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martedì 17 maggio - Aggiornato alle 03:23

Quattordicimila domande e dati mancanti: migliaia di famiglie attendono da mesi il bonus centri estivi

La misura era stata varata a luglio dalla giunta regionale. Sviluppumbria ha chiesto ulteriori integrazioni. Graduatoria attesa a febbraio

-© Centro estivo Kidsbit- Riproduzione Riservata-

di Daniele Bovi

Dovranno attendere con tutta probabilità almeno un altro mese le circa 14 mila famiglie che, nei mesi scorsi, hanno presentato domanda alla Regione per ottenere il bonus relativo ai centri estivi. Il bando è stato approvato a luglio dalla giunta, che ha stanziato per la misura quasi tre milioni di euro provenienti dalla riprogrammazione dei Fondi UE. Il bonus prevedeva fino a 70 euro di rimborso a settimana per ogni figlio che ha frequentato un centro estivo, le cui attività sono potute ripartire il 15 giugno.

Il bonus In particolare, 70 euro per un massimo di 11 settimane per i bambini nati dopo il 31 dicembre 2017 e 50 per quelli nati tra il 2005 e il 2017. Il bando non prevedeva alcuna soglia reddituale e, dopo la proroga, il 30 settembre sono scaduti i termini per l’invio delle domande, che potevano essere presentate attraverso i centri estivi (ai quali per questo motivo può essere riconosciuto fino al 10 per cento dell’importo approvato). Dopo una prima valutazione preliminare, le domande dovevano essere vagliate dagli uffici della Regione per stilare la graduatoria, da costruire su alcuni criteri; punteggi maggiori sono ad esempio previsti in caso di disabilità di un bambino o quando tutti e due i genitori lavorano.

La procedura Nelle caselle email della Regione sono arrivate ben 14 mila domande, tanto che Palazzo Donini è dovuta ricorrere all’aiuto di Sviluppumbria per la gestione delle pratiche. Sul sito della partecipata è stato pubblicato un aggiornamento con cui si avvisa che la Regione «ha richiesto integrazioni documentali ai soggetti richiedenti il contributo. Questa ultima fase dell’iter istruttorio – è scritto – dovrebbe concludersi nei primi giorni di febbraio 2022. Successivamente la Regione predisporrà la graduatoria di merito che verrà pubblicata sui portali della Regione e di Sviluppumbria».

Dati mancanti Diversi i dati che andavano indicati nella domanda, da quelli anagrafici all’Iban fino a condizione lavorativa, contatti, numero di settimane di frequenza e così via. In molti casi però diversi campi sono rimasti vuoti (in molte occasioni ad esempio mancava l’Iban) e così sono partite le richieste di integrazione. Quanto ai pagamenti, dovrebbero arrivare probabilmente tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, con l’obiettivo – anche politico – di non lasciare nessuno a secco.

Troppi sei mesi A commentare la vicenda è Sara Reho del Gruppo giovani-Popolo della famiglia. Il partito parla di una misura utile ma anche della necessità di un «cambio di strategia»: «A oggi – dice – le migliaia di famiglie che hanno presentato richiesta di accesso al contributo, non hanno ancora visto neanche un centesimo. Hanno, dunque, usufruito del servizio immaginando che avrebbero potuto contare su questa forma di “ristoro”, restando però con in mano un pugno di mosche. Certo, gestire una tale mole di domande potrebbe non essere affatto semplice o agevole. Ma sei mesi di attesa per avere la graduatoria appaiono – sinceramente – eccessivi». Per il futuro il suggerimento è quello di individuare prima una platea fornendo dei voucher.

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