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mercoledì 7 dicembre - Aggiornato alle 17:39

Quattro scosse di terremoto e undici vittime: 25 anni fa il terremoto di Umbria e Marche

Oltre 22 mila evacuati dopo la sequenza sismica che ha danneggiato 33 mila edifici. Momento di ricordo nella basilica di Assisi

Il crollo della volta nella Basilica di Assisi, terremoto '97

Quattro scosse di terremoto, undici vittime, 33 mila edifici danneggiate e 22.604 persone evacuate. Questa la dimensione dell’emergenza che esattamente 25 anni fa, il primo evento sismico è stato quello delle 2.33 del 26 settembre con una magnitudo di 5,8, ha colpito Umbria e Marche, provocando 8 miliardi di danni. A quel primo terremoto, che ha svegliato nel cuore della notte due regioni, ne sono seguiti altri tre: la terrà ha tremato ancora il 26 settembre alle 11.42 con magnitudo 6,1 e di nuovo il 14 ottobre con 5,5 e infine il 26 marzo del 1998 con 5,2.

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Venticinque anni fa il terremoto di Umbria e Marche Tra i comuni umbri più colpiti Foligno, Spello, Valtopina, Nocera Umbra, Gualdo Tadino, Sellano e Trevi, oltre naturalmente ad Assisi. Qui la seconda scossa di terremoto ha provocato il crollo di parte degli affreschi e delle volte della Basilica superiore di San Francesco, causando la morte di quattro persone, due tecnici della Soprintendenza e due frati. Ed è proprio qui che, a 25 anni dal terremoto, oggi i frati del Sacro Convento di Assisi nella Santa Messa faranno memoria delle vittime e delle famiglie colpite da quel drammatico avvenimento.

Momento di ricordo nella basilica di Assisi Alle 18, infatti, nella chiesa superiore della Basilica di San Francesco, si terrà la celebrazione eucaristica presieduta da fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, alla presenza tra gli altri dei familiari delle vittime del sisma del ‘97, del ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini, del commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016, Giovanni Legnini, e dei rappresentati istituzionali regionali e comunali. Quello odierno «vuole essere – è scritto in una nota dei frati – un momento di ricordo, ma anche di speranza, per un Paese che cerca in ogni modo di rinascere in questi tempi delicati e difficili».

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