domenica 31 maggio - Aggiornato alle 13:20

Il senatore Pillon rischia maxi risarcimento all’associazione a difesa degli omosessuali

La ricostruzione di quanto accaduto: Omphalos si è costituita parte civile e ora attende la sentenza

L’Umbria conosce Simone Pillon nonostante la sua elezione a senatore è andata a cercarsela al Nord. Il suo nome oltre a comparire tra i referenti della campagna elettorale della Lega a Perugia, quindi in diretto contatto con il sindaco Romizi, è legato al disegno di legge sull’affido condiviso, è ex componente del consiglio nazionale del ‘Forum delle associazioni familiari’, tra i soci fondatori del ‘Comitato difendiamo i nostri figli’, antiabortista convinto e tra gli ideatori e organizzatori degli ultimi due ‘Family day’, tra i cui scopi c’era impedire l’approvazione della legge sulle unioni civili, allora in discussione in Parlamento. Omphalos lo definisce accanito ‘no gender’ :«E’ proprio grazie alle sue posizioni contro i diritti delle persone Lgbt che Pillon si è fatto strada in politica tre le file dell’estremismo cattolico», è riportato in un servizio di Tpi News, che ripercorre la vicenda del rischio di un super risarcimento da parte del senatore all’associazione perugina, come di seguito.

Ricostruzione In tribunale, il prossimo 21 febbraio, i suoi avvocati dovranno difenderlo dall’accusa di avere diffamato il comitato Arcigay Omphalos di Perugia. Secondo l’associazione il senatore avrebbe volontariamente travisato il senso e il significato delle iniziative di divulgazione nelle scuole compiute dall’associazione a difesa dei diriggi Lgbt, per trasmettere messaggi discriminatori offendendo di fatto l’associazione. In particolare si fa riferimento a incontri con gli studenti per educare contro il bullismo omofobico e sulla prevenzione di malattie sessualmente trasmittibili. Esistono dei video che ritraggono gli appuntamenti in cui il futuro senatore avrebbe detto: ‘Cosa hanno insegnato ai ragazzi? – chiede – hanno insegnato a far l’amore’. ‘Lei sa come si fa a far l’amore? Che serve? Un maschio e…’. ‘Una donna’ risponde qualcuno.’Lei è un bullo omofobo’, risponde ironico l’avvocato. Mostrando i volantini dell’associazione aggiunge che gli attivisti di Omphalos ‘hanno insegnato che per fare l’amore servono o due maschi o due femmine’. «Nelle immagini che Pillon fa vedere – spiega Omphalos – effettivamente, ci sono solo una coppia di ragazzi e una di ragazze. Ma la versione completa del materiale è composta da tre pieghevoli, tra cui uno con una coppia eterosessuale, volutamente omessa. I pieghevoli, in realtà, non spiegano ‘come fare l’amore’, ma informano sulla prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili attraverso l’uso corretto del profilattico e del preservativo femminile. Pillon prosegue il suo intervento illustrando il contenuto del ‘lato b’ del volantino. L’avvocato racconta al suo pubblico che Omphalos inviterebbe i ragazzi ad andare a fare sesso presso la loro sede». «Poi abbiamo il welcome group, il gruppo di benvenuto dove vengono accolti i ragazzi tra i 14 e i 19 anni che hanno fatto l’assemblea d’istituto e vogliono provare a fare sesso tra due maschi o tra due femmine e vengono felicemente accolti tra le braccia evidentemente desiderose del gruppo dell’Arcigay di Perugia», riporta Omphalos.

«Il “lato b” – spiega ancora l’associazione -, in realtà, è un volantino a parte, il Vademecum, che illustra le attività organizzate da Omphalos nella sua sede. Pillon ripete le stesse cose ad Assisi, a San Marino e ad Ascoli Piceno, collegando tutto ad un presunto attacco alla cosiddetta famiglia tradizionale. Quello di un’unica famiglia possibile, ‘composta da un uomo e una donna che si vogliono bene’ è lo stesso mantra che ripete illustrando oggi il suo ddl sull’affido condiviso».

Gli incontri vengono ripresi in video e pubblicati sul web.

I particolari I presidenti di allora  dell’associazione, Emidio Albertini e Patrizia Stefaniaccusano anche Pillon di avere mentito riguardo al presunto invito ad incontri sessuali nella sede dell’associazione. La Procura di Perugia accoglie la querela e sequestra il video. «Sussiste il fumus del delitto contestato – è il decreto di sequestro del video – Ed, invero, il passaggio piuttosto lungo dell’intervento di Simone Pillon ha un contenuto nel complesso offensivo e lesivo della reputazione dell’associazione Omphalos Arcigay-Arcilesbica e di conseguenza dei suoi componenti». Secondo il Gip Semeraro, Pillon «ha diffuso notizie non corrispondenti al vero sull’attività di informazione e di prevenzione che svolge l’associazione». Attività che, sempre stando al gip, «risulta chiaramente da una corretta e non dolosamente distorta lettura dei volantini». A marzo del 2016 – ancora la ricostruzione di Tpi News – Pillon viene rinviato a giudizio e a giugno del 2017 il giudice accoglie la costituzione di parte civile di Omphalos e dei suoi presidenti. «Non si può parlare di critica –spiega a Tpi Saschia Soli, avvocata di Rete Lenford -, perché la critica deve basarsi su dati di verità. E questo non succede: basta guardare i video per vedere la mistificazione delle attività svolte da Omphalos, addirittura accusata di adescare minorenni nelle scuole. La prossima udienza è prevista per il 21 febbraio, quando il giudice ascolterà alcuni testimoni della difesa. Il giudice Cavedoni, invece, dovrebbe pronunciare la sentenza l’11 aprile 2019.

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