lunedì 18 dicembre - Aggiornato alle 19:44

Rifiuti, Hera stoppa i camion con l’umido in arrivo dall’Umbria: caccia a soluzione alternativa

Stando a quanto trapelato gli impianti in Romagna starebbero lavorando al massimo. Giornata di telefonate e riunioni

Il logo del Gruppo Hera

di Daniele Bovi

Il quantitativo non è enorme, ma è stato sufficiente per surriscaldare le linee telefoniche tra Comune di Perugia, Gesenu e Regione, Auri e Tsa. Nel pieno weekend di Ferragosto Hera, ovvero l’azienda che dopo lo stop dell’impianto Pietramelina, fermo ormai da dicembre da mesi, accoglie la frazione umida prodotta nei 24 comuni dell’Ati 2 (in sostanza l’area del Perugino e del Trasimeno), non riceve più i camion in arrivo dall’Umbria o quantomeno lo starebbe facendo in modo non regolare. Il motivo secondo indiscrezioni sarebbe questo: gli impianti dell’azienda che si trovano in Romagna stanno lavorando al massimo dato anche il notevole afflusso di turisti che in questi giorni si godono sole e mare lungo la riviera. Risultato, le porte per la frazione umida umbra si stanno chiudendo e va trovata, in fretta, una soluzione. Arrivato il messaggio è scattato l’allarme rosso con una serie di telefonate e riunioni che si sono susseguite per tutta la giornata di sabato.

MAXI GARA DA 300 MILIONI, CANTONE STOPPA GESENU

Allarme rosso . Di sicuro il periodo festivo non è quello migliore per studiare un’alternativa che ancora, nella serata di venerdì, non era stata trovata. Altrettanto certo è che non si tratta di quantitativi particolarmente rilevanti: complessivamente si parla di tre o quattro tir al giorno che però da qualche parte la frazione umida prodotta nei 24 comuni la devono portare. Il problema, come accennato, è stato causato dallo stop imposto dalla Regione a Pietramelina a dicembre, in seguito alle inchieste che hanno coinvolto Gesenu e al fatto che, come certificato da Arpa e Forestale, venivano prodotti troppi scarti. Da molte settimane il management di Gesenu ha spiegato che i lavori di ammodernamento dell’impianto di compostaggio sono terminati ma che, per far ripartire la macchina, serve il via libera da parte della Regione e dell’Arpa, in quest’ultimo caso arrivato. Senza questi via libera i camion dovranno continuare a viaggiare altrove.

L’AMMODERNAMENTO DI PIETRAMELINA

La storia Nella sua diffida, scritta dopo i controlli di Arpa e Forestale fatti ad agosto 2016, la Regione a ottobre sottolineava i problemi relativi agli scarti e la necessità di adeguare la struttura. Autorizzato nel 2008, l’impianto di Pietramelina era stato oggetto nel gennaio 2015 di alcune prescrizioni da parte della Provincia, che l’ente aveva comunicato a Gesenu: al massimo 48 mila tonnellate di Fou trattabile e 30 per cento di scarti prima della fine del 2015, mentre dopo agosto 2016 vengono certificate punte anche del 68 per cento. Un impianto che, a causa dell’interdittiva (revocata alcune settimane fa) non ha potuto godere di 2,6 milioni di euro stanziati dalla Regione per la riqualificazione. Secondo le stime fatte dalla dirigenza Gesenu l’obiettivo è quello di portare la capacità dell’impianto fino a 70 mila tonnellate.

Twitter @DanieleBovi

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