giovedì 16 agosto - Aggiornato alle 13:51

Pioggia, dati e situazione in Umbria: Trasimeno e sorgenti risalgono. L’esperto: «Emergenza non è finita»

Umbra Acque: «Siccità? Si gioca tutto in primavera». La piovosità città per città e il livello del lago dal 2014: grafici interattivi

©Fabrizio Troccoli

di Ivano Porfiri

L’inverno 2017-2018 è stato senz’altro più piovoso di quello precedente. È evidente a tutti e lo certificano i numeri. Ma quanto? E, soprattutto, basterà per mettere al riparo l’Umbria dalla siccità estiva sofferta la scorsa estate? Per capirlo, siamo andati a vedere da vicino i dati registrati dalle stazioni stazioni di monitoraggio del Servizio idrografico della Regione Umbria, elaborandoli in un grafico interattivo che mostra l’andamento nelle principali località umbre. E anche gli effetti: il livello del lago Trasimeno, ad esempio, anche qui fotografato in un grafico che parte dal 2014 e arriva al gennaio 2018. Infine, ascoltando il parere del responsabile di Umbra Acque che monitora in tempo reale la situazione di sorgenti e campi pozzi.

GRAFICI INTERATTIVI

Quanto ha piovuto? Guardando l’andamento dei dati provenienti dalle stazioni di rilevazione del Servizio idrografico della Regione Umbria appare evidente come il 2017 sia stato deficitario dal punto di vista delle precipitazioni. I punti più bassi si sono toccati nel dicembre 2016 e nell’ottobre 2017 (oltre ad agosto) quando praticamente non è caduta una goccia di pioggia in tutta la regione. Ed è stata proprio la scarsa piovosità dell’inverno-primavera a mandare in crisi le sorgenti umbre.

Un inverno migliore Dal grafico si vede bene come, al di fuori di ottobre, l’autunno-inverno 2017-2018 stia andando invece molto meglio. Già settembre è stato un buon mese (molto meglio del settembre 2016. Ma poi soprattutto a novembre e dicembre è piovuto come non avveniva da un paio di anni. Le località più piovose sono state, a novembre, Gualdo Tadino con 245 mm e, a dicembre, Spoleto con 254 mm seguita da Terni con 214. La piovosità lungo la fascia appenninica (d’inverno evidentemente le precipitazioni in montagna sono state nevose) fa ben sperare per sorgenti e acquedotti in vista della bella stagione. Anche se, va evidenziato, non è stato un grande gennaio dal punto di vista della piovosità: si vai dai 19 mm caduti a Magione ai 54 di Norcia.

Il Trasimeno risale Le piogge invernali hanno fatto bene anche al Trasimeno. Guardando alla curva delle precipitazioni a San Savino di Magione, dove si trova fra l’altro la stazione di rilevamento del livello del lago, si nota come sia uno dei punti meno piovosi dell’Umbria con il picco di 114 mm a settembre, seguito dai 90 di dicembre. Tuttavia, il Trasimeno gode di riflesso dell’acqua che affluisce dai territori tutti intorno. Così, guardando ai dati forniti a Umbria24 dal Servizio idrografico regionale, si nota come, dopo una perdita costante di livello da marzo a novembre 2017 con un’emorragia di ben 77 centimetri, gli ultimi tre mesi hanno visto invece un recupero di 11 centimetri con il livello attuale che si attesta intorno agli 80 centimetri sotto lo zero idrometrico. Lontanissimi i tempi del 2015, quando ad aprile il lago era arrivato addirittura a +39 sullo zero idrometrico, costringendo ad aprire le paratie dell’emissario.

L’esperto: «Emergenza non è finita» Tutto quanto sopra basterà a evitarci un’estate siccitosa con gli acquedotti in sofferenza come lo scorso anno? «Non è detto – frena subito gli entusiasmi Giacomo Schirò, responsabile del settore Idrogeologico di Umbra Acque -. È senz’altro vero che quest’anno va un po’ meglio: dicembre 2016 era stato disastroso, mentre l’ultimo dicembre è stato buono, gennaio invece è in linea allo scorso anno. Non basta questo per dire che l’emergenza sia finita, i prossimi mesi saranno decisivi».

Si gioca tutto in primavera Attualmente, i livelli delle sorgenti sono buoni: Scirca ha 300 metri al secondo di portata, nella media, Bagnara 180, sopra la media. «Anche l’anno scorso lo era – precisa Schirò – per cui questi dati non sono molto indicativi: le sorgenti risentono in modo quasi immediato delle precipitazioni. Diverso è per i campi pozzi, che assorbono più lentamente l’acqua e, ad oggi, stanno peggio di come erano un anno fa». E le nevicate invernali? «Dipende – replica l’esperto di Umbra Acque – a dicembre sono state anche abbondanti ma poi temperature così miti a gennaio non permettono che si sciolga lentamente con effetti più duraturi». La vera partita, insomma, si gioca ora. «Marzo e aprile sono mesi decisivi – sottolinea l’esperto di Umbra Acque – un mese piovoso a primavera può incidere su tutta la prima parte dell’estate, anche se nel 2016 sembrava un anno siccitoso e poi piovve, tra l’altro facendo diversi danni, a maggio e giugno e ristabilì la normalità».

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