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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 09:12

«Politica ormai è battaglia di potere, ma il risultato è assenza di visione e coraggio»

Strigliata del capo dei vescovi umbri durante il solenne pontificale per il patrono di Spoleto: «Non sarà facile ricostruire un tessuto sano, ma non c’è alternativa»

Boccardo con De Augustinis e Tesei

«Da troppi anni l’agire politico, sia a livello nazionale che locale, ha assunto le caratteristiche di una battaglia di potere più che di un confronto di idee leale e costruttivo: il risultato è una politica dal corto respiro e incapace di visione e di coraggio». Questo uno dei passaggi più significativi dell’omelia pronunciata al Duomo di Spoleto dall’arcivescovo Renato Boccardo che, giovedì mattina, a poche ore dall’apertura della crisi del governo Conte, ma anche nel pieno di fibrillazioni cittadine, dove la maggioranza non ha più numeri, ha presieduto la messa solenne per il Santo Patrono. Ad ascoltare le sue parole sia la presidente Donatella Tesei che il sindaco Umberto De Augustinis, mentre non sono stati più di duecento, causa Covid-19, i fedeli che si sono potuti accomodare in cattedrale per partecipare alla celebrazione.

Strigliata ai politici Il capo dei vescovi umbri ha richiamato la classe politica a un «confronto autentico, orientato a cercare ciò che è bene per la nazione e per la città in un determinato momento della sua storia, così da permettere a ciascuno di sentirsi partecipe di un processo positivo, sia che la partecipazione venga assicurata da chi governa che da chi sta all’opposizione. Purtroppo – è stata la stigmatizzazione del presule – dobbiamo spesso assistere a un triste spettacolo, simile ad una guerra senza esclusione di colpi, che produce inevitabilmente lacerazioni profonde. Non sarà facile ricostruire un tessuto sano, ma non c’è alternativa». Nelle sabbie mobili della politica e nel dramma della pandemia, l’arcivescovo ha indicato San Ponziano «che chiede a tutti di convertire il cuore e rimodulare il modo di pensare e di agire, offrendo ciascuno al Paese e alla città il proprio contributo di riflessione, di competenza e di dedizione operosa. I cristiani parlano in questi casi di un atteggiamento fondamentale: quello dell’amore per il prossimo. In questo nuovo anno, paradossalmente aiutati da un flagello che mette in discussione le certezze acquisite e sovverte le abitudini personali e sociali, ci è chiesto – ha concluso   – di scrivere una pagina nuova della storia comune, dentro un avvenire che non è predeterminato, ma che dipende da noi».

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