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sabato 24 ottobre - Aggiornato alle 11:52

La denuncia: «Ritardi su vaccini antinfluenzali e tamponi rapidi». Coletto: «Per over 65 già distribuiti»

Doppia interrogazione in Regione: «Non avviene in altre regioni che si sono approvvigionate in tempo». L’assessore: «Per il pediatrico seimila dosi»

Vaccinazione

di Maurizio Troccoli

Se all’ospedale di Perugia è partita la campagna di vaccinazione antinfluenzale rivolta al personale sanitario, in Umbria viene denunciato un «grave ritardo» per quelli destinati alla popolazione, a partire dai più vulnerabili. La denuncia arriva dalla vicepresidente in consiglio regionale, la consigliera di opposizione Simona Meloni e dal consigliere regionale Andrea Fora. Ma a questa denuncia sui vaccini, se ne aggiunge un’altra che riguarda i tamponi rapidi. Anche in questo caso, «mancanza di reperimento, acquisto e distribuzione». Con il rischio – viene detto – di prolungare quarantene e autoisolamenti, determinando mancanze di personale in vari settori lavorativi. Per entrambi le questioni l’Umbria si prepara a una doppia interrogazione in Regione, a cui la presidente Tesi è chiamata a dare chiarimenti.

Vaccini antinfluenzali La regione ci «chiarisca le ragioni della carenza di dosi vaccinali e spieghi quali azioni intende intraprendere per assicurare un’esauriente copertura vaccinale», scrive Meloni in una nota. E’ noto ai più che, in tempo di pandemia, il vaccino antinfluenzale serve alla diagnosi differenziale. Significa evitare di confondere i sintomi dell’influenza (riducendoli con il vaccino), con quelli del covid, in modo da non affollare i pronto soccorsi e generare focolai come nella prima ondata. Meloni denuncia carenza anche per la fascia 6 mesi – 6 anni (oltre che soggetti a rischio anche serbatoio d’infezione), per i quali «le dosi vaccinali presenti nel territorio regionale non riuscirebbero a coprire nemmeno un terzo delle 20 mila dosi necessarie per soddisfare questa fascia di età», che dovrebbero essere gratuite grazie a un accordo tra Regione e pediatri. Citando i dati Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze), Meloni denuncia che l’Umbria è in «carenza strutturale tale da non riuscire a coprire nemmeno il 75 percento delle categorie a rischio e questo perché non è stata prevista, con anticipo, la necessità di aumentare le scorte per la popolazione non a rischio. L’Umbria quindi non rientra tra le 12 Regioni che invece si sono mosse per tempo».

I tempi «Le Asl, a detta dell’assessore Luca Coletto – è quanto riporta il consigliere Fora in una nota – hanno acquistato il 50 per cento in più di vaccini rispetto allo scorso anno, con l’obiettivo di sottoporre a vaccinazione almeno il 75 per cento della popolazione a rischio. Però, nonostante le rassicurazione dell’assessore, giungono diverse segnalazioni che al momento in alcune zone della regione solo la settimana scorsa sarebbero giunte dosi di vaccini destinate agli over 65. In altre zone sarebbero in corso di distribuzione solo in questa settimana e in altre ancora si stanno distribuendo. Ma al momento non ci sarebbero i quantitativi necessari e si sta registrando un ritardo complessivo nella consegna dei vaccini».

Tamponi rapidi Dello stesso tono le preoccupazioni sui tamponi rapidi. Questa volta l’interrogazione arriva dalla consigliera regionale Donatella Porzi che chiede «quando la Giunta regionale intende colmare i gravi ritardi circa il reperimento, l’acquisto e la distribuzione dei tamponi rapidi ai medici di base e ai pediatri per consentire, al fine della prevenzione, un maggiore e capillare controllo di tutta la popolazione scolastica».  Aggiunge che «ci sono Regioni come il Veneto o il Lazio, che hanno provveduto autonomamente. Non l’Umbria, che in questo caso, dopo anni ai vertici della sanità, è relegata tra quelle meno organizzate e meno attive nel controllo della popolazione scolastica, dei docenti e del personale Ata. Non è più credibile – rileva la consigliera Dem – la scusa che la Regione deve aspettare le decisioni del Governo. I tamponi rapidi sarebbero utili anche in altri settori produttivi dove spesso si è obbligati a privarsi di lavoratori specializzati obbligati all’isolamento domiciliare fiduciario in attesa del doppio tampone negativo. Questo produce un ulteriore danno economico alle aziende che, con enormi sforzi, stanno cercando di risollevarsi».

All’ospedale Intanto per il personale sanitario dell’ospedale perugino è disponibile il vaccino antinfluenzale. I dipendenti si possono recare nell’ambulatorio n. 25 della piastra dei servizi, dal lunedì al giovedì dalle ore 13.30 alle 16.30; in alternativa usufruendo del servizio dell’equipe infermieristica itinerante che tutti i giorni si recherà nelle strutture di degenze e negli ambulatori dalle 10.30 alle 13.30. Nella fase iniziale verrà data priorità agli operatori sanitari impegnati nell’assistenza diretta e, a seguire, a tutte le figure professionali.

Coletto Dopo le interrogazioni nella serata di mercoledì a intervenire è Coletto: «La vaccinazione antinfluenzale – spiega – è già stata avviata e proseguirà secondo il programma stabilito». Secondo l’assessore il vaccino per gli over 65 è stato già distribuito ai medici di medicina generale che stanno già vaccinando i pazienti interessati. Per quanto riguarda il vaccino tetravalente utilizzabile dai 3 ai 64 anni, destinato alle categorie a rischio per patologie o condizioni di lavoro, «sono state consegnate le dosi della prima tranche ai medici di medicina generale», mentre per quanto riguarda la seconda «sarà distribuita non appena disponibile, presumibilmente entro dicembre». Per il pediatrico invece (da 6 mesi a 3 anni) «sono disponibili seimila dosi utili a coprire con i due richiami tremila bambini, dando priorità a quelli a rischio». «I tempi di somministrazione presso gli studi medici – assicura l’assessore – sono gli stessi sia per i medici di medicina generale, sia per i pediatri di libera scelta che, in base ai vaccini disponibili, chiameranno i loro assistiti».

 

 

 

 

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