giovedì 18 luglio - Aggiornato alle 02:36

Sanità, l’Umbria supera i nuovi test sui Livelli di assistenza ma va migliorata quella territoriale

Ecco i dati della nuova sperimentazione che dovrebbe entrare in vigore nel 2020: Regioni inadempienti passano da 2 a 12

Un medico al lavoro all'ospedale di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Il test è superato ma bisogna migliorare per quanto riguarda l’assistenza territoriale. È questo il quadro della sanità umbra che viene fuori dalla prima sperimentazione attuata dal ministero della Salute sul nuovo sistema di garanzia dei Lea (i Livelli essenziali di assistenza) approvato lo scorso dicembre in Conferenza Stato-Regioni. Il nuovo meccanismo entrerà in funzione nel 2020 e tutto il 2019 servirà a testarne l’efficacia e la bontà. Di sicuro il quadro nazionale che viene fuori è diverso rispetto a quello attuale, e decisamente più preoccupante: al momento in tutto sono due le regioni inadempienti mentre con la nuova griglia Lea il numero lievita fino a dodici. In pratica solo Piemonte, Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche garantiscono i Lea.

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Cosa cambia Il sistema che dovrebbe entrare in vigore nel 2020 è basato sul 2016 e prende in considerazione tre aree distinte di assistenza, cioè quella ospedaliera, quella distrettuale e la prevenzione. Ogni area poi è suddivisa per indicatori: sei per la prevenzione (dalle coperture vaccinali ai controlli per la contaminazione degli alimenti fino a indicatori sugli stili di vita e gli screening), otto per quella distrettuale (dal tasso di ospedalizzazione al tempo di intervento del 118, dalle percentuali di prestazioni garantite entro i tempi a quelle di pazienti trattati in assistenza domiciliare integrata) e sette per quella ospedaliera (dal tasso di ospedalizzazione ai parti cesarei fino alla quota di interventi per tumore maligno della mammella e così via). La nuova classifica vede in testa il Piemonte, seguito da Lombardia, Provincia autonoma di Trento, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche; tutte le restanti hanno ottenuto voti sotto la sufficienza e dunque non sarebbero in grado di garantire i Lea.

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I dati Il quadro dunque è ben peggiore rispetto a quello disegnato grazie all’attuale griglia, e così per tutto il 2019 andranno avanti le analisi per capire se il nuovo sistema è efficace; di sicuro, come emerso nel corso del tempo da moltissime analisi, più che di uniformità dei servizi e di Sistema sanitario nazionale bisogna parlare dei diversi Sistemi sanitari regionali, il che pone una serie di questioni anche nell’ottica del percorso verso maggiore autonomia intrapreso da alcune Regioni. Tornando ai dati della sperimentazione, l’Umbria garantisce il 73,9% dei Lea per quanto riguarda la prevenzione (terzo posto in Italia), il 65,5% dell’assistenza distrettuale (undicesimo posto) e il 77,8% di quelli dell’attività ospedaliera (settimo posto). E se si guarda la classifica completa i problemi maggiori si notano proprio riguardo l’area distrettuale, a conferma del problema relativo all’assistenza territoriale.

Twitter @DanieleBovi

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