lunedì 18 febbraio - Aggiornato alle 03:50

Un polmone verde tra Perugia e il Tevere: ci pensano i cinesi

Il recupero e la rifunzionalizzazione di una macro-area di Perugia sono al centro dei lavori che saranno presentati martedì

giornata al parco (Foto Archivio Fabrizio Troccoli)

Un nuovo polmone verde a Perugia? Ci pensano i cinesi. Domani (martedì 17 luglio, ndr) alla Fondazione Umbra per l’Architettura avrà luogo la presentazione dei lavori di 20 studenti cinesi nell’ambito del progetto E.T.R.U.R.I.A. (Environment Tradition Regeneration of URban Italian Areas). Il recupero e la rifunzionalizzazione di una macro-area di Perugia sono al centro dei lavori che saranno presentati martedì.

Il progetto E.T.R.U.R.I.A. è partito durante i ‘Perugia Green Days’. L’input lo hanno dato l’Associazione ‘Progettare il futuro’ (copromotrice della manifestazione di maggio), la Fondazione Umbra per l’Architettura, il Comune di Perugia, l’Università per Stranieri (i ragazzi sono studenti in soggiorno con i progetti Marco Polo e Turandot dell’Ateneo); domani alle 18, nella Sala Colonne della Fondazione in Piazza Danti, saranno presentate alla cittadinanza le loro idee concrete su architettura, spazi urbani, vivibilità, ambiente del capoluogo.

I lavori degli studenti cinesi vertono proprio sulla Perugia storica, con la zona del Mercato Coperto e il Parco Santa Margherita, o meglio il cosiddetto ‘Parco degli Etruschi’, l’area naturalistica che da Via Ripa di Meana arriva all’ex Dispensario, a Via Enrico dal Pozzo, giù fino a scendere alle zone del Tevere e di Ponte S. Giovanni. Un vasto intervento per ricollegare il centro storico alla periferia del capoluogo, rifunzionalizzando le strutture esistenti, e creando un polmone verde. ‘Polmone verde’ che gli studenti cinesi – pure provenienti da una cultura per molti versi controversa – hanno valutato come il grande assente, attualmente, nella città-capoluogo. Un grande parco urbano con spazi adibiti alla musica, percorsi di benessere e salute, spazi multifunzionali.

Il laboratorio di rigenerazione urbana è stato un progetto partecipato e condiviso con le associazioni storiche della città. Un lavoro che ha coinvolto gli studenti per tre mesi, con lezioni frontali, laboratori, studio individuale. A seguire i giovani cinesi l’architetto Paolo Lattaioli, insieme ai capi-team Fabio Palombaro e Silvio Amendola.

Smart city «Sempre più Perugia si indirizza sulla strada della smart-city, la città di medie dimensioni intelligente, ecosostenibile, a basso impatto ambientale e alta qualità della vita», commenta il presidente dell’associazione ‘Progettare il futuro’ Francesco Pinelli: «Questo grazie allo scambio di idee e progetti iniziato nei Green Days, e poi naturalmente proseguito».

Una replica a “Un polmone verde tra Perugia e il Tevere: ci pensano i cinesi”

  1. mario quirini ha detto:

    OTTIMA INIZIATIVA !!!!

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