martedì 17 luglio - Aggiornato alle 13:58

Pronto il quarto Centro Caritas per i terremotati, Boccardo: «Sia la casa di tutti»

A Madonna di Costantinopoli (Cerreto) la struttura da 400 mila finanziata dai fedeli austriaci

Il centro di comunità organizzato in zona Madonna di Costantinopoli (Cerreto)

«Sia la casa di tutti, dove ci si incontra per condividere gioie e fatiche, dove ci si accoglie e ci si perdona a vicenda». Così il vescovo Renato Boccardo, che è anche presidente della Conferenza episcopale umbra, domenica a Madonna di Costantinopoli (Cerreto di Spoleto) dove è stato consegnato ai residenti della zona del Contado il Centro di comunità post sisma costruito dalla Caritas, dopo gli altri tre analoghi consegnati a Norcia, Cascia e nella frazione di Avendita. Alla cerimonia anche il sindaco Luciano Campana, che ha ringraziato la comunità locale per non aver abbandonato la montagna.

Quarto centro Caritas post sisma Con circa 400 mila euro arrivati dalla Caritas austriaca è stata costruita la quarta struttura socio-pastorale del cratere dell’Umbria che, come le altre, è caratterizzata da ampi saloni multifunzionali, accessibili a tutti, rappresentando luoghi di unione e promozione delle attività sociali, culturali, pastorali e ricreative: «Questa struttura – ha detto nell’omelia il vescovo Boccardo – vuole essere un piccolo segno di speranza per dire che si può ripartire, che il lavorare in rete facilita il disbrigo degli atti burocratici che allontanano la ricostruzione vera e propria».

Omelia del vescovo Boccardo Quindi le parole sul dramma dei migranti e l’invito all’accoglienza di chi è nel bisogno: «La presenza di Cristo non ci lascia indifferenti. Se abbiamo un poco di attenzione alle sue parole nasce una reazione. Per riconoscerlo è necessario tendere l’orecchio, aguzzare gli occhi, consapevoli che la vita cristiana è impegno quotidiano a fare il bene ed accogliere l’altro come un amico anche se proviene dall’altra parte del mare. Allora – ha proseguito Boccardo – questa inaugurazione è l’occasione per ripensare la nostra identità cristiana e chiederci, tra l’altro: come so accogliere il Signore? Quanto so riconoscere nel vicino un fratello che è nel bisogno? Siamo qui riuniti in preghiera per attingere dal Signore quella forza necessaria per costruire un tessuto sociale dove ciascuno si senta a casa».

Da ottobre 2016 senza una chiesa Intanto una casa l’hanno trovata i fedeli della zona del Contado di Cerreto, dove sorge la Madonna di Costantinopoli, gravemente danneggiata dal sisma. In questo senso il parroco padre Jose Mecheril ha ricordato come dai terremoti dell’ottobre 2016 la comunità non ha più avuto un luogo in cui celebrare la messa: «Abbiamo sperato nel Signore – ha detto – e chiesto al nostro vescovo una struttura dove pregare e crescere insieme come comunità. E oggi siamo felicissimi di accogliervi tutti con gioia». Tra le montagne della Valnerina anche un rappresentante della Federazione nazionale degli spedizionieri internazionali che ha finanziato l’acquisto della cucina, la delegazione dell’associazione Sentieri di Pace di Osteria Grande (Bologna) che ha donato alcuni arredi; mentre le suppellettili liturgiche, compreso l’altare, sono state donate dall’Istituto Suore di San Giuseppe e provengono dalla Casa madre di Susa (Torino), oltre naturalmente all’avvocato Giorgio Pallucco direttore della Caritas e al sindaco Campana«orgoglioso degli abitanti del “Contado” che nel silenzio hanno dato prova di un grande attaccamento al territorio».

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