nella relazione – né lo sforamento del tetto né tantomeno la maggiore spesa sostenuta rispetto al dato medio nazionale». Quanto ai ai controlli sulla qualità e l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie garantite dalle strutture pubbliche e private, la Corte ribadisce che permangono gli stessi problemi degli anni scorsi, sottolineando – al netto delle difficoltà connesse alla pandemia – «il perdurare dei profili di inadeguatezza del sistema dei controlli».

Carenze informative Per quanto riguarda la gestione del Covid, la Sezione sottolinea poi una serie di carenze informative riguardanti organici, impiego delle risorse per i posti letto e recupero delle prestazioni arretrate, con un «buon recupero» nella Usl 2 e all’ospedale di Perugia. Altri problemi sono la «stasi nel settore degli investimenti», il superamento dei limiti di spesa per i contratti a tempo determinato e «la perdurante inadeguatezza del sistema di valutazione dei dirigenti».

Monteluce e partecipate Un altro grande capitolo è quello che riguarda le partecipate. Anche quest’anno la procuratrice ribadisce che, a proposito del bubbone della Nuova Monteluce, la Procura vigilerà a proposito di un potenziale danno erariale. Oltre 12 milioni infatti sono stati accantonati per fare fronte a potenziali passività e quindi a un indennizzo a favore di Gepafin. Nelle ultime settimane un piano di salvataggio è stato messo a punto ma la situazione sarà più chiara solo nelle prossime settimane: nel frattempo «continuano a susseguirsi – nota Francaviglia – notizie di stampa che riportano un’evidente difficoltà, da parte dei soggetti titolari delle quote del fondo (tra cui la Regione), di poter rientrare dall’investimento effettuato». Per il resto, oltre a ricordare che il percorso di razionalizzazione non è terminato, la Corte rinnova l’invito a monitorare costantemente società ed enti, non fermandosi alla mera contabilità ma valutando la gestione.

Il personale e gli Enti locali Anche quest’anno poi la magistratura contabile torna a parlare del personale (1.091 dipendenti, dei quali 37 dirigenti) e dell’eccessivo numero di ‘mini dirigenti’, ovvero delle posizioni organizzative che rappresentano il 30% della dotazione organica. «Inalterate e irrisolte» vengono poi definite le criticità relative agli stipendi dei componenti dell’ufficio di gabinetto della presidente. Diversi i problemi anche nella verifica dei rapporti di debito e credito tra la Regione e gli altri Enti locali, con Palazzo Donini chiamato a «iniziative maggiormente stringenti ed efficaci, tali da condurre a una definitiva conciliazione delle singole poste contabili nel rendiconto regionale».

Il terremoto Tra poco più di un mese l’Umbria ricorderà i cinque anni dal devastante terremoto dell’ottobre 2016, con una ricostruzione che fa ancora molta fatica a mettersi in moto: «Occorre ribadire – scrive la Corte – che il persistere dei rallentamenti nell’avvio delle relative attività, sia in ambito privato, sia pubblico (anche con riguardo alle strutture sanitarie), continua a determinare nella collettività condizioni di estrema difficoltà rese ancora più evidenti dall’emergenza sanitaria tuttora in atto. Di assoluta attualità rimane, altresì, la necessità, ormai improcrastinabile, di consentire alle popolazioni dei territori interessati il sollecito recupero di condizioni ottimali in cui vivere e operare, con conseguente ripristino del tessuto sociale ed economico».

Tesei Collegata da Palazzo Donini (a causa dell’emergenza sanitaria il giudizio di parificazione si è tenuto anche quest’anno da remoto) la presidente Donatella Tesei ha assicurato il massimo impegno dell’amministrazione per risolvere i problemi emersi e, oltre a sottolineare tutti i problemi posti dalla pandemia («che abbiamo cercato di fronteggiare nel migliore dei modi, con un impegno gigantesco») ha lanciato la proposta di un confronto semestrale con la magistratura contabile, così da affrontare le diverse criticità. Tesei ha ricordato l’istituzione di una cabina di regia ad hoc sulla spesa farmaceutica, la riprogrammazione dei Fondi UE per sostenere il tessuto socioeconomico colpito dal Covid e, sulle partecipate, di un «lavoro intenso che deve essere portato a termine in breve tempo» nonché delle relazioni semestrali chieste a società ed enti.

I problemi Diverse cifre sono state fornite sulle spese per il personale e l’ufficio di gabinetto passate, queste ultime, dai 519 mila euro del 2018 ai 346 mila del 2020; le posizioni organizzative «reali», invece, sono 210, con una minor spesa di 398 mila euro. Quanto ai controlli interni, è stato annunciato un provvedimento che introdurrà una nuova forma di controllo della regolarità amministrativa degli atti dirigenziali. Infine, sul capitolo sanità la presidente si è impegnata trovare le soluzioni ai diversi problemi e a fornire «informazioni e delucidazioni». «Col nuovo piano sociosanitario – ha detto – ci sarà una riduzione degli squilibri economico-finanziaria, mentre la contrazione della spesa farmaceutica e la riduzione delle liste d’attesa sono già partite».

Twitter @DanieleBovi

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