martedì 19 marzo - Aggiornato alle 12:04

Rifiuti, la discarica di Borgogiglione riapre il 14 ma rimane alta la tensione su tariffe ed extracosti

Mercoledì tavolo con aziende, sindaci, Regione ed Auri: un metodo di confronto che dopo il caos diverrà permanente

La discarica di Borgogiglione (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Clima costruttivo, una stretta di mano e una notizia importante: l’area sommitale della discarica di Borgogiglione, in grado di ospitare fino a un massimo di 47.500 metri cubi di rifiuti, riaprirà lunedì 14, una settimana prima dell’”ultimatum” messo nero su bianco nella delibera di Auri di fine anno. Mercoledì mattina a Ponte San Giovanni nella sede di Auri, l’Autorità regionale per i rifiuti e l’idrico, si sono messi intorno a un tavolo tutti gli attori coinvolti a vario titolo nella gestione dei rifiuti in Umbria: dalle aziende (Gesenu, Vus, Gest, Tsa, Acea e Sogepu) ai dirigenti della Regione fino all’intero direttivo di Auri.

Clima sereno Più d’uno è pronto a giurare che il clima, dopo il caos dei giorni scorsi, è stato sereno e costruttivo tanto che c’è chi segnala pure una stretta di mano tra il vicesindaco di Perugia, Urbano Barelli, e l’assessore Massimo Massetti di Città di Castello; le due città tra le quali negli ultimi giorni la tensione (vedi il caso dei camion bloccati a Belladanza, ma non solo) è stata altissima. L’intero sistema tornerà dunque a respirare a partire da lunedì grazie alla riapertura dell’area sommitale di Borgogiglione (discarica gestita da Tsa), chiesta a gran voce da tutti i partecipanti alla riunione. Altro dossier decisivo che riguarda questo impianto è quello dell’argine di rinforzo, sul quale è stato ribadito di non tergiversare: Tsa ha assicurato che, come fissato nella delibera Auri, il progetto preliminare arriverà venerdì, mentre quello definitivo al massimo entro fine febbraio, anche se poi bisognerà tenere conto dei tempi tecnici di espletamento delle gare.

Le tariffe Aperto, anzi apertissimo, rimane il tema delle tariffe e degli extracosti sostenuti dalle aziende (Gesenu ha presentato al Comune di Perugia una bolletta lievitata, per il 2019, di quasi 4 milioni) per ‘esportare’ per alcuni mesi, fuori regione, parte dei rifiuti prodotti in Umbria. Questo specifico punto sarà affrontato tra qualche giorno: da una parte ci sono aziende come Gesenu e Tsa che, forti anche del pronunciamento del Tar che ha ritenuto più che legittime le loro richieste, hanno sostenuto dei costi; dall’altra i tanti Comuni che, a cinque mesi dal voto, non hanno alcuna intenzione di scaricare questo problema sulle bollette pagate dai cittadini.

Il metodo Al di là dei singoli dossier c’è però un tema di fondo che riguarda il modo di affrontare – possibilmente senza guerre, ripicche o lettere infuocate – i problemi e le emergenze che di volta in volta si parano davanti. Ecco allora la decisione di rendere permanente questo tavolo allargato, da riunire probabilmente una volta al mese. Diversi, a seconda delle differenti parti in causa, i ‘compiti a casa’ assegnati a tutti: se il 2019 dovrà essere l’anno in cui affrontare sfide come la specializzazione impiantistica e il Piano d’ambito, la Regione dovrà portare avanti celermente le pratiche che riguardano gli impianti, l’Auri completare il lavoro sui flussi e la programmazione e i gestori impegnarsi per dare vita a un dialogo efficace e, dove necessario, rinnovare l’impiantistica. Nei prossimi mesi si capirà chi avrà fatto i compiti e chi no.

Twitter @DanieleBovi

I commenti sono chiusi.