martedì 26 settembre - Aggiornato alle 14:52

Primo giorno di scuola per 40 piccoli pazienti dell’oncoematologia pediatrica

Perugia, Franco Chianelli: ‘Studio e terapia non sono in contrasto’

Dopo l’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico al Residence «Daniele Chianelli», presenti istituzioni, insegnanti e personale medico, quello di giovedì è stato il primo giorno di scuola per i 40 piccoli pazienti attualmente in cura presso la struttura complessa di oncoematologia pediatrica. La scuola nell’ospedale Santa Maria della Misericordia è attiva da 27 anni e, come ha ricordato il presidente del Comitato, Franco Chianelli, è tra le più longeve: «La seconda in Italia. Abbiamo sempre creduto – ha detto – che studio e terapia non fossero in contrasto tra loro, anzi, nel tempo è stato dimostrato che la scuola aiuta i pazienti non solo in termini di continuità didattica, dando loro modo, mentre affrontano una malattia lunga e difficile, di mantenere contatti con l’esterno, ma è anche utile per allentare lo stress legato alle terapie».

La testimonianza dell’insegnante Fin dall’inizio dell’attività, la scuola in ospedale «I coniglietti bianchi» si avvale di insegnanti del V circolo didattico e adotta metodi di insegnamento innovativi e all’avanguardia per offrire a studenti speciali lezioni che si potrebbero definire su misura, tenuto anche conto dei diversi paesi di provenienza. L’insegnante Melania Scarabottini svolge ininterrottamente da 27 anni la sua attività nella scuola dell’ospedale: «Con il passare degli anni – spiega la maestra – è aumentata in modo significativo l’attività assistenziale della struttura ospedaliera è così il numero degli scolari è raddoppiato e a volte triplicato. Quello di Perugia è considerato centro di eccellenza internazionale ed anche in virtù della convenzione tra ministero della salute e governo venezuelano negli ultimi tempi il Residence Chianelli ha ospitato centinaia di bambini e ragazzi dell’America del sud, che al pari degli alunni italiani hanno conseguito diplomi di scuole elementari medie e superiori. Nel tempo avrei potuto chiedere un trasferimento in una altra sede, è immaginabile che qui in ospedale una maestra deve occuparsi e preoccuparsi anche delle terapie cui i ragazzi si sottopongono anche durante gli orari di scuola, ma ho voluto proseguire perché la fatica viene ampiamente ripagata da una doppia soddisfazione: quella di essere testimone dei progressi scolastici degli allievi e del ritorno alla vita, con la maggior parte di loro rimane un forte legame sia con il personale del Residence, che con noi insegnanti».

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