sabato 8 agosto - Aggiornato alle 04:55

San Benedetto, ritrovate sotto le macerie cinque campane. Progetto di ricostruzione, 14 in lizza

Per il vescovo è una «felice coincidenza dopo i ritardi», poi l’appello: «Fare di tutto per ridare dignità ai terremotati»

di Chiara Fabrizi e Maurizio Troccoli

Cinque campane estratte da un cumulo di oltre quattro metri di macerie, ma si cerca la sesta che sarebbe stata localizzata sotto la cripta. La sorpresa arriva dal cantiere della basilica di San Benedetto a Norcia, dove è in corso il penultimo lotto di lavori di messa in sicurezza e rimozione macerie, che ammonta a 300 mila euro, mentre sono state avviate le procedura per l’affidamento dell’ultima tranche di interventi per altri 350 mila euro. Sui tempi di ultimazione degli interventi in questione la soprintendente Rosaria Mencarelli non si sbilancia, ma assicura «che si sta lavorando a ritmi accelerati. Certo – ha detto giovedì mattina – non recupereremo il tempo perso per il Covid 19, ma siamo impegnati a procedere quanto più rapidamente possibile». Il ritrovamento delle campane arriva nel giorno della scadenza della gara da 550 mila euro per la progettazione degli interventi di ricostruzione di San Benedetto pubblicata da Invitalia, da cui si apprende che entro i termini sono arrivate 14 offerte tecniche ed economiche.

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Appello del vescovo alle istituzioni A commentare la giornata è anche l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, secondo cui «il procedere dello smaltimento delle macerie dalla basilica ha permesso di far emergere le campane della chiesa: una felice coincidenza proprio nel momento della presentazione della consegna delle offerte per la progettazione». Per il presule a capo della Conferenza episcopale umbra l’estrazione dal cumulo di macerie di quattro metri delle campane «è un messaggio di speranza che viene a confortare la ormai troppo lunga attesa della popolazione di Norcia e della Chiesa diocesana tutta, desiderosi di ritrovare quanto prima questo insigne monumento della fede e della storia». Ma monsignor Boccardo nel suo intervento torna anche a dire «che non si può non rilevare con rammarico, ancora una volta, il lungo periodo trascorso dal terremoto dell’autunno 2016, durante il quale la burocrazia e i ritardi nelle procedure non hanno permesso di avanzare con sollecitudine in un’operazione così urgente e significativa». Quindi «l’appello» del capo dei vescovi umbri «al Mibact, alla Soprintendenza e al commissario straordinario del governo, Giovanni Legnini, affinché venga favorita in ogni modo possibile la ricostruzione celere delle case e delle chiese e la ripresa delle attività economiche e affinché le popolazioni della Valnerina possano riavere una vita serena e dignitosa».

Campane recuperate Sul recupero delle cinque campane si apprende che sono state liberate in due giorni da circa quattro metri di macerie, composte anche da blocchi di pietra di grandi dimensioni che componevano grosse porzioni del campanile conservatesi intere anche dopo il crollo. Ma intanto la sorpresa che più entusiasma sono le condizioni in cui sono state estratte dai resti della basilica: due sono completamente integre, tra queste il “campanone” da 18 quintali, altre due dovranno essere sottoposte a interventi di restauro, mentre la quinta è andata completamente distrutta. All’appello manca una campana e se sarà trovata in tempi celeri il trasferimento al deposito di Santo Chiodo (Spoleto), cioè l’ospedale delle opere d’arte ferite dal sisma, avverrà con un’unica operazione, mentre se occorrerà più tempo per localizzarla e recuperarla, si procederà con due viaggi distinti, prima le quattro già recuperate più quella distrutta, poi l’ultima non appena rivedrà la luce. L’architetto Vanessa Squadroni e il direttore dei lavori Giuseppe Lacava, insieme alla soprintendente Mencarelli, assicurano comunque il prosieguo dei lavori, con le prossime tappe di messa in sicurezza che interesseranno anche della cripta e la cantierizzazione propedeutica alla ricostruzione. «Far riemergere dalle macerie quattro campane della Basilica è emozionante e ripaga, simbolicamente, di molte fatiche», hanno raccontato Squadroni e Lacava. «Andremo avanti più speditamente possibile» ha invece sottolineato la soprintendente, aggiungndo che «la comunità nursina e l’intero paese hanno bisogno di segnali importanti di ripresa e passare quanto prima alla fase di progettazione della ricostruzione della Basilica».

In 14 in lizza per il progetto di ricostruzione In queste ore, infine, è scaduta la gara per progettare gli interventi di ricostruzione di San Benedetto che, in base al documento di indirizzo, dovranno essere «colti e consapevoli del complesso caso» architettonico: in base a quanto appreso da Invitalia sono 14 le offerte tecniche ed economiche arrivate. La gara pubblicata a fine aprile e poi prorogata a causa del Covid 19 vale oltre 550 mila euro e concede ai professionisti che la vinceranno al massimo 100 giorni per la redazione della documentazione definitiva e altri 80 per quella esecutiva, nel mezzo i tempi di rito assicurati ai tecnici per adeguarsi alle eventuali prescrizioni che tra i due step di progettazione potranno essere indicate dagli enti coinvolti, Soprintendenza in testa. Sempre in base al documento di indirizzo allegato al bando, infine, si prevede di indire la gara dei lavori veri e propri entro un anno dall’aggiudicazione del servizio di progettazione. Il valore dei lavori per ricostruire San Benedetto, però, è al momento un’incognita.

Iniezione di fiducia «Ogni volta che viene riportato alla luce un nostro bene è sempre un momento emozionante ed oggi abbiamo il cuore pieno di gioia nell’apprendere del recupero delle campane della Basilica di San Benedetto. Sapere che addirittura il campanone è intatto, ci lascia sbalorditi e al contempo ci da un grande segnale di speranza. La Basilica è divenuta il simbolo del sisma 2016 e l’avvio della sua ricostruzione rappresenta la vera ripartenza del nostro territorio» commenta così l’assessore alla cultura Giuseppina Perla. «Proprio oggi sono scaduti i termini per la gara di affidamento della progettazione: sono forti iniezioni di fiducia – ha concluso – per proseguire l’azione di ricostruzione della nostra città e dei nostri beni culturali a cui stiamo lavorando incessantemente al fine di poterne velocizzare il più possibile il recupero».

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