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venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 16:41

Russia-Ucraina, a Terni è nato Martin da una mamma in fuga dalla guerra

Halyna non ha mai smesso di sorridere, oggi ha un motivo in più per farlo

di M.R.

Il fiocco azzurro sventola sul portone di un palazzo nel quartiere Borgo Bovio di Terni e sulla tavola ci saranno i confetti, nel calore di una casa che non è la propria, ma dove Halyna, in fuga dalla guerra, ha trovato la solidarietà, l’amore e l’accoglienza di Marina e di sua figlia Anna. All’ospedale della città dell’acciaio, in Umbria, venerdì 30 settembre ha dato alla luce il suo terzo figlio.

Dall’Ucraina a Terni Martin è nato alle 14.23, pesa poco meno di 3,4 kg e, come la sua mamma, sta benissimo. È in Umbria dall’inizio del conflitto, che purtroppo ha superato abbondantemente i 200 giorni e provocato migliaia di morti. Nella pancia di Halyna il piccolo è stato al sicuro per nove mesi; gli ultimi sette li ha vissuti a Terni e deve aver percepito l’affetto dei due fratelli più grandi. Il papà è passato a trovarli ogni volta che ha potuto. Ora che Martin è venuto alla luce, l’uomo può lasciare l’Ucraina ma non prima di aver ricevuto l’atto di nascita del figlio; documento che Halyna non potrà ottenere prima di uscire dal nosocomio, quando si recherà all’ufficio anagrafe del Comune. Accanto a lei, in questo momento, anche per un aiuto con la lingua italiana, la donna che la ospita e Luigina, volontaria della Caritas, che alle prime contrazioni l’ha accompagnata al pronto soccorso ginecologico. Un parto veloce e senza alcuna complicazione, tuttavia una delle poche parole pronunciate da Halyna è stata ‘dolore’. Quando i sanitari poi hanno invitato l’assistenza a uscire, lei ha sorriso di nuovo e, percependo l’insofferenza di chi non voleva lasciarla sola, ha fatto cenno di andare e dicendo ‘sto bene’ ha fatto con le dita il segno del cuore per ringraziare. È la stessa che nel 90% dei casi, se le si chiede di cosa ha bisogno, risponde sempre che è a posto e che non le serve nulla. Per i suoi bambini più grandi sa che può contare su chi la ospita e sulla sua amica Giulia, anche lei mamma (hanno raggiunto l’Italia assieme e attualmente dividono lo stesso appartamento).

Una vita che nasce lontano dall’Ucraina Marina, che ha messo loro a disposizione un’abitazione di famiglia, da venerdì mattina non riesce a contenere l’emozione. Ha temuto e atteso questo momento allo stesso tempo, ha guidato Halyna nella burocrazia italiana del sistema sanitario locale per arrivare al parto con tutti gli esami necessari e si è preoccupata di assicurare ai suoi figli un posto a scuola. Così facendo, mentre cercava di darle forza, ne trovava in lei una più profonda, quella che è sempre trapelata dal suo sguardo sereno; occhi che qualche volta hanno probabilmente celato nostalgia per proteggere i piccoli. Nel caso di Martin la storia è quella di una vita che nasce oltre la guerra; nel cuore di Anna, che ha chiesto a sua madre di dare ospitalità ai profughi, è la benedizione di un bambino che rischiava di non nascere; per Marina è la forza di una donna che da sola ha affrontato con estrema dignità situazioni più grandi di lei; per Terni, è un figlio da cullare in nome della solidarietà e dell’accoglienza. Sì, perché rispetto al suo arrivo, oggi Halyna non esclude di poter restare, vivere stabilmente in Italia.

Il futuro in Umbria Suo marito si è già attivato per sfruttare la sua professionalità di autista in loco. La loro casa in Ucraina è salva, ma le prospettive di vita e di lavoro sono pressoché nulle e proprio nel giorno in cui Putin ha dichiarato l’annessione alla Russia di quattro regioni ucraine e Zelensky spinge per l’ingresso nella Nato, il futuro sceglie un’alternativa lontano da quelle terre, lontano dal conflitto. Per ora meglio Terni, qui la sirena di mezzogiorno, alla quale ormai anche i profughi ucraini si sono abituati, è solo il ricordo di bombardamenti passati.

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