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venerdì 23 ottobre - Aggiornato alle 12:40

Sanità e Covid, lavoratori in agitazione: «Servono assunzioni e Regione non dà risposte»

L’incontro dei sindacati col commissario Onnis non produce risultati: «Già sospese attività ordinarie, così non si garantiranno servizi ai cittadini»

©Fabrizio Troccoli

«Per garantire che la sanità non vada in crisi, serve individuare senza ulteriore ritardo percorsi che consentano d’investire subito in assunzioni, strumentazioni e spazi, anche utilizzando procedure eccezionali: l’unico concorso avviato a livello regionale per assumere infermieri ha visto compiere errori che potrebbero generare ricorsi ed ulteriori rallentamenti». Lo affermano Cgil, Cisl e Uil con le loro organizzazioni della funzione pubblica rappresentate dai segretari Tatiana Cazzaniga, Luca Talevi e Marco Cotone dopo un incontro col commissario straordinario all’emergenza Covid, Antonio Onnis, che non ha prodotto risultati. tanto che per i sindacati «non resta purtroppo che proclamare lo stato d’agitazione degli operatori della sanità».

Nessuna risposta «Continua, purtroppo – spiegano in una nota – l’assenza di un reale confronto della Regione con gli operatori sanitari che operano in prima linea. Stante l’assenza dell’assessore alla sanità Luca Coletto, la Regione non ha fornito risposte alle richieste avanzate dal sindacato, in particolare per quanto riguarda la necessità di un immediato incremento degli organici tramite assunzioni in grado di rafforzare il sistema sanitario regionale pubblico, soprattutto in questa difficile fase nella quale vanno potenziati i servizi per l’emergenza e si potrebbe dover sopperire alle assenze di personale positivo sintomatico».

Carenza di personale Durante l’incontro – riferiscono i sindacati – è emerso che l’entità di contagi ha sorpreso la stessa Regione, con difficoltà nel tracciamento dei positivi e con un innalzamento del numero di ricoveri di fatto non previsto nei piani regionali iniziali. «Onnis – spiegano – pur sottolineando che non c’è alcuna volontà di sospendere le attività ordinarie, ha subito dopo comunicato che le carenze di personale hanno già spinto la Regione a chiedere alle aziende di organizzare la sospensione di alcune attività non urgenti. Non può essere questa la strada giusta: ciò che oggi non è urgente potrebbe diventarlo a breve, visto che non siamo neppure all’inizio della stagione delle influenze e potremmo non uscire da questa situazione in tempi rapidi».

Tempo di guerra Di fronte alle osservazioni e ai dubbi del sindacato, «Onnis – viene sottolineato – ha sottolineato che ormai siamo “in tempo di guerra”: avremmo preferito che la Regione avesse ascoltato il sindacato quando chiedeva di confrontarsi “in tempo di pace” quest’estate per prepararsi con la giusta tempistica alla nuova prevedibile fase. Ma guardiamo avanti, confidando che la politica impari dai propri errori». Cgil, Cisl e Uil hanno quindi ribadito la richiesta di convocare tavoli permanenti di confronto sindacale sulla gestione dell’emergenza e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro a livello regionale ed aziendale, ritenendo che la sola informazione successiva rispetto a scelte già adottate non sia sufficiente.

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