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lunedì 3 agosto - Aggiornato alle 21:14

Ponte chiuso, sindaco di Baschi scrive alla Regione: «Area Sud-Ovest dell’Umbria isolata»

Lettera del primo cittadino a Tesei e Melasecche: chiesto incontro urgente

Il ponte sul lago

«Prima di tutto la sicurezza e la pubblica incolumità ma non può essere ignorato il disagio». Così il primo cittadino di Baschi in merito alla chiusura del ponte che collega il suo Comune a Todi. Il primo cittadino Damiano Bernardini  ha chiesto un incontro urgente alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, e all’assessore regionale a infrastrutture e trasporti, Enrico Melasecche, per analizzare ed affrontare gli effetti derivanti dalla chiusura dell’infrastruttura sulla Statale 448.

Baschi «Amministrazione in prima linea nell’evidenziare il pericolo- scrive il sindaco Bernardini – ma sento il dovere di rappresentare la preoccupazione e il disagio che stanno attraversando i cittadini del comune di Baschi e dei territori limitrofi, a seguito della chiusura del ponte. Si tratta, nei fatti, dell’unica viabilità che collega in tempi ragionevoli l’area sud-ovest dell’Umbria al resto della Regione. Rappresenta altresì il principale collegamento tra Baschi e le sue otto frazioni, situate interamente al di là di questa infrastruttura. Il nostro territorio comunale allo stato attuale – aggiunge Bernardini – risulta letteralmente tagliato a metà con tutte le difficoltà che questa circostanza comporta. Dobbiamo considerare, con consapevolezza e responsabilità, il contraccolpo che stanno subendo le attività produttive del territorio, già duramente provate dalla fase di crisi prodotta dall’emergenza sanitaria tutt’ora in atto. Nella veste di rappresentanti delle istituzioni – puntualizza il sindaco di Baschi – siamo chiamati a condividere soluzioni ed interventi che possano sostenere queste imprescindibili realtà che costituiscono il tessuto economico della nostra regione e rischiano concretamente di non riuscire a superare questo ulteriore momento di crisi. Giova ricordare che il repentino aggravamento delle criticità in questione risulta senza dubbio riconducibile alla deviazione del traffico pesante avvenuta nel periodo di chiusura del viadotto di Montoro. Anche in quella circostanza -conclude – ci siamo trovati a gestire disagi di non trascurabile entità. Ulteriore ragione per ribadire che ora non possiamo essere lasciati soli».

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