venerdì 19 luglio - Aggiornato alle 10:02

Ricostruzione, presentati il 14% dei progetti. Decreto: giallo su 350 assunzioni

Stato dell’arte: 1.200 pratiche, quasi la metà in istruttoria. Misure sisma nello Sblocca cantieri: pratiche di danni lievi anche ai Comuni

sdr

di Chia.Fa.

Non supera quota 1.200 pratiche, a fronte di una previsione complessiva che in Umbria dovrebbe valerne 8.500 tra danni lievi e pesanti, ossia circa il 14 per cento. La fotografia della ricostruzione post sisma arriva nelle ore in cui è attesa la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto del governo, che nello Sblocca cantieri ha inglobato anche le nuove norme sul sisma. Al vaglio lo schema del provvedimento Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici da cui sembrano sparite le 350 assunzioni per i Comuni colpiti dal terremoto coi relativi fondi per il 2019 e il 2020, mentre viene concesso ai municipi di gestire direttamente le pratiche di riparazione dei danni lievi privati.

Ricostruzione al 14% Giovedì nel centro regionale di Protezione civile è arrivato il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini, presenti la sua vice e presidente di Regione Catiuscia Marini e i sindaci o gli assessore del cratere del sisma. Qui è stato ribadito che l’Ufficio speciale «stima 4.200 pratiche per la ricostruzione leggera e 4.300 per quella pesante», che fanno il paio con «1.046 di progetti presentati per i danni lievi e 183 per quelli gravi». Di questi, si vede dalla fotografia scattata ieri a Foligno sullo stato dell’arte della ricostruzione di Valnerina e Spoleto, «439 sono stati autorizzati per la ricostruzione in Umbria, 564 sono in fase di istruttoria e 185 quelli ultimati», mentre non supera quota 60 milioni il valore dei cantieri finanziati. Ma in queste ore è al vaglio anche lo schema di decreto legge inviato alla Conferenza delle Regioni. Da palazzo Donini in una nota si spiega che il contenuto sarà ora «oggetto di attenta valutazione da parte, anche se da una prima analisi emergono preoccupazioni rispetto alla questione del rafforzamento del personale degli Uffici speciali per la ricostruzione e delle amministrazioni comunali impegnate nell’istruttoria delle pratiche di autorizzazione alla ricostruzione».

Decreto atteso in Gazzetta Non c’è infatti traccia dello stanziamento di 12 milioni nel 2019 e 14 milioni nel 2020 per le assunzioni di nuovo personale, 350 unità, nei comuni colpiti dal sisma. La misura era prevista nella bozza circolata a marzo e doveva dare una risposta alle richieste degli amministratori locali del cratere, che da tempo chiedono rinforzi per gli uffici. Nei 30 articoli è prevista la proroga dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa fino al 31 dicembre 2019 e si elimina il tetto massimo di questi contratti, che era pari a 350 unità. Dal testo è sparita anche la norma per l’edificazione di “strutture abitative amovibili” nei Comuni dove gli edifici con inagibilità di tipo E sono più del 50 per cento del costruito. Nel provvedimento ci sarebbe anche un’altra novità per i Comuni che, d’intesa con l’Ufficio speciale per la ricostruzione, possono curare l’istruttoria per il rilascio delle concessioni di contributo e di tutti gli adempimenti conseguenti per la ricostruzione privata di edifici con danni di tipo B e C (temporaneamente e parzialmente inagibile). In generale sono previste alcune misure per accelerare gli appalti e la ricostruzione pubblica e privata, attraverso la semplificazione dell’affidamento degli incarichi a ditte e professionisti: possibile tener conto solo del prezzo minore su appalti entro la soglia dei 5,5 milioni di euro, escludendo offerte anomale che ribassano oltre la media; resta a 40 mila euro la soglia per gli affidamenti diretti; e sale da 150 mila a 200 mila euro l’importo massimo per l’assegnazione degli appalti con procedura negoziata con almeno tre ditte.

@chilodice

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