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lunedì 18 gennaio - Aggiornato alle 20:38

Sanità, accordo per 1.550 assunzioni nel 2021 e premio Covid per seconda ondata

Schiarita Regione-sindacati sulla stabilizzazione di 443 unità per la pandemia e 1.107 figure non Covid. Soddisfazione di Cgil, Cisl e Uil

©Fabrizio Troccoli

Un totale di 1.550 assunzioni tra personale Covid (443) e non Covid (1.107). È il piano per il 2021 illustrato dalla Giunta regionale dell’Umbria ai sindacati, nel corso dell’incontro del tavolo (presenti la presidente Tesei e l’assessore Coletto) definito «proficuo» dalla Regione e «importante» dai sindacati e che dunque fa fare un passo avanti a una situazione di tensione con molte polemiche e accuse delle scorse settimane.

1550 assunzioni «Alla fine, dopo una lunga mobilitazione – affermano i segretari di Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl dell’Umbria, Tatiana Cazzaniga, Luca Talevi e Marco Cotone -, le assunzioni per la sanità umbra sono arrivate: 1.550 nel 2021 e a tempo indeterminato, come chiedevamo e come chiedevano soprattutto le lavoratrici e i lavoratori dei nostri ospedali e del territorio, che si sono letteralmente caricati sulle spalle una situazione emergenziale difficilissima». I sindacati riferiscono che le assunzioni, già programmate e messe a bilancio, saranno 1.107 per figure non covid e 443 destinate invece precipuamente al contrasto della pandemia. Già dalla prossima settimana un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali comincerà a lavorare sulla definizione dei profili e anche sulla semplificazione delle procedure concorsuali.

Premio Covid «Al tempo stesso – proseguono i sindacati – abbiamo ottenuto un impegno preciso sul premio Covid, da riconoscere a tutto il personale impegnato nella seconda ondata pandemica che sarà definito entro gennaio. Infine, ma non certo meno importante, parte finalmente il tavolo sulla contrattazione integrativa». Per Cgil, Cisl e Uil si tratta di un risultato certamente importante: «Finalmente la sanità umbra colmerà le carenze di personale che l’hanno messa in seria difficoltà e lo farà con contratti stabili, gli unici capaci di dare solidità al sistema e una giusta tutela alle lavoratrici e ai lavoratori. Una sanità pubblica più forte – concludono i sindacati – è garanzia di un futuro migliore».

Palazzo Donini: «Questi i numeri» Da parte della Regione viene fatto sapere che «l’Ente ha fatto il punto su quanto accaduto nel 2020, anno in cui sono state assunte a tempo indeterminato 1032 persone di cui 432 stabilizzati (ex accordo 16 marzo 202), 42 (Legge 350/2003) e 558 per reclutamenti ordinari. Assunzioni a tempo indeterminato che, al netto delle uscite di personale, hanno visto un incremento di 272 unità, al quale va sottratto il decremento del personale a tempo determinato (-249) per una variazione positiva di personale, tra determinato e indeterminato, di 23 unità». Come dire: non sono vere le accuse delle scorse settimane di appena 19 assunzioni a tempo determinato nell’anno appena trascorso. «Successivamente – prosegue Palazzo Donini – è stato illustrato il piano 2021 che prevedrà 1550 assunzioni tra personale Covid (443) e non Covid (1.107). L’incontro si è concluso con l’individuazione del percorso e della calendarizzazione dei prossimi incontri in merito, in particolar modo, all’apertura del tavolo regionale che inquadra la contrattazione decentrata nelle singole Aziende sanitarie e la ripartizione delle ulteriori risorse premiali Covid».

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