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lunedì 3 agosto - Aggiornato alle 20:05

Ragazzi morti nel sonno, Cgil: «Subito riflessione, non demonizzare metadone»

«Ci sono dipendenze da sostanze lecite ed illecite, non tutti i consumatori sono a conoscenza delle loro conseguenze»

«Le note, tragiche, vicende di Flavio e Gianluca (e delle loro famiglie, alle quali siamo vicine nell’inconsolabile dolore) se non vogliono essere ridotte a mera cronaca, pretendono una riflessione che deve interessare le istituzioni (prefettura, questura, amministrazione regionale, Anci Umbria, aziende sanitarie regionali, l’università, l’ufficio scolastico regionale), le associazioni, siano esse pubbliche o private, le organizzazioni sindacali, che lavorano per contrastare un fenomeno, quello delle dipendenze, piaga annosa della nostra regione (le indagini realizzate dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche nei bienni 2013-2014 e 2017-2018 sono utili a dare un’idea del fenomeno)», è quanto afferma Fp Cgil, in una nota diffusa alla stampa locale.

La nota «Quando accadono tali fatti – continua – esistono dei responsabili diretti che vanno perseguiti ed assicurati alla giustizia, ma non basta, è l’intera società civile che si deve interrogare: è stato fatto tutto il possibile perché non si verificassero? Cosa si può fare perché non si ripetano? Non si può demonizzare il metadone che l’Oms ha incluso nella lista dei farmaci essenziali (la parola deriva dal greco ϕάρμακον, pharmacon, il cui significato, non a caso, può essere tradotto con rimedio, cura, ma anche veleno), né tanto meno pensare che siano responsabili le/gli operatrici/operatori dei SerD che, con dedizione, lavorano nel rispetto delle norme nazionali e regionali e dei protocolli dettati dal ministero della Salute. In una parola, non si può partire dall’ultimo anello della catena». L’indicazione è in direzione diametralmente opposta: «C’è bisogno, invero, di potenziare il servizio dei SerD con personale e strumenti, è indispensabile investire nella Riduzione del Danno (RdD), così come nell’educazione (a partire dalle scuole primarie di primo grado, fino ai posti di lavoro). Si può essere consumatori di sostanze illecite (cannabis, cocaina, eroina, stimolanti, allucinogeni) e lecite (alcol, gioco d’azzardo, tabacco): tutte possono dare dipendenza ed il loro consumo e le modalità di assunzione delle stesse compromettono, anche irrimediabilmente, la salute di donne e uomini. Sembra una banalità, ma non lo è: troppo spesso vengono consumate sostanze (lecite ed illecite) senza una piena consapevolezza degli effetti che queste producono o in modalità irresponsabili. Non possiamo aspettare ulteriore tempo, né possiamo rassegnarci a piangere ulteriori morti, sono già troppi».

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