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lunedì 16 maggio - Aggiornato alle 19:11

Ricostruzione di Castelluccio, primo decreto nelle mani di tre fratelli: «Finalmente torneremo qui»

Venerdì nel borgo distrutto la cerimonia di consegna. Tesei e Alemanno: «Bisognerà fare presto e bene». Ecco come sarà ricostruito il paese

Un momento della cerimonia

Si chiamano Emilio, Aldo e Guido i fratelli della famiglia Marsili ai quali, venerdì, è stato consegnato il primo decreto con il quale parte ufficialmente la ricostruzione privata a Castelluccio di Norcia, uno dei borghi simbolo del terremoto di ottobre 2016. La consegna è avvenuta nel corso di una cerimonia alla quale hanno partecipato la presidente Donatella Tesei, il sindaco di Norcia Nicola Alemanno, Fulvio Soccodato (sub commissario alla ricostruzione), Stefano Nodessi Proietti (direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Umbria) e il presidente della Comunanza agraria di Castelluccio, Roberto Pasqua. I tre fratelli, emozionati, abitano ora a Roma ma in futuro hanno spiegato che torneranno per diversi mesi all’anno nella loro casa di Castelluccio.

VIDEO – VIAGGIO A CASTELLUCCIO. COME SARÀ RICOSTRUITO

Si parte «Finalmente ce l’abbiamo fatta» hanno detto commercianti e residenti del borgo, il cui cuore sarà ricostruito sopra una piattaforma antisismica. «Siete i primi a partire con la ricostruzione – ha detto Tesei – finalmente avete tra le mani qualcosa di concreto per dire all’impresa di iniziare i lavori». Ricostruzione che per la presidente dovrà essere «strategica, prioritaria e urgente». «Questo borgo – ha aggiunto – avrà un futuro straordinario perché è una parte della nostra regione bella e attrattiva. Già conosciuto in tutto il mondo, credo che così Castelluccio continuerà a esserlo e sarà attrattore importante non solo per la comunità nursina e della Valnerina ma per tutta la regione». «Bisogna fare presto e bene» ha detto invece Alemanno, secondo il quale «la ricostruzione anche a Castelluccio è ormai definitivamente partita».

IL BANDO PER LA PROGETTAZIONE

Il bando Nel pomeriggio a Norcia è stato poi presentato il bando per la progettazione dell’isolamento sismico di Castelluccio. I tecnici interessati avranno tempo fino al 3 giugno per farsi avanti, con tempi di affidamento previsti tra la fine di agosto e l’inizio di settembre; poi partiranno i lavori che, salvo complicazioni, dovrebbero concludersi entro il 2026. «Un progetto straordinario, innovativo – ha detto Tesei – redatto in collaborazione con l’Università di Perugia che farà parlare di Castelluccio nel mondo». Come sottolineato da Soccodato, «a Castelluccio non viene sperimentato niente. Gli isolatori sismici vengono già utilizzati per i grattacieli e i ponti, così come le piastre. Il carattere innovativo – ha detto – sta nel fatto che queste tecnologie verranno applicate a un intervento unitario per un borgo antico e questa ricostruzione deve tutelarne gli aspetti storici, identitari e culturali. Una ricostruzione che si basa su tre pilastri: velocità, qualità e sicurezza. Ricostruire sì il borgo nella sua identità, ma più sicuro».

I numeri Per la ricostruzione del borgo serviranno circa 50 milioni di euro, dei quali 15,8 per le opere primarie e 31 per la riedificazione complessiva, che interessa una quarantina di edifici suddivisi in 17 agglomerati per circa 144 unità immobiliari, oltre ovviamente due chiese (Santa Maria Assunta e l’Oratorio del Santissimo Sacramento) e tutte le opere pubbliche primarie, terrazzamenti, sottoservizi e strade. Nel dettaglio, a Castelluccio sarà utilizzata la tecnica della Ground isolation, che prevede la costruzione di una piattaforma gradonata di grande sviluppo superficiale, sismicamente isolata rispetto al sottostante terreno mediante isolatori sismici, sulla quale verranno realizzate le costruzioni sulla base di quanto previsto nel piano attuativo. Complessivamente, si parla di un perimetro di 350 metri, di un’area di 6.400 metri quadri e di un dislivello di 24 metri.

Un modello «Ricostruire con tecniche tradizionali – ha spiegato Nodessi – non era più pensabile, con gli isolatori sismici siamo così al riparo per il futuro con caratteristiche di durabilità a centinaia di anni». Castelluccio diventerà quindi un punto di riferimento per tutta la comunità scientifica in materia di ricostruzione post sismica.

Il Digipass In mattinata inoltre è stato inaugurato lo spazio Digipass, che si trova nel centro di valorizzazione di Via Solferino, subito dietro piazza San Benedetto. Lo spazio è attrezzato con «le più moderne tecnologie informatiche e con allestimenti all’avanguardia» e, come spiegato dall’assessore allo Sviluppo economico Michele Fioroni, rappresenta anche «un segno di speranza. Un’area lontana, interna, segnata da eventi drammatici – ha detto – trova nel digitale un elemento di aggregazione dei giovani che possano trovare un motivo per rimanere costruire un futuro lavorativo, valorizzare il territorio anche tramite nuove professioni nel settore della grafica, promozione turistica digitale. Anche i bit sono i mattoni di una ricostruzione del tessuto sociale, di una comunità lacerata».

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