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Ricostruzione post sisma: arriva il piano da 40 milioni per oltre 80 chiese umbre

Pronto da 18 mesi, ordinanza in Corte dei Conti: ci sono anche norme attuative per i lavori delle diocesi fino a 600 mila euro

La Chiesa di Campi la mattina del 27 ottobre 2016 (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

Quaranta milioni per 82 chiese dell’Umbria, dentro e fuori dal cratere del sisma. È il secondo piano dei beni culturali, tutto dedicato agli edifici di culto, pronto dal febbraio 2018 e firmato nei giorni scorsi dal commissario per la ricostruzione Piero Farabollini, dopo che anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si era impegnato il mese scorso coi vescovi delle diocesi terremotate per arrivare alla firma del provvedimento.

Le regole attese dalla Curia Il provvedimento attesissimo dalla Curia del Centro Italia sconquassato dal sisma è ora al vaglio della Corte dei Conti e una volta incassato il via libera sarà pubblicato. Nell’ordinanza non ancora numerata sono contenute anche le norme attuative per la novità introdotta con il decreto Genova dell’ottobre 2018, nella parte in cui prevede la possibilità per le diocesi di far partire i cantieri avvalendosi delle regole stabilite per la ricostruzione privata ma soltanto per lavori fino a 600 mila euro, che sono circa l’80 per cento di quelli inseriti nel secondo piano dei beni culturali in fase di verifica da parte della magistratura contabile. In base a quanto emerge, nell’ordinanza appena firmata è previsto che saranno le diocesi a stabilire per quali interventi sotto soglia procedere in autonomia, ma data la mole è chiaro che non potranno essere la totalità. L’alternativa che risulta segnata nel provvedimento di Farabollini prevede come stazione appaltante alternativa il Mibac o i Comuni.

Piano chiese da 40 milioni L’elenco delle chiese finanziate con l’ordinanza non ancora numerata è quello già approvato da oltre un anno e mezzo dalla Consulta dei beni culturali in cui siedono anche Cei e Mibac. In particolare nel piano da 40 milioni  si contano diciassette chiese nel Comune di Norcia, sia all’interno del borgo che nei centri frazionali, tra cui San Salvatore a Campi e Sant’Agostino vicino alle mura trecentesche. Preci e Cascia, gli altri due comuni umbri più colpiti dai terremoti dell’ottobre 2016, entrano nell’elenco con undici chiese ciascuno, tra cui c’è anche l’abbazia di Sant’Eutizio. Nell’elenco anche le chiese del comune più grande del cratere umbro, ossia Spoleto, che dall’operazione ottiene fondi per ricostruire nove chiese, tra cui San Domenico e Sant’Ansano, nel cuore del centro storico. Fuori dal cratere e pure dalla diocesi di Spoleto-Norcia, invece, si segnala il finanziamento del campanile della basilica di Santa Maria degli Angeli (Assisi), San Bartolomeo a Foligno e Santa Maria Annunziata in Colombella a Perugia.

@chilodice

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