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giovedì 22 ottobre - Aggiornato alle 02:38

Rifiuti, ok dei sindaci alle ‘nuove’ bollette: cosa cambia zona per zona. «Svolta importante»

L’Assemblea dell’Auri vara 3 Piani economico-finanziari su 4: costi in aumento da un minimo dell’1,2% a un massimo del 6,6%

Un bollettino Tari

di Daniele Bovi

Dal minimo al massimo, a seconda delle diverse zone della regione. Mercoledì mattina l’assemblea dei sindaci dell’Auri (l’Autorità unica regionale per i rifiuti e l’idrico) dopo un percorso durato mesi ha dato il via libera a tre Pef di altrettanti Sub ambiti, i Piani economico-finanziari sulla base dei quali vengono calcolate le bollette dei rifiuti recapitate a cittadini e imprese. L’unico rinvio è arrivato per il Sub ambito 4, quello del Ternano, dove i sindaci si sono dati un mese in più di tempo per risolvere delle vecchie pendenze (da alcuni milioni di euro) con i gestori del servizio. Per il resto, approvazioni all’unanimità o quasi.

Mesi di lavoro A tenere impegnati tecnici, amministrazioni e società del settore è stato il nuovo metodo di calcolo varato mesi fa dall’Arera (l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente), servito per parametrare i nuovi Pef (Auri ha analizzato quelli di tutti e 92 i Comuni umbri, oltre ai bilanci delle dieci società che operano nella regione). Le nuove regole fissano i corrispettivi Tari da applicare agli utenti nel 2020-2021, i criteri per i costi riconosciuti nel biennio 2018-2019 e alcuni obblighi di comunicazione. Obbiettivo delle nuove direttive, spiegava Arera mesi fa, è quello di «incentivare il miglioramento dei servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, omogeneizzare le condizioni nel paese, garantire trasparenza delle informazioni agli utenti».

DIFFERENZIATA, I DATI COMUNE PER COMUNE

Il nuovo metodo «Un quadro di regole comune, certo e condiviso» per un settore che, in Umbria come nel resto d’Italia, parte da situazioni molto differenti. Quattro, in particolare, le fasi regolate dal nuovo metodo: spazzamento e lavaggio strade, raccolta e trasporto, trattamento e recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti urbani, gestione tariffe e rapporti con gli utenti. A regime le variazioni tariffarie potranno essere giustificate solo se il servizio viene effettivamente migliorato o integrato: insomma, il legame tra costo e qualità del servizio deve essere stretto. Con il nuovo metodo quindi la Tari si baserà solo sui costi realmente sostenuti, dettagliati e verificabili. La prima cosa da chiarire a proposito dei numeri approvati lunedì è che si parla di costi effettivi del servizio, che però non sono parametri lineari: a contare è il costo per abitante, e dunque gli aumenti in bolletta saranno più bassi rispetto a quelli varati mercoledì.

RIFIUTI, IL COMITATO SCIENTIFICO E IL NODO CSS

Cosa cambia Il nuovo metodo secondo le previsioni dovrebbe riportare in equilibrio i conti nel giro di due anni (tanto che chi varerà aumenti potrebbe vedere una riduzione già nel 2022): nel Sub ambito 1 (quello essenzialmente dell’Alto Tevere) l’aumento sarà del 3,2%, poco più dell’1,2-1,7% relativo all’inflazione. Nell’area del Perugino e del Trasimeno i cosiddetti «costi efficienti» (in pratica i costi realmente sostenuti) sono più alti in media del 7-8%, il che si traduce in aumento per Assisi dell’1,2%, per Perugia del 4,25% (a dicembre arriverà la quarta e ultima rata, a conguaglio), per Todi del 6,6% (il massimo previsto, con il Comune che ha deciso di anticipare alcuni costi relativi al 2019), per Torgiano del 5,17%, per Magione del 5,8% (ma nell’ultimo biennio non c’erano stati incrementi), per Marsciano del 6,6% e per Bastia del 2,42%. Nel Sub ambito 3 (quello del Folignate-Spoletino e Valnerina) gli aumenti sono del 4,4% in realtà come Foligno, Cascia, Montefalco, Norcia, Nocera e Trevi, mentre Spoleto si attesta al 4,7%. Nel 4, ossia l’area del Ternano, l’incremento è quello minimo dell’1,2%. Eventuali conguagli, in aumento o in diminuzione, saranno verificati quando si andrà a calcolare la tariffa per il 2022.

Ruggiano Antonino Ruggiano, sindaco di Todi e dal luglio 2019 presidente di Auri, parla di «svolta importante. Abbiamo messo in piedi un meccanismo – dice a Umbria24 – che ci fa guardare al futuro con più serenità. Oggi tra i sindaci c’era un clima tranquillo e di grande collaborazione, mentre l’anno scorso discutevamo in assemblea di aumenti intorno al 10-15%; ora le cose sono cambiate». Ruggiano si riferisce al lavoro sull’impiantistica, che ha permesso di non ‘esportare’ più alcune tipologie di rifiuti fuori dall’Umbria (con il conseguente aumento dei costi), e a quello «impegnativo degli ultimi mesi» sulla delibera di Arera. «Si tratta di un punto di partenza – continua – e di un grosso scoglio superato; vedremo se sarà un metodo valido per i prossimi 10-20 anni e quali indicazioni arriveranno anche dalla Regione, specialmente riguardo alla chiusura del ciclo; non possiamo più portare i rifiuti in discarica, rischiamo una bomba ecologica». Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre toccherà alle tariffe dell’idrico, ma quella sarà una partita molto più semplice.

Twitter @DanieleBovi

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