sabato 16 dicembre - Aggiornato alle 23:32

Rifiuti, accordo con Marche costerà oltre un milione. Regione a Gesenu e Comune: «Subito un piano o niente firma»

Palazzo Donini ufficilizza accordo con Marche vincolando la sottoscrizione alla presentazione degli interventi sugli impianti

L'impianto di Relluce

di Daniele Bovi

L’accordo c’è, con tanto di deliberazione della giunta regionale, ma la firma la presidente della Regione Catiuscia Marini la metterà solo quando Gest-Gesenu e il Comune di Perugia presenteranno, «come promesso», «il cronoprogramma degli investimenti e degli interventi per superare l’attuale situazione di criticità nel flusso dei rifiuti urbani del sub Ambito 2, che riguarda parte della provincia di Perugia». La giunta regionale, dopo quanto filtrato nelle scorse ore, ha ufficializzato mercoledì di aver trovato l’accordo per ‘esportare’ per sei mesi nelle Marche, in particolare nell’impianto di trattamento meccanico biologico di Relluce (Ascoli) della PicenAmbiente, la cosiddetta Forsu, ovvero la frazione organica che rimane dal trattamento dell’indifferenziata. Questa va sottoposta a un procedimento che si chiama biostabilizzazione che prevede, dopo un processo di selezione meccanica che separa rifiuti come ingombranti e inerti, un trattamento della parte umida che rimane in modo da trasformarla in frazione organica stabilizzata.

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L’accordo Lo schema di accordo prevede il ricorso a questa soluzione fino a un massimo di sei mesi con una quantità giornaliera media di 60 tonnellate circa, fino a un massimo di 1.600 ogni mese per un quantitativo complessivo che non dovrebbe superare la soglia delle 10 mila tonnellate. Una volta biostabilizzata, secondo il patto, la frazione organica tornerà in Umbria. Ma quanto costa questa operazione e, soprattutto vista la delicatissima partita degli extracosti, chi pagherà? Durante le trattative andate avanti nel corso delle settimane, l’azienda aveva presentato all’Auri un conto da 155 euro a tonnellata, il che significa che potrebbero esserci altri 1,550 milioni di euro. Una tariffa che non prevedeva però il ritorno in Umbria della frazione stabilizzata, cosa che dovrebbe abbassare un po’ la ‘bolletta’.

Subito un piano Tutto però è vincolato alla presentazione di un piano da parte di Gest-Gesenu e del suo socio pubblico, ovvero il Comune di Perugia. A Palazzo Donini non sono piaciute le polemiche delle settimane scorse e i tentativi di attribuire responsabilità ad altri nei giorni in cui la raccolta dell’indifferenziata è rallentata; e così la Regione è tornata in pressing su Comune e azienda. «Negli incontri propedeutici all’approvazione della bozza di accordo e in particolare in quello conclusivo del 3 novembre scorso – ricorda l’assessore Fernanda Cecchini – la Gest si era infatti impegnata a predisporre, in tempi brevi e comunque prima della firma dell’accordo con la Regione Marche, un documento programmatico che rendesse evidente tutti gli investimenti e interventi per scongiurare il ripetersi di criticità come quella attuale e quindi la necessità di sottoscrivere ulteriori accordi con altre Regioni. Un impegno preso davanti al sindaco di Perugia e ai rappresentanti della Gesenu, gestore operativo dell’impianto di Ponte Rio».

Nessun documento «Gli obiettivi che ci siamo posti – aggiunge – si raggiungono solo se ogni singolo attore compie il suo lavoro e dovere. A tutt’oggi non è stato prodotto da Gest alcun documento, ma siamo fiduciosi che manterrà fede a quanto detto, indispensabile per proseguire in un lavoro di squadra, nel rispetto dei ruoli e degli impegni». Il messaggio è chiarissimo. Quanto alla soluzione marchigiana, secondo Cecchini «consentirà di garantire continuità al servizio di smaltimento dei rifiuti, intervenendo per superare le situazioni di temporanea difficoltà rappresentateci dalla società Gest, dopo aver verificato l’assenza di possibili soluzioni all’interno del territorio regionale».

Twitter @DanieleBovi

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