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venerdì 7 ottobre - Aggiornato alle 04:52

Quintana di Foligno, «soppressa la cavalla ferita». Furia Brambilla: «E’ una vergogna»

Scheggia nel vento

Scheggia nel vento, la cavalla ferita durante le prove della Quintana di Foligno il 17 agosto scorso, sarebbe stata soppressa due giorni dopo. Lo sostiene Italian Horse Protection sul sito animalista www.nelcuore.org. Immediata la reazione di Michela Vittoria Brambilla, ex ministro presidente della Lega Italiana difesa Animali e Ambiente (Leidaa): «Profonda indignazione, accompagnata dalla richiesta di fermare per sempre lo sfruttamento degli animali nelle manifestazioni tradizionali».

Una vergogna «E’ davvero una vergogna – dice Brambilla – che, facendosi scudo del passato, si mantengano in vita manifestazioni che di culturale non hanno proprio nulla. In questo caso – specifica la parlamentare animalista – l’amarezza è duplice. Innanzitutto per aver dovuto constatare che al divertimento degli uomini, in nome di una tradizione crudele e anacronistica, è stato pagato per l’ennesima volta il tributo di una vita animale. Colpisce poi la “segretezza” nella quale è stata avvolta la notizia, evidentemente per il timore di nuove polemiche su una manifestazione che ha già attirato l’attenzione della magistratura per la spietata durezza del trattamento da alcuni riservato ai cavalli durante la preparazione e nelle varie fasi della competizione».

Il processo «C’è da vergognarsi di essere italiani – prosegue la deputata del Pdl – a leggere gli atti del processo, concluso nel settembre 2011 a Perugia, a carico dei fantini, dei veterinari, dei proprietari di scuderie che partecipavano alla Giostra di Foligno. Competizione che nel giugno dello stesso anno era stata funestata dalla morte di una purosangue di sei anni, Estrada, durante le prove, mentre nel 2010 si è dovuto abbattere, per frattura insanabile, un cavallo di quattro anni. Ricordiamo lo squallore delle parole intercettate dagli investigatori (“Fàmole una pera”, “Diamogli un pochetto di benzina”, “Infiltriamo la cavalla”) e l’orrore di queste pratiche».

Vietare l’uso di animali «Anche per questa ragione – continua Brambilla – credo si debba andare ben oltre la “stretta” su palii e fantini, pur meritoria, contenuta nelle misure predisposte fino ad ora dai vari governi e vietare definitivamente, come previsto in uno dei progetti di legge che ho depositato, l’utilizzo e lo sfruttamento degli animali in tutti gli spettacoli, feste e manifestazioni popolari, pubbliche o private». Per quanto riguarda i cavalli, aggiunge l’ex ministro, «è necessario prendere atto dell’evoluzione dei tempi e della sensibilità delle persone, e dichiararli – finalmente! – “animali d’affezione” con tutte le conseguenze del caso, a cominciare dal divieto di macellazione e consumo delle carni equine». Anche queste, conclude l’ex ministro Brambilla, «sono proposte contenute nei progetti di legge che ho firmato e depositato alla Camera».

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