giovedì 20 luglio - Aggiornato alle 14:28

Sanità, nasce la prima cooperativa di infermieri: così 3 ragazze offrono servizi a chi ha bisogno

La presentazione della cooperativa

Una cooperativa di infermiere per i pazienti che vengono dimessi e hanno bisogno di assistenza e di qualcuno che si interfacci con il medico di famiglia. Tre ragazze che hanno in comune gli studi di infermieristica all’università di Perugia si sono messe insieme e hanno dato il via in Umbria a quella che vorrebbe diventare in futuro una figura mancante nel panorama regionale: l’Infermiere di famiglia. Fino ad allora, però, finché non ci sarà il riconoscimento del servizio sanitario pubblico, i servizi saranno a carico dell’utente.

Altrove già c’è L’idea nasce proprio durante il loro corso di studi, prendendo spunto da altre regioni quali il Trentino, l’Emilia Romagna e la Toscana. Ed ecco che prende forma la figura dell’intermediario tra il medico e la famiglia, perché è proprio questo che la neo costituita Cooperativa Sociale Salus Infermieri fa, mettendosi a disposizione di chi ha una reale esigenza di assistenza, ma magari non ha una persona di riferimento che possa mediare tra loro e il medico curante, l’anello di congiunzione mancante tra i medici di medicina generale e il paziente nel post dimissione e nell’assistenza quotidiana vera e propria.

Start up Un sogno nel cassetto diventato realtà grazie alla tenacia e alla determinazione di Mara Venturini, Noemi Tintori e Romina Capponi, che hanno trovato un appoggio nell’Arcs di Legacoop pronta a sperimentare e ad appoggiarle in questa nuova start-up e alla fondazione “Paola Decini” che ha creduto fortemente nelle loro idee e le ha guidate nei primi passi indirizzandole nelle difficili scelte iniziali.

Coop di infermieri «Siamo convinti – afferma Andrea Bernardoni di Arcs Legacoop Umbria – che l’infermiere di comunità sia un importante tassello per costruire la sanità del futuro, attenta ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini. E’ per questa ragione che sosteniamo la nascita e lo sviluppo delle cooperative tra infermieri, un modo moderno per fare impresa in ambito sanitario. Crediamo infine che la cooperazione tra infermieri, così come la cooperazione tra medici, sia una delle strade per potenziare la medicina di territorio aumentando il livello di efficacia del sistema sanitario della nostra regione».

Esigenza del territorio Il progetto offre servizi infermieristici domiciliari, una reperibilità 24 ore su 24, assistenza notturna e prelievi domiciliari con consegna e lettura referti adeguando il servizio alle esigenze caso per caso. «Non si tratta solo di mera assistenza – dicono le ragazze – di semplici punture o esecuzioni di manovre fini a se stesse ma del prendersi cura della persona come è insito nella figura dell’infermiere, di essere l’interfaccia  tra ospedale e malato, tra medico e paziente, per poter offrire sempre il meglio alle persone che alla cooperativa decideranno di affidarsi. Noi abbiamo gettato le basi per questo esperimento pioneristico – proseguono – e l’auspicio sarà quello di andare verso la direzione dell’ambulatorio Infermieristico di riferimento, che ancora non esiste, di un Infermiere di famiglia che affianchi il medico perché questa è la reale esigenza del nostro territorio».