mercoledì 22 novembre - Aggiornato alle 02:59

Poca pioggia, Umbra Acque in allerta: «Presto sorgenti e falde a secco»

Il presidente Carini: «Portata delle fonti in discesa vertiginosa, piccoli centri potrebbero soffrire siccità». Tevere-Nera: stagione irrigua aperta in anticipo

Sorgente della lupa

Non piove e, pur non essendo ancora all’allarme, la situazione dei livelli delle falde acquifere umbre inizia a essere «preoccupante», secondo il presidente di Umbra Acque, Gianluca Carini. Nella provincia di Terni la situazione è analoga, tanto che il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera ha anticipato l’avvio della stagione irrigua e fin da ora posticipato la chiusura a causa «di un un inizio di stagione particolarmente siccitoso».

Livelli tranquilli ma poche piogge A fare il punto venerdì è stato il presidente di Umbra acque: «Se per un versante i dati provenienti dal monitoraggio dell’Arpa sullo stato degli acquiferi profondi e sulle portate delle sorgenti descrivono una situazione al momento tranquilla – spiega Carini – con livelli delle falde e portate delle sorgenti in linea con i valori registrati lo scorso anno, preoccupano le condizioni di stabilità e bel tempo con mancanza assoluta di precipitazioni che stanno caratterizzando la stagione primaverile, ormai inoltrata».

I numeri Nei primi tre mesi dell’anno, infatti – fa notare Umbra Acque – la piovosità media nella nostra Regione registra un notevole decremento della quantità di acqua caduta abbastanza generalizzato che va da un -15% della fascia appenninica sino a un -38% delle zone del perugino. Non solo, la quantità di acqua caduta fa riferimento perlopiù a fenomeni di piovosità concentrati in tre giornate di pioggia in cui si sono registrate circa il 75% del totale di pioggia complessivamente caduta.

Verso periodi di magra Alla luce di ciò, «diventa preoccupante – secondo Umbra Acque – l’esame dei dati Arpa, che mostrano un andamento delle portate in discesa vertiginosa, con un decremento giornaliero che, se confermato nelle prossime settimane, porterebbe a registrare nel breve su queste sorgenti le portate di magra tipiche della fine estate-inizio autunno».

Pericolo siccità per i piccoli centri «È chiaro – sottolinea Carini – che tale situazione, se si confermerà nel tempo, porterà disagi notevoli sul sistema acquedottistico, non tanto per i capoluoghi, dove il sistema integrato di cui si dispone farà sì che alla mancanza delle acque delle sorgenti si sopperirà con i maggiori prelievi dai campi pozzi di Petrignano, Cannara, Pasquarella ed Alto Tevere, ma soprattutto sui piccoli centri non raggiunti da questo sistema, dove questo andamento potrà portare a situazioni di siccità delle fonti utilizzate, con conseguenti necessità di approvvigionamento tramite autobotti e maggiori costi di energia».

Tevere-Nera: stagione irrigua aperta in anticipo Come detto il Consorzio di bonifica Tevere-Nera martedì scorso ha reso noto di aver dato l’ok alla stagione irrigua con grande anticipo, ossia a partire dal 3 aprile posticipandone la chiusura al 15 ottobre: «Le scarse precipitazioni atmosferiche hanno determinato un inizio di stagione particolarmente siccitoso e al fine di prevenire danni al settore agricolo. La decisione presa va a concretamente a sostegno degli operatori di settore, che in tutto il territorio di competenza di avvalgono dell’irrigazione del Consorzio. Gli orari ed i giorni di funzionamento degli impianti di irrigazione sono modulati secondo le esigenze colturali, in dipendenza dell’andamento stagionale, nei limiti delle possibilità operative dell’organizzazione consortile e della quantità di acqua disponibile».

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