di Chia.Fa.

Via libera a oltre quasi 160 milioni per la ricostruzione delle scuole, delle opere pubbliche, delle case popolari e chiese. La commissaria Paola De Micheli giovedì a Pieve Torina (Macerata) ha firmato i piani predisposti dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria, già anticipati da Umbria24, anche se nel frattempo sono intervenuti alcuni aggiustamenti, con l’uscita dall’elenco degli interventi ammessi ora a contributo dell’ospedale di Cascia (4,5 milioni) e della caserma dei carabinieri (3 milioni), che saranno finanziati, questo si spiega dalla Protezione civile regionale, con ulteriori ordinanze. Intanto «con l’approvazione di oggi – ha detto la presidente Catiuscia Marini – si avvia una fase importante per la ricostruzione pubblica che può contare su una dotazione finanziaria complessiva di 250 milioni e potrà svolgersi parallelamente a quella privata».

PIANO SCUOLE
PIANO OPERE PUBBLICHE
PIANO CASE POPOLARI 

Norcia La vera novità sono le 69 chiese, perlopiù della diocesi terremotata di Spoleto-Norcia, ammesse a contributo con il via libera della commissaria, che ha autorizzato circa 35 milioni di interventi. In particolare a Norcia sono stati finanziati San Salvatore (1,35 milioni) e Sant’Andrea (650 mila euro), mentre nel capoluogo arriveranno i fondi per San Giovanni all’incrocio di via Cappellini (840 mila), Sant’Agostino in via Anicia (560 mila) e San Lorenzo in piazza Carignano (540 mila). Chiese da ricostruire in tutto il territorio frazionale: San Michele Arcangelo a Savelli (682 mila), San Vito ad Agriano (520 mila), Sant’Eutizio a Ocricchio (240 mila), Sant’Antonio a Forsivo (90 mila), San Lorenzo a Ospedaletto (220 mila), San Pietro Apostolo a Popoli (355 mila), Santa Maria a Valcadara (545 mila), Sant’Eutizio ad Aliena (375 mila).

Cascia Lungo anche l’elenco delle chiese da ricostruire a Cascia, molte anche qui frazionali: Sant’Ippolito a Fogliano (670 mila), San Gregorio ad Atri (240 mila), Santo Stefano a Buda (340 mila), San Giorgio dell’omonima frazione (410 mila), Concezione in località la Molinella (465 mila), San Sisto a Onelli (610 mila), San Benedetto nuovo a Cerasola (170 mila), Santa Maria Assunta a Colforcella (285mila), San Felice a Colle di Avendita (400 mila), San Martino a Maltignano (980 mila), Santa Maria Lauretana a Ocosce (530 mila), Madonna della Misericordia a Serviglio (200 mila). Per quanto riguarda Preci, poi, c’è Santa Maria della Pietà (890 mila), Santa Maria della Peschiera (610 mila), San Giovanni Battista a Castelvecchio (650 mila), l’abbazia di Sant’Eutizio (750 mila), San Giovanni di Piedivalle (220 mila), San Martino di Abeto (600 mila), Santissima Annunziata a Poggio di Croce (40 mila), Sacro Cuore a Saccovescio (300 mila), Santa Maria Assunta a Montaglioni 200 mila

Spoleto Scendendo a valle, precisamente nella cittadina più grande del cratere umbro, ossia Spoleto sono state ammesse a finanziamento la il Sacro Cuore (1 milione), Sant’Andrea di Bazzano inferiore (350 mila), San Pietro a Bazzano superiore (350 mila), San Domenico in centro (950 mila), Sant’Ansano in centro (560 mila), San Cristoforo di Poreta (325 mila), San Rocco di Beroide (400 mila), San Rocco di Spoleto (930 mila), Santa Lucia e sacrestia (80 mila), San Giovanni Battista a Protte (160 mila) e San Giuseppe a Camporoppolo (210 mila). Nella vicina Sant’Anatolia di Narco via libera al recupero dell’omonima chiesa del capoluogo (455 mila), a San Pietro di Grotti (440 mila) e San Michele Arcangelo di Gavelli (520 mila).

Scheggino, Vallo, Monteleone e Poggiodomo A Scheggino cantiere previsto per San Michele Arcangelo a Monte San Vito (160 mila), mentre a Vallo di Nera ci sono i fondi per San Giusto di Paterno (255 mila) e San Rocco nel capoluogo (80 mila). A Sellano ok alla ricostruzione di San Sebastiano a Pupaggi (110 mila), di San Silvestro a Villamagina (250 mila), di San Rocco a Casale (110 mila), mentre a Poggiodomo ci sono i fondi per San Bartolomeo (170 mila) e San Nicola a Roccatamburo (200 mila), mentre a Monteleone si interverrà a San Nicola (620 mila), Madonna Addolorata di Ruscio (260 mila) e San Gilberto (375 mila).

Cerreto, Arrone e Ferentillo Via alla ricostruzione delle chiese anche a Cerreto di Spoleto con Santa Maria a Ponte (290 mila), Santa Caterina a Triponzo (435 mila), Santa Maria del Verde a Rocchetta (160 mila) e San Giacomo sempre a Rocchetta (140 mila) e, infine, Santa Maria di Costantinopoli nell’omonima località (850 mila). Passando alla Valnerina ternana, precisamente ad Arrone, i lavori sono stati finanziati per San Valentino a Casteldilago (310 mila), Sant’Antonio a Castiglioni (125mila), mentre Ferentillo entra nel piano della De Micheli con Sant’Antonio Abate a Macenano (120 mila).

Da Foligno ad Assisi Fuori dal cratere beneficiano delle risorse post sisma il campanile della basilica di Santa Maria degli Angeli ad Assisi (1,5 milioni), San Bartolomeo a Foligno (1 milione), Montesanto a Todi (1,1 milioni), San Michele Arcangelo di Stroncone (500 mila), San Filippo e San Giacomo a Montecastello di Vibio (200 mila), cattedrale di Gubbio (1 milione), Madonna del Carmine a Citerna (107 mila), Santa Maria Annunziata in colombella a Perugia (340 mila), San Michele Arcangelo di Giano dell’Umbria (220 mila), San Luca dell’omonima frazione di Montefalco (260 mila) e San Michele Arcangelo a Pomonte di Gualdo Cattaneo (170 mila).

Marini: «Circa 250 mln per ricostruzione pubblica» Nel paese marchigiano terremotato la presidente Marini, che è anche vicecommissario ha evidenziato come ci siano «non solo certezze per le risorse finanziarie, ma anche un quadro normativo definito ed anche più agevole, grazie agli aggiustamenti che sono stati effettuati. La Regione Umbria, inoltre, ha anche pre-adottato il disegno di legge che regolamenterà l’opera di ricostruzione da un punto di vista urbanistico, edilizio e anche per la ripresa dell’economia, in tutta l’area interessata dal terremoto. Legge che contiamo di approvare in Assemblea legislativa entro il mese di marzo, dopo una ampia fase di partecipazione che svolgeremo nelle prossime settimane. Il nostro obiettivo è realizzare una ricostruzione di qualità e sicura, con una tempistica che abbiamo definito e che potremo rispettare grazie proprio a queste certezze».

@chilodice

 

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