giovedì 20 giugno - Aggiornato alle 07:44

«Polveriera» Umbria salute, nominato il nuovo amministratore. Ruotati i direttori, ecco nomi e aree

La giunta sceglie Umberto Piccioni. A Orlandi la direzione Affari europei, a Rossetti quella che si occupa di Salute e a Caporizzi le Risorse umane

L'ingresso di Palazzo Donini, sede della giunta regionale (foto F.Troccoli)

di D.B.

Tre direttori su cinque più il vertice di Umbria salute, la società regionale finita anch’essa tra le carte di Concorsopoli. Come da programma, dopo il parere dell’Avvocatura arrivato la settimana scorsa, martedì la giunta regionale ha approvato la rotazione dei direttori di Palazzo Donini pensata subito dopo lo scoppio dell’inchiesta che ha decapitato i vertici del Pd e quelli della Regione. A Luigi Rossetti è stata assegnata l’area «salute, welfare, sviluppo economico, istruzione, università, diritto allo studio», fino a ora gestita da Walter Orlandi, al quale va quella che si occupa di «programmazione Affari internazionali ed europei». A Lucio Caporizzi infine, il titolare della direzione affidata a Orlandi, va quella che si occupa di «organizzazione e risorse umane, finanziarie e strumentali, affari generali e rapporti con il Governo, turismo, Agenda digitale e coordinamento politiche di coesione europea e nazionale».

La rotazione La riorganizzazione, su base volontaria e che non comporta spese aggiuntive, è stata congelata per quasi due mesi grazie alla diffida presentata da Orlandi che, tramite il suo avvocato Lietta Calzoni, giudicava l’atto della giunta illegittimo; una situazione che, dopo la sospensione dell’efficacia della delibera, si è sbloccata solo con l’arrivo, la settimana scorsa, del parere dell’Avvocatura regionale. Non cambia nulla invece per Alfiero Moretti, che continuerà a guidare la direzione «governo del territorio, infrastrutture e protezione civile», e per Ciro Becchetti che si occuperà ancora di «agricoltura, ambiente e cultura».

Umbria salute La novità riguarda invece Umbria salute, la società regionale che si occupa delle gare per gli acquisti in sanità e di quelle di aggiudicazione dei lavori pubblici finanziati con i fondi della ricostruzione del sisma. Umberto Piccioni, fino a ora dirigente dell’Ufficio patrimonio, è stato scelto come amministratore unico e anche in questo caso gli incarichi avranno la durata di un anno dalla nomina, che verrà effettuata dall’assemblea dei consorziati su designazione appunto della Regione. La società compare più volte nelle carte dell’inchiesta: «Quella è una polveriera seria» spiegava Emilio Duca a Catiuscia Marini. Agli atti ci finisce un colloquio tra il manager e il consigliere politico della governatrice, Valentino Valentini (non indagato), a proposito di un «disegno di legge regionale che prevede l’assegnazione a Umbria Salute Scarl della gestione di tutti gli appalti per la ricostruzione post sisma». «I milioni di euro di opere che vanno realizzate – convengono nel marzo 2018 – sono considerevoli». Duca parla di una gara da «70 milioni di euro». Il discorso si sposta sulle «competenze del personale che seguirà le gare e sull’organico». «Molte discussioni», annota la Gdf, seguono alla morte di Carlo Benedetti fino alla nomina del successore.

Le carte «Con tono deciso e fare adirato», secondo le fiamme gialle, il 13 aprile 2018 la governatrice telefona a Duca: «Ci dobbiamo vedere. Umbria Salute… io non accetto che la governance ce l’abbia Valorosi». Replica il manager: «La governance ce l’ho solo io, te lo garantisco, io non so chi te l’ha detto ma?». «Me l’ha detto tutta la struttura – ribatte la Marini – ecco chi me l’ha detto». Uno scambio di sms anticipa l’ormai noto appuntamento a Palazzo Donini del 10 maggio: «Ci dobbiamo vedere presto – scrive la presidente -. Umbria Salute è come dicevo io. E’ bene che affrontiamo rapida nomina di un amministratore esterno». Nei documenti della guardia di finanza l’imprenditore indagato Reno Vitali viene definito una «sorta di centro di raccolta e smistamento di attività illecite in relazione agli appalti dell’Azienda ospedaliera con il coinvolgimento dei funzionari della stessa». Vitali era sembrato «fortemente preoccupato» della morte dell’amministratore unico di Umbria Salute, Carlo Benedetti, in quanto tale evento potrebbe ‘bloccare diverse cose’».

Twitter @DanieleBovi

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