venerdì 9 dicembre - Aggiornato alle 18:11

Regia umbra per l’indagine archeologica con drone marino nelle acque di Marsala

Lo stagnone di Marsala

C’è curiosamente la regia di due realtà umbre, una di Terni e l’altra di Perugia, al centro della campagna di survey strumentale avviata giovedì con l’utilizzo di un drone marino nelle acque dello Stagnone di Marsala (Trapani) dove è in corso una ricognizione completa delle evidenze archeologiche presenti nell’area, dove ricade tra l’altro l’isola di Mozia e il suo insediamento punico.

Eccellenze umbre per indagine marina con drone in Sicilia Nonostante l’Umbria non veda il mare neanche col binocolo, il prototipo Mini Isv Hydrometra 01 è stato realizzato da un’eccellenza nostrana, la Siralab Robotics di Terni ed in queste ore sottoposto a test per la prima volta su richiesta della Soprintendenza del Mare. A collaborare all’indagine col drone marino made in Conca è l’Integreting geologic modeling di Perugia, società spin off dell’Università degli Studi di Perugia fondata nel 2009. A supporto delle operazioni, a cui collabora anche Thesaurus snc, sono presenti uomini e mezzi della sezione operativa navale di Trapani della Guardia di finanza e il nucleo sommozzatori di Palermo. La missione di ricerca è diretta dal soprintendente del mare, Sebastiano Tusa, e coordinata sul posto da Adriana Fresina e Francesca Oliveri dell’unità operativa della Soprintendenza.

 

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